Destro, la Roma non parteciperà ad aste

di Redazione, @forzaroma

(Il Romanista – C.Zucchelli) – Mattia Destro, l’uomo chiave, almeno in questo momento, del mercato italiano. Sembra che senza di lui non si possa più giocare a calcio e la Roma a questa asta indetta da Siena e Genoa – più la seconda della prima – non vuole partecipare.

Il giocatore piace a Sabatini da mesi e i primi contatti risalgono già allo scorso inverno. Il ds ha da tempo avviato i contatti con la società di Mezzaroma e anche con l’entourage del giocatore, anche se ieri il suo agente ha detto che coi giallorossi non ci sono «mai stati contatti». Stesse parole del ds del Siena, Antonelli. Dichiarazioni di facciata. Schermaglie. In questo momento i toscani e Destro aspettano. È il Genoa, attraverso le dichiarazioni del sempre loquace presidente Preziosi, che continua a ribadire la sua posizione: «La mia posizione è abbastanza chiara. Destro non giocherà con un’altra maglia diversa da quella del Siena. Altrimenti giocherà con noi. Non ci sono altre possibilità». Preziosi bluffa. Perché ha capito che Destro è il pezzo pregiato di questo mercato, almeno in Italia, e vuole alzare la posta. Vuole guadagnare il più possibile dalla sua cessione. E il fatto che l’attaccante sia ambito da Roma, Juventus e Inter gli fa solo comodo. I bianconeri al momento sono in vantaggio, ma a Trigoria non si danno per vinti. Senza svenarsi, e a cifre non folli, l’attaccante verrà monitorato continuamente. E non è detto che i soldi da investire non arrivino dalla cessione di un altro attaccante.

A Trigoria ci sono soltanto due punte intoccabili: Totti, ovviamente, e Lamela. Poi c’è Bojan, visto che la Roma ha intenzione di onorare l’accordo biennale con il Barcellona e lui pare convinto di fare un’altra stagione qui. Borini, appena riscattato, e Osvaldo sono invece due situazioni in divenire. L’Italo-argentino a Zeman piaceva, visto che nel 2006 lo aveva voluto a Lecce per sostituire Vucinic. Adesso vuole rivederlo, parlarci, capire con quante e quali motivazioni è pronto a mettersi in gioco. Limando, e neanche poco, quelle intemperanze caratteriali che a Trigoria hanno deluso più di qualcuno. Certo è che se l’interesse del ricco Malaga dovesse concretizzarsi in qualcosa di concreto (almeno 16 milioni, considerando che la Roma ne ha spesi due in più appena un anno fa) Sabatini e Baldini sono pronti a sedersi al tavolo per trattare. Il ritiro, in questo senso, può essere decisivo. Perché Zeman avrà la possibilità di lavorare con gran parte della rosa a disposizione e potrà quindi valutare con calma quali elementi sono e saranno i più idonei al suo tipo di gioco e alle sue idee.

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