Il silenzio di Petrucci E adesso che fa Abete?

di Redazione, @forzaroma

(repubblica.it – SPY CALCIO F.Bianchi) Quello che preoccupa è il silenzio di Gianni Petrucci.

Il n.1 dello sport italiano medita. “E’ in attesa di eventi”, spiegano dal Coni. Aspetta di sapere come evolverà la situazione del calcio, fra gaffe (Prandelli), interpretazioni di norme (giustizia sportiva) e scelte che fanno discutere (Bonucci sì, Criscito no). Il presidente del Coni, insieme con Lello Pagnozzi che a maggio 2013 prenderà il suo posto, sarà in Polonia. Arriverà alla vigilia di Italia-Spagna, un segnale di attenzione nei confronti di uno sport che segue sempre con curiosità e rispetto. Petrucci è sempre stato il primo “sponsor” di Giancarlo Abete: negli ultimi anni si è avvicinato molto a lui e lo ha sempre difeso, varando anche norme (etiche e non solo) per aiutare il difficile cammino della Figc. Ora aspetta in silenzio. Ma questo non vuol dire che sarà passivo: Petrucci, soprattutto ultimamente, è molto attivo e quando c’è da intervenire, anche con decisione, è pronto sempre a farlo. Ma prima tocca a Giancarlo Abete dimostrare che può davvero governare una nave che è incappata in Capo Horn… La sua decisione di intervenire sui patteggiamenti del processo del calcioscommesse (sempre che possa farlo, ci sono pareri fortemente discordi) ha irritato la disciplinare e anche la procura (Palazzi è seccato e qualche membro pareva addirittura intenzionato a dimettersi, tanto per 40 euro al giorno…). 

Che farà adesso Abete, andrà avanti nella sua intenzione? O prenderà tempo? D’altronde, a luglio ci sarà il processo-ter, con le big, e certi patteggiamenti (vedi i sei punti di penalizzazione al Grosseto, per quattro illeciti più omesse denunce) faranno giurisprudenza. Palazzi è stato morbido, sin troppo in alcuni casi. Duro con chi non ha ammesso nulla: 27 punti di penalizzazione all’AlbinoLeffe (ne erano stati offerti 10 col patteggiamento) , 19 al Piacenza, 1 anno agli allenatori che non hanno denunciato l’illecito, tentato o consumato che sia (ci pensi qualche tecnico importante…). L’AlbinoLeffe è retrocesso dalla B alla Lega Pro: con questa stangata record come fa ad iscriversi al campionato? E il Piacenza, che balla fra fallimento e maxi-penalizzazione? In Lega Pro sono quantomeno perplessi, e non è detto che Mario Macalli se ne stia zitto. Come più volte abbiamo scritto questo è un processo frettoloso, valeva la pena aspettare fine giugno con le indagini e lì tirare una riga. Anche perché Grosseto e Siena, per fare un esempio, sono stati giudicati adesso e lo saranno anche nel processo di luglio. Che senso ha? Abete voleva dare un segnale di fermezza, mandando subito in aula tutti i casi “chiusi”, certificati: ma così è venuto fuori un pasticcio, e tante polemiche. Anche perché quello che sta uscendo dalle procure che indagano (e sono benemerite per il mondo del pallone) è qualcosa di spaventoso e forse inimmaginabile. La piaga delle scommesse è radicata ormai nel tessuto del nostro calcio. Ce ne vorrà per estirparla. 

Altro fronte caldo: la Nazionale. A parte il gioco, che è un altro capitolo, prima di partire per la Polonia sarebbe il caso che Abete e Valentini spiegassero ai vari Prandelli, Buffon e c. che loro non devono immischiarsi in questioni che non li riguardano, lanciando (Prandelli) allarmi ridicoli e prendendo di petto (Buffon) i magistrati. Pensassero uno ad allenare e l’altro a parare. Delle questioni “politiche” se ne occupa Abete e poi c’è anche un capodelegazione che è Demetrio Albertini, ex calciatore di un calcio che non c’è più (e forse per questo anche lui finito nel frullatore…). A ognuno il suo ruolo. Per chiudere: è probabile che Palazzi a fine processo sia destinato ad altro incarico (si dice così, no?), vale a dire a capo di un organo giudicante. La superprocura della Figc dovrebbe essere affidata a Giandomenico Lepore, ex capo della Procura di Napoli. Ma nel frattempo speriamo che Palazzi e i suoi, pur (obiettivamente) oberati di lavoro, ci facciano sapere se sono venuti a capo dello scandalo di Genoa-Siena, con quei calciatori umiliati e prigionieri degli ultrà. Non dimentichiamolo: è stato qualcosa di allucinante e preoccupante. Che annata…

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