Tessera del tifoso anno secondo. Ecco tutto quello che cambia

di Redazione, @forzaroma

(repubblica.it – F.Bianchi) Anno secondo per la tessera del tifoso. Breve premessa: per mettere ordine negli stadi, si poteva pensare ad un sistema meno complicato (in alcuni casi) e penalizzante per i tifosi perbene.

Ma siccome ora la tessera c’è, e non si torna indietro, ecco che si deve pensare a fare in modo che diventi un sistema semplice, che consenta di fare tornare davvero le famiglie sugli spalti e che agevoli le trasferte.

 

Per questo è molto importante la svolta del Viminale: ora se ne devono occupare i club. Con i dipartimenti dei tifosi che all’estero ci sono da anni e che da noi sono una novità: da tempo l’Osservatorio del Viminale spinge in questa direzione. Merito dell’esperienza internazionale che si sono fatti Pietro Ieva, n.1 dell’Osservatorio, e il suo braccio destro, Roberto Massucci. Basta guardare cosa fanno Manchester United, o Barcellona. A loro i tifosi stanno a cuore. Da noi, spesso e volentieri, sono solo da spremere. Ma ora da tessera di polizia, o da tessera-business, deve diventare qualcosa di diverso: una fidelity card, non una schedatura. I club si diano da fare. La tessera, come noto, sarà indispensabile per fare gli abbonamenti (compresi i mini-pacchetti di gare) e soprattutto dalla prossima stagione diventerà indispensabile per andare in trasferta. I biglietti per i settori ospiti infatti restano vendibili soltanto con la card ma è stato introdotto in divieto di acquisto di biglietti di altri settori e quello di cessione a terzi. Questo per evitare rischiose commistioni in tribuna.

Inoltre sarà vietato vendere i biglietti a chi risiede nella Regione che “origina” la trasferta o nella Provincia della squadra che va in trasferta.

Attenzione, però: i club si potranno fare carico anche dei loro tifosi non tesserati. Un esempio, Chievo-Roma: essendoci molti spazi allo stadio di Verona, la Roma può chiedere alla società di Campedelli di riservare uno spicchio di tribuna anche ai tifosi giallorossi che non sono tesserati.

Questo sarà possibile in alcuni stadi (a San Siro o al San Paolo la vedo difficile), ma solo se la società si prenderà carico della sua tifoseria. Ecco la vera svolta: il Viminale deve farsi da parte, e si fa da parte, e la tessera del tifoso deve diventare qualcosa di diverso da come è stata sinora. Sconti, agevolazioni, facilitazioni molto spesso non si sono visti. Le tessere prenotate la scorsa stagione sono state 850.000, quelle consegnate centomila in meno. Perché? A Verona è stato raggiunto il paradosso che molti tifosi non avevano ricevuto la tessera richiesta mesi prima e hanno rischiato di non poter andare a Salerno per i playoff (poi, per fortuna, è prevalso il buon senso). Ci vuole più trasparenza, più informazione, più organizzazione. La norma prevede che con la tessera del tifoso si possa andare a vedere qualsiasi partita: così non è stato in molte occasioni. Va messo a punto il cervellone elettronico.

Questa è la fase-2. E chi resta contrario? Potrà lo stesso andare allo stadio, ma, certo, avrà molte difficoltà in più e molte trasferte gli saranno vietate (qualcuno sostiene l’incostituzionalità della card, ma almeno per ora non è stato dimostrato). Non facciamo però assurde categorie: i buoni hanno la tessera, i cattivi no.

Cerchiamo di riportare serenità negli stadi. Gli spettatori non sono calati quest’anno in A, ed è un segno incoraggiante. Ma ora i club devono davvero svegliarsi: la fase n.2 tocca a loro.

 

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy