Marcel Vulpis, direttore di Sporteconomy, ha detto la sua alla trasmissione La Signora in Giallorosso del 7 gennaio. A proposito della situazione societaria della Roma ha dichiarato: “Gennaio è il mese decisivo, siamo nella fase finale della trattativa”.
news as roma
Vulpis (dir.Sporteconomy): “Gennaio è il mese decisivo per la vendita della Roma”
Marcel Vulpis, direttore di Sporteconomy, ha detto la sua alla trasmissione La Signora in Giallorosso del 7 gennaio. A proposito della situazione societaria della Roma ha dichiarato: “Gennaio è il mese decisivo, siamo nella fase finale della...
SUL CAMPIONATO – “Attenzione al governo Berlusconi, è una costante che quando si avvicinano le elezioni il Milan vince il campionato. Il Milan ha 12 milioni di tifosi e, potenzialmente, 12 milioni di elettori. E questa attenzione va anche al mercato. La Roma? Non credo che ci sia un disegno con la regia di Unicredit per far fare più punti ai giallorossi. Quali squadre sono più forti della Roma? Qui ci siamo stupendo che la Roma abbia vinto contro il Catania ma doveva essere solo quello il risultato”.
SU PIZARRO - “Il medico cileno che cura Pizarro sarà pagato dalla Roma. E’ un caso concreto che ci rtiporta allo sciopero dei calciatori: la Lega su questo ha ragione, da un lato i giocatori fanno i dipendenti, dall’altro i liberi professionisti. Pizarro vuole scegliere il medico personale ma vuole che a pagarlo sia la società giallorossa. Non è la prima volta che un giocatore straniero vuole essere curato da un medico straniero”.
SULLA VENDITA DELLA ROMA – “Ci sono gli americani, sono un gruppo di 5 imprenditori: uno si occupa di ristorazione, uno dell’ambito cinematografico e uno di costruzioni di impianti sportivi. Sulla base di questa offerta non ci dovrebbero grandi opportunità per gli altri, a parte l’offerta di Aabar che è ancora in gioco. Quindi sarebbe uno scontro soltanto fra stranieri. Il terzo nome ancora in gioco è Angelucci e il quarto Longarini. Economicamente parlando lo scontro sarà solo tra gli arabi e gli americani. Il problema è che per la cordata americana è prioritario lo stadio e quindi prima deve passare la legge che è stata salvata dal voto di fiducia la governo Berlusconi, visto che era un ddl in discussione. Ancora non si riesce ad arrivare a questa legge; lo stadio si può fare lo stesso, come a Torino, ma ci si è arrivati 10 anni dopo l’inizio del progetto. La legge in questo è fondamentale perchè consente di arrivare alla cortruzione di un impianto sportivo in solo tre anni. L’offerta vincolante degli americani ancora non è stata fatta, è una trattativa in evoluzione e tutto dipende da Unicredit. Se si arriverà ad una conlusione positiva per gli stranieri dipenderà da Unicredit e da Rothschild, se non ci arrivano vuol dire che qualcosa è andato storto. Il rischio vero è che gli americani hanno un loro stile: se vedono che l’investimento non va a buon fine entro un breve peridodo, allora vanno via. L’altro nodo della questione è il merchandising, deve esserci una legge contro i falsi, nessuno deve vendere la roba falsa vicino allo stadio. In questo contesto il silenzio di Angelucci fa pensare”.
Fonte: Lasignoraingiallorosso.it
© RIPRODUZIONE RISERVATA