Roma, Roma, Roma

di finconsadmin

(Il Romanista – S.Romita)?Il pi? grande concerto dal vivo degli ultimi anni ? durato 4 minuti ed ? stato un coro a cappella che ha stramaccionato via la svogliata e inchiodata al prato Roma del primo tempo. A cui perdono tutto il liquidame dei primi 45 minuti perch? mi porta alla?serata epica di una finale.?Con il caldo del mese di maggio. Il profumo dei glicini e del gelsomino che arriva fin dentro le narici mentre in motorino me ne andr? all?Olimpico nella serata pi? erotica degli ultimi anni. Perch? c?? da fare sesso con la Lazio. E godere. Perch? sar? cos?. Perch? non pu? che essere cos?. Perche Dio lo vuole.

 

E anche Satana ? della stessa identica idea. E ho quaranta giorni ora per apparecchiare la tavola, scegliere la tovaglia adatta, le posate giuste, il grande e ghiacciato vino consono al banchetto che ho in mente. Perch? io ho quella serata davanti agli occhi da settimane. Anche se non se ne sa ancora con esattezza la data perch? quel giorno un filosofo dell?inutilit? umana ha scelto di portarci tutti all?ennesima e fastidiosa chiamata alle urne. Indicheremo un sindaco, un?amministrazione, un nuovo primo cittadino a cui mandare gli improperi mentre rimbalziamo sulle buche della citt? come sassi negli stagni. Non c?era altra data possibile per la politica che quella gi? decisa da tempo e decretata come unica e benedetta per?la finale di Coppa Italia??Ok, non importa. Ne tirasssero fuori un?altra. Ci dessero in fretta il fatidico numero da stampare nella mente ed evidenziare sul calendario in cucina.

 

Nulla potr? fermarci. Abbiamo il Papa dalla nostra parte che ha scelto un nome che ? una garanzia per tutti noi. E abbiamo il calciatore in attivit? pi? forte del mondo degli ultimi venti anni di storia del calcio. Che altro abbiamo? Abbiamo mezza stella d?argento da sceriffi gi? cucita sul rosso della maglia. Chi ce la strappa? Lotito e i suoi pennuti boys? La mala sorte? Un arbitraggio maledetto? Nulla. Tranquilli.?Nulla potr? toglierci quello che ? giusto, stabilito e deciso. Me ne torner? senza voce, senza casco, senza sonno e senza fame. E nel tragitto che mi riporter? a casa far? un bel giro largo e passer? a Trastevere, mi far? tutto il lungotevere in un senso e nell?altro, salir? al Gianicolo e poi al Pincio, traverser? piazza Navona e Fontana di Trevi, urler? in Prati, davanti a Vanni, tutto il mio amore per la Roma. E me ne torner? a casa sfinito, sporco e sudato. Far? una lunga doccia. E mi sieder? a tavola, sorridente. E realmente soddisfatto di essere nato qui. E da lombi saggi.

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