Il CdA delibera l'aumento di capitale. Duro Bojan: “Per vincere manca tutto”. A breve il nuovo allenatore

di Redazione, @forzaroma

(di Daniele Scasseddu) – Una settimana, quella che comincia oggi, decisiva. Nella quale se non nasce la nuova Roma, poco ci manca.

Si comincia con una giornata molto, molto importante: a Trigoria infatti, oggi pomeriggio si è svolta la riunione del consiglio di amministrazione del club e sul tavolo le questioni sono tante e tutte pesanti. Nel frattempo la Roma è pronta ad una “battaglia” affinchè Montella torni a rivestire i panni di tecnico del club capitolino.

 

UN CDA PER RIPARTIRE – Si è tenuto oggi alle ore 15 a Trigoria il consiglio di amministrazione della As Roma con all’ordine del giorno l‘approvazione dei conti trimestrali e l’avvio dell’iter per la prima tranche (50 mln di euro) dell’aumento di capitale deliberato in assemblea. Durante il board sono state anche formalizzate le nuove cariche di investor relator, Roberto Fonzo, e di dirigente preposto alla redazione di documenti contabili societari, Francesco Malknecht. Inoltre il Consiglio di Amministrazione di oggi è servitoper fare il punto sulla gestione della societá giallorossa e per l’aggiormento del piano industriale del club. Sono state anche fornite indicazioni ai consiglieri sullo stato della procedura per la realizzazione dello stadio, nonchè sull’iter della negoziazione del nuovo accordo con il Coni per l’utilizzo dello stadio Olimpico.

L’ Avvocato Cappelli all’uscita del Cda ha rilasciato alcune dichiarazioni: “Abbiamo fatto il punto sulla stagione sportiva, abbiamo deliberato l’avvio delle procedure necessarie per l’esecuzione dell’aumento di capitale. Insomma un consiglio denso di cose. Tutto come previsto”. ”È venuto il direttore generale Baldini ha fatto il punto della stagione sportiva sapevamo che era un anno di transizione, sin dall’inizio non ne abbiamo fatto mistero. Del resto era nelle cose. Una squadra giovane , che doveva assimilare un nuovo gioco, che doveva cambiare mentalità. Resisto ad usare la parola progetto, che oramai è divenuta una barzelletta, ma c’era molto da fare. Lo sapevamo e sapevamo che ci voleva del tempo. Siamo rammaricati del fatto che il mister abbia deciso di andarsene, però siamo convinti di aver fatto molti passi in avanti. La costruzione è cominciata e l ‘anno prossimo sapremo riprendere da dove ci siamo interrotti quest’anno”. Sullo stadio:“Oggi è stata data un’informativa al consiglio. Come sapete il 7 maggio era la data limite per la presentazione delle possibili aree. C’è stata una risposta superiore alle attese con quasi 100 proposte. Adesso dobbiamo lavorare per selezionare tra le quali fare la scelta definitiva”

 

MONTELLA IN POLE – Pensieri, parole e silenzi da ultimo dell’anno. Luis Enrique, in fondo, appartiene già al passato. «Resterò per sempre tifoso della Roma – ha detto l’asturiano nel suo commiato – sono sicuro che la prossima stagione sarà migliore di questa». Il presente e il futuro della Roma viaggia, a parole e sul traffico telefonico, tra Roma e Catania. Montella ha già detto sì, ora bisogna superare le resistenze di Pulvirenti. Al termine della gara persa con l’Udinese, l’Aeroplanino ieri sera è uscito allo scoperto, senza però potersi sbilanciare. «Se davvero la Roma e Baldini sono interessati a me, non posso che essere lusingato. Ora parlerò con Pulvirenti per vedere cosa fare assieme. Ho un contratto che intendo rispettare, i rapporti con il presidente e il pubblico di Catania sono ottimi ma sin dall’inizio qui sanno che io ho una debolezza che si chiama Roma. Lì non solo ho giocato, ma ho tanti altri interessi». Ovvero la famiglia e gli amici, oltre a una squadra che non vede l’ora di tornare ad allenare. Parola al Catania. «Se Baldini e Sabatini mi chiamano per Montella, io neanche rispondo al telefono – giura Pulvirenti con Vincenzo mi vedrò nei prossimi giorni per programmare la prossima stagione del Catania. I contratti vanno rispettati.Se la Roma vuole Montella, deve aspettare un anno». Parole di fuoco che rimbalzano immediatamente fino a Cesena.

«Pulvirenti risponderà sicuramente al telefono perché è una persona educata», se la cava Walter Sabatini. «Montella è una soluzione a cui stiamo pensando, ma non è l’unica. La telefonata al Catania, comunque, ci sarà. Pulvirenti sta solo giustamente rivendicando un proprio diritto. La scelta dell’allenatore, comunque, avverrà poco tempo. Magari in due-tre giorni, per poterlo annunciare entro la fine della settimana. Con o senza allenatore, sappiamo già benissimo quello che dobbiamo fare».

 

“INVESTIMENTI FORTI” – Alla fine di tutto, esplode anche un po’ di rabbia. Daniele De Rossi accetta le critiche ma difende la Roma da quelle che considera esagerazioni ambientali. «Ok, è stato un anno negativo – ammette – , sono successe cose non buone. Ma si vuole far passare questa stagione come la più brutta di sempre. Invece nel 2005 con i cinque allenatori è stato molto peggio.Mi dispiace che i risultati non siano arrivati, perché dal punto di vista umano quest’anno mi ha segnato» . Si riferisce al rapporto intenso che ha avuto con Luis Enrique, nonostante la strana esclusione di Bergamo: «Mi resta l’amaro in bocca per tutto quello che è successo. Luis è bravo eppure se ne va» . Lo sta per sostituire Montella: «Non l’ho sentito, per non metterlo in difficoltà. Se sarà lui, farà benissimo. E’ un tecnico preparato, che studia molto e lo ha già dimostrato chiaramente. Sarei stato contento anche se fosse rimasto l’anno scorso, perché per me era più di un traghettatore» . Al di là dell’allenatore, De Rossi invia un segnale chiaro e diretto alla società:«Servono investimenti importanti e un’organizzazione veloce. Ma anche soldi» .

Perché la prossima stagione dovrà per forza essere più gratificante: «Dobbiamo andare avanti, ripartire, anche se adesso siamo delusi. Il nostro percorso non si ferma. Magari l’esempio della Juve può esserci utile: dopo una stagione deludente, ha vinto lo scudetto» . La chiusura di campionato non addolcisce la sua analisi: «Abbiamo onorato l’appuntamento che ci ha permesso di conservare il settimo posto. Non è il massimo fare certe considerazioni ma questa oggi è la nostra realtà» . De Rossi ha segnato, Totti invece no e deve rimandare l’aggancio ad Altafini a quota 216 gol in serie A: «Abbiamo provato a dargli una mano. Ma quando un calciatore deve fare gol a tutti i costi, non ci riesce mai» .

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy