Calcio femminile, sospeso l’avvio di A e B

Calcio femminile, sospeso l’avvio di A e B

Non si giocherà fino alla data della camera di consiglio che si svolgerà il 7 settembre

di Redazione, @forzaroma

Il Presidente del Collegio di Garanzia dello Sport, Franco Frattini, ha assunto un decreto con il quale, in accoglimento dell’istanza cautelare richiesta dalla Federazione Italiana Giuoco Calcio nel ricorso promosso dalla stessa FIGC contro la decisione della propria Corte Federale – che ha annullato la delibera del Commissario Straordinario n. 38 del 3 maggio 2018, con cui si era stabilito di inquadrare, a decorrere dall’inizio della stagione sportiva 2018/2019, la Divisione Calcio Femminile, per le attività del Dipartimento Calcio Femminile, nell’ambito della FIGC, delegando alla LND, sino a diversa determinazione, l’organizzazione del campionato interregionale di calcio femminile – ha sospeso l’esecutività della decisione impugnata nonché l’avvio dei campionati interessati (Serie A e B) fino alla data della camera di consiglio per la decisione collegiale sulla istanza cautelare con l’abbinamento al merito.

La suddetta camera di consiglio è stata fissata, dinanzi alle Sezioni Unite, in data 7 settembre 2018, a partire dalle ore 12.00.

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  1. Anx - 12 mesi fa

    Ho appena letto che il collegio di garanzia dello sport ha accolto l’istanza della FIGC posticipando, quindi, l’inizio dei campionati di serie A e B. La notizia ha qualcosa di positivo in se, ma il fatto che non ci si possa riunire prima del 7 Settembre è un po’ incomprensibile. Proviamo ad uscire dallo stereotipo che il calcio femminile deve misurarsi con quello maschile…… non è così, il calcio femminile deve misurarsi con quello femminile; altrimenti sarebbe come dire ma la Pellegrini è uno scandalo perchè se gareggia con i maschi perde sempre e pure di tanto…… E’ una sciocchezza. Cosi come sono sciocchezze tutte quelle dette dai vari personaggi che provano a sminuire la portata del movimento calcistico femminile continuando a rapportarlo a quello maschile. I dati oggettivi dimostrano che forse la pensano così anche coloro che dovrebbero invece rilanciarlo e promuoverlo, ciechi di fronte al ritorno di immagine che squadre come il Lione o l’Arsenal, il Barcellona o il Manchester United attirano dalle loro parti. Altrimenti, se si fosse parlato di maschile si sarebbero riuniti domani o al massimo dopodomani, altrimenti non si spiega questo tira e molla che è evidentemente nocivo per tutti. E loro non lo sanno? Certo che lo sanno e forse fa tutto parte del gioco. Un campionato bello e promettente come quello che partirà, forse, a settembre, avrebbe potuto raccimolare qualche soldo con la vendita dei diritti televisivi, magari accorpandolo e “vendendoselo” insieme a quello maschile; magari qualche dirigente assennato avrebbe potuto “alienarlo” bene e qualsiasi ritorno sarebbe stato migliore della situazione di stallo in cui ci si trova adesso. Se si vuole promuovere il calcio femminile le strade e le opportunità ci sono, ma ritorniamo sempre al solito discorso: forse la volontà di promuoverlo veramente non c’è. A parte questa incomprensibile miopia dei vertici che lo gestiscono, esiste e continua a resistere la filosofia per cui non si riesce a programmare un futuro che non porti benefici immediati e sicuri. Il calcio femminile non è una scommessa assoluta, è un movimento che attualmente in Italia trascina e “attira” capitali minimi, interessi bassi e popolarità ridicola seppur in continua crescita costante, ma ha un potenziale che è enorme e che da solo dovrebbe ingolosire dirigenti lungimiranti a vedere un po’ più lontano dal loro naso. Proprio il fatto che dalle donne oggi si “ricava” poco pone tutto il movimento in una posizione non prioritaria e quindi, secondo loro, anche se si posticipa il campionato non muore nessuno. L’aspetto positivo in questa avventura è che il calcio femminile esiste ed esisterà sempre di più ed io credo che il punto di non ritorno ormai sia stato superato. La strada è segnata, e se arriveranno prima le altre nazioni, reciteremo, a livello di dirigenza sportiva, come al solito il mea culpa, e in qualche maniera ci adatteremo alla regole che il mercato sportivo prima o poi ci imporrà. La prima imposizione è stata quella di dover preparare vere “atlete” e non semplici giocatrici di pallone, obiettivo raggiunto grazie alla passione di migliaia di ragazze che, superato l’ostacolo pregiudiziale di un calcio di proprietà degli uomini, hanno permesso una selezione tecnico/qualitativa che ci ha portato diritti diritti al Mondiale del prossimo anno. La storia continua e si arricchisce sempre più di piccoline che scelgono il calcio come il loro sport preferito. Non sarà a settembre, magari non sarà nemmeno a pasqua 2019…… ma si arriverà a sedersi in uno stadio pieno a tifare per la propria squadra femminile. Il dado è tratto, potete bloccare il movimento Italiano, ritardare l’exploit……. ma non fermerete gli altri paesi che stanno indicando la strada. La globalizzazione è anche questo. Fortunatamente!

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