notizie rm

RITIRO AS ROMA – Luis Enrique:”Uniti per vincere. Se fallisco me vado io”

Le parole del tecnico giallorosso in conferenza stampa oggi a Brunico. Ecco le parole:

Redazione

Le parole del tecnico giallorosso in conferenza stampa oggi a Brunico. Ecco le parole:

Cosa ha più colpito Luis Enrique in questi giorni nella sua conoscenza della Roma?"Tante cose, tutta la gente che accompagna la squadra in questo precampionato, la buona predisposizione dei calciatori, tutto quello che è dietro il club e che ci sta permettendo di fare bene."

I dirigenti della Roma ci hanno confermato l'ufficialità di Bojan, cosa può dare all'attacco? E Heinze?"Fin quando i contratti non saranno firmati preferisco non parlarne. Sul mercato parla Sabatini, quindi dopo l'eventuale superamento della visite mediche saranno loro a dirci quando saranno a disposizione. Noi cerchiamo giocatori con profili precisi, che fanno al caso nostro. Sono contento dell'atteggiamento del club che sta lavorando per portare avanti la nostra missione e la nostra idea del calcio. Succede in tutti i club in cui ci sono rivoluzioni."

Quanto Totti potrà far crescere questi giovani? Ha trovato pigrizia in Totti?"Lo dirò solo una volta: sono sicuro che Baldini e Totti vogliono il meglio del club, ogni altra interpretazione non la prendo in considerazione. Totti, così come De Rossi e Perrotta, sono i più rappresentativi, sono un punto di riferimento per chi c'è e chi verrà e chiederemo loro sempre qualcosa in più"

Difetti su cui intervenire maggiormente?"Non sono preoccupato di nulla, nè per l'atteggiamento nè per altro. Siamo qui da una settimana e facciamo doppia seduta, quindi tutto viene amplificato e ingigantito. Dobbiamo essere tranquilli, il sistema di lavoro è nuovo e ci vuole pazienza, dobbiamo puntare a ricercare quello di cui abbiamo bisogno"

Quando la Roma potrà avvicinarsi al modello Barcellona?"L'ho detto nella prima conferenza: il Barcellona è un modello unico, perchè da sempre è nel suo Dna. Noi cerchiamo di costruire un modello adatto ai giocatori e alla rosa, fino a quando il mercato non sarà chiuso non potremo fare un bilancio definitivo. Ci sono diversi metodi di lavoro, anche adoperando materiale audiovisivo, è però fondamentale che il giocatore sia felice, soddisfatto e sia a proprio agio. Solo così si lavora bene"

Vucinic vorrebbe vederlo più al centro di questo progetto?"In realtà Mirko ha fatto tutti gli allenamenti tranne gli ultimi due per problemi fisici, al ginocchio. Noi cerchiamo di costruire una sintonia, un gruppo, e questo vale sia quando ci alleniamo che quando giochiamo. "

Preoccupato della situazione societaria e del fatto che sia arrivato solo Josè Angel?"Non siamo preoccupati, del resto sono vicende normali quando si cerca di perfezionare un passaggio di proprietà simile. Siamo concentrati e vogliamo continuare con impegno. Josè ha 21 anni ma ha già molta esperienza nel campionato spagnolo. E' un terzino sinistro che ha forza e corsa, può aiutarci a migliorare ma essendo giovane gli si deve dare tempo. E' comunque un ragazzo di prospettiva:

Dove colloca la Roma guardando le altre avversarie? Sente molto la pressione delle aspettative?"Non sento nessuna pressione, anzi. Sento il sostegno fortissimo dei nostri tifosi. Sono sensazioni che conosco, adesso da allenatore le vivo da una prospettiva diversa. Molto spesso dico ai nostri tifosi di applaudire i calciatori piuttosto che inneggiare al mio nome. Voglio renderli orgogliosi di questa squadra e stiamo lavorando nel modo giusto. Dove colloco la Roma? Attendo la fine del mercato, noi vogliamo vincere tutte le partite, per tutto l'anno. Voglio costruire una squadra che si metta alle spalle i problemi dell'anno passato, che voglia vincere e che sia in sintonia affinchè il gruppo aiuti a superare il singolo. E' una pressione benedetta, non saremo undici ma 80 mila a marciare verso lo stesso punto."

Questi calciatori possono vincere qualcosa? Ranieri in ritiro aveva detto che la squadra dello scorso anno non aveva motivazioni"Il passato non lo conosco, Ranieri è un grande allenatore e avrà fatto di tutto per raggiungere gli obiettivi. Quello nostro è far capire la bontà del progetto ai calciatori, se non li convinciamo non andiamo da nessuna parte, sono loro che risolvono i problemi in campo, l'allenatore è in panchina e se non riesce ad andare bene, ne arriva un altro. Ho la sensazione che ci stia riuscendo, ho ottime impressioni, quando arriva un nuovo allenatore è più facile lavorare, anche quando ero calciatore e arrivava un nuovo tecnico tutti erano più reattivi.

La sua innovazione può essere paragonabile a quella di Sacchi? Cosa pensa del calcio italiano degli ultimi anni?"Lei si riferisce a quella che è stata una della più grandi squadre di tutti i tempi. tutti gli allenatori cercano di vincere, ognuno a modo suo. Noi abbiamo un nostro modello, in base ai giocatori. Noi dobbiamo agevolarli ad andare in campo per vincere. Non credo che il nostro modello si avvicini a quello di Sacchi, quello era un prodotto già finito, una squadra straosferica,  noi stiamo muovendo i primi passi. Sappiamo bene come fare per cercare di arrivare ai nostri obiettivi. Il calcio italiano? Siamo stati ingaggiati con il compito preciso di svolgere il lavoro secondo il nostro credo calcistico. Abbiamo il massimo rispetto, e si percepisce, nei confronti del calcio italiano. Ci saranno tante cose a cui attingeremo per farne tesoro, del resto ci sono tante idee di calcio e sono tutte valide."

Totti e Borriello possono coesistere? Una curiosità: da calciatore e da allenatore come si poneva nei confronti dei media spagnoli?"Quanti più giocatori di qualità ci sono, tanto meglio. Sia per i difensori che per gli attaccanti. Se vogliamo fare un calcio d'attacco dobbiamo cercare di farli coesistere, dobbiamo cercare giocatori che sappiano attaccare, tutti uniti. I giornalisti italiani e quelli spagnoli sono passionali, di solito non leggo molto le notizie sportive. Leggo per distrarmi, nessuno meglio di me che lavoro qui conosce la situazioni. Quelle dei giornalisti sono interpretazioni, spesso vere, ma interpretazioni. Sono convinto che quando si vince troppi complimenti facciano male e quando si perde troppe critiche siano dannose.

Menez potrebbe ricoprire un ruolo come Iniesta?"Si, lui può interpretare diveris ruoli, sia come punta che come interno e come esterno. Da questo punto di vista è duttile"

C'è sintonia tra Vucinic, Menez e i tifosi? Eventualmente come si costruisce?"Stiamo muovendo i primi passi e chiedo a tutti i calciatori di dimenticare il passato, giudicando come questa nuova squadra prepara le partite e lavora. Il fatto che siano arrivati allenatori e giocatori nuovi deve essere uno stimolo e ricerco la costruzione di una sintonia che porti verso l'obiettivo comune della vittoria della Roma. Se mi accorgessi che qualcuno non è in sintonia, per me è fuori dal gruppo."