Italia-Danimarca: storia di sputi e biscotti

di Redazione, @forzaroma

La fame di gol e di notorieta’ dello juventino Bendtner contro la ritrovata familiarita’ con la porta degli azzurri, spinti dalla rabbia degli epurati di Zeman De Rossi e Osvaldo. A otto anni dal misfatto le strade di Italia e Danimarca tornano ad incrociarsi: martedi’ a Milano si gioca per le qualificazioni mondiali ma per il team azzurro si riapre una ferita mai sanata, l’incrocio agli Europei del 2004 che ancora fa schiumare di rabbia Trapattoni.

 

Non tanto per lo sputo di Francesco Totti a Christian Poulsen nella gara che il 14 giugno a Guimaraes fini’ 0-0 e che con la prova tv costo’ all’azzurro tre turni di squalifica e un corollario di polemiche inifinite, quanto per i sospetti mai svaniti di un accordo piu’ o meno tacito che nell’ultima giornata porto’ Danimarca e Svezia il 22 giugno ad un pareggio con gol, 2-2, che fece fuori gli azzurri. La cronaca di quel biscotto annunciato, sempre negato con forza, rivive anche in un dialogo riferito poi dalla stampa dei due paesi in cui lo svedese Edman e il danese Jensen facevano esplicite allusioni al 2-2 prima del fischio di inizio.

 

E tutte questo vespaio fini’ per far dimenticare la mediocre esibizione degli azzurri salvati nell’esordio europeo dalle magie di Buffon. Poi se ‘delitto’ ci fu nel derby scandinavo, ebbe i connotati della perfezione visto che il 2-2 finale che promuoveva entrambe venne confezionato all’89’, complice una papera del portiere. Dei testimoni dell’epoca rimangono Buffon e Pirlo, che era in panchina, il tecnico Morten Olsen e l’esterno Rommedahl, ma le squadre che si affrontano sono totalmente diverse. Come sempre nelle file danesi c’e’ una spruzzata di Italia: il difensore Kjaer, scaricato dalla Roma, si e’ accasato al Wolfsburg mentre gioca in bianconero, anche se con poca fortuna, l’attaccante Bendtner.

 

Quattro convocati provengono dal Nordsjaelland,novita’ del calcio danese, che ha vinto per la prima volta lo scudetto, che ha in organico Andreas Laudrup (figlio di Michael) e che partecipa alla Champions nel girone di Juve, Chelsea e Shakhtar. E proprio con la Juventus il calcio danese ha un rapporto preferenziale. Fu danese infatti la risposta juventina al Gre-No-Li svedese del Milan nel dopoguerra. I bianconeri ingaggiarono il trio Praest, John e Carl Aage Hansen che contribui’ alla conquista di due scudetti. In anni piu’ recenti e’ toccato a Michael Laudrup conquistare uno scudetto e una Intercontinentale (segnando un gol importante) con la Juve, fino al passaggio poco significativo di Christian Poulsen.

 

In Italia hanno lasciato il segno altri danesi: Harald Nielsen con lo scudetto del Bologna 1964 ed Preben Elkjaer Larsen, protagonista del tricolore veronese nel 1985, anno in cui segno’ un gol alla Juve senza scarpa per poi sfiorare il Pallone d’Oro battuto da Platini. Meno significativi i passaggi di Bergreen, Helveg, Jorgensen. La Danimarca ha conquistato nella sua storia quattro medaglie olimpiche (1908-12-48-60), e’ arrivata ai quarti ai mondiali 1998 ma il trionfo eclatante e’ avvenuto agli europei 1992: ripescata dopo l’esclusione della Jugoslavia, ha sbaragliato il campo battendo in finale la Germania per poi aggiudicarsi nel 1995 la Confederations Cup sull’Argentina. Se i contatti tra Italia e Danimarca sono tanti, solo 11 solo i confronti tra le due nazionali. IL primo e’ traumatico: alle Olimpiadi di Londra 1948 i danesi travolgono l’Italia di Pozzo (in campo c’e’ Maestrelli) 5-3 con 4 gol di John Hansen che proprio dopo questa performance viene prelevato a peso d’oro dalla Juventus.

 

Poi due test amichevoli: nel 1964 l’Italia alla bolognese di Fabbri vince 3-1 con doppietta di Pascutti e gol di Bulgarelli, poi nel 1976 una nazionale molto granata vince a Copenaghen 1-0 con Pulici. Sulla strada del mondiale spagnolo l’Italia di Bearzot vince 2-0 all’Olimpico nel 1980 con doppietta di Graziani, ma viene strapazzata nell’81 a Copenaghen 3-1. Poi c’e’ un filotto di quattro successi: 2-0 a euro 1988 con Altobelli e De Agostini (che segna 2′ dopo essere subentrato), 1-0 nel 1989 in un’amichevole a Pisa firmata Bergomi, 2-0 a Malmoe nel torneo Scania con gol di Rizzitelli e Vialli nei supplementari, 2-1 a Copenaghen nel 1999 nelle qualificazioni a Euro 2000 con Inzaghi e Conte. Nel ritorno a Napoli doccia ‘danese’ con sconfitta 3-2, gol inutili di Fuser e Vieri in una gara orientata da un’espulsione di Giannichedda che non impedisce agli azzurri di qualificarsi per gli europei che poi perderanno al golden gol. Poi la partita delle polemiche, lo 0-0 del 2004, un trauma che non rappresenta i rapporti sempre tranquilli tra le due nazionali e i due paesi. Martedi’ a Milano nessun rancore, ma la serata avra’ un retrogusto speciale per Buffon e Pirlo se riusciranno a incamerare i tre punti.(ANSA).

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