Stadio Roma, Papalia: “Non esiste alcun vincolo sull’area di Tor di Valle”

Parla l’ex proprietario dei terreni dell’ippodromo: “La richiesta di rilevanza culturale riguarda anche il sedime della pista, che però non esiste più. Ora c’è solo la strada”

di Redazione, @forzaroma

Gaetano Papalia, membro della società proprietaria dei terreni venduti a Parnasi per la costruzione dello stadio della Roma, è tornato a parlare dell’area dell’ippodromo di Tor di Valle. Queste le sue dichiarazioni ai microfoni di Dire:

Quando erano scaduti i 50 anni di vetustà del manufatto esistevano dei documenti che attestavano la non rilevanza per alcun vincolo. Parnasi dovrebbe avere acquisito della certificazione, lo ricordo perché me la mostrò, dove non si riteneva l’obbligo al regime vincolistico. Nella lettera della Soprintendenza, ‘si fa riferimento a dichiarazione di interesse culturale per la tribuna e per il sedime della pista delineata da percorsi’. Passi per la grandiosa opera di Lafuente, la richiesta di rilevanza culturale riguarda il sedime della pista. Che non esiste più. Ora c’è solo la strada. Inoltre la pista non fu progettata da Lafuente ma da un ingegnere austriaco che faceva strade, poi si è messo a progettare piste di trotto e galoppo. Oggi la pista è una linea immaginaria: perché il vincolo? Perché si proietta verso l’area dov’è previsto lo stadio. Avranno pensato: ‘Inventiamoci che la pista è un bene culturale e il vincolo lo portiamo al limite. Il vincolo non può esistere al mondo. La pista è fatta di sassi, di materiale come tufo, sabbia di fiume. Non c’è nient’altro. È distrutta. Che bene culturale è quello? Era un giudizio del 2013, se poi adesso la Soprintendenza reputa lo reputa meritevole tutela….

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  1. Alfio Marchini - 4 anni fa

    Non è semplicemente vero. Fino a circa 5 anni fa esisteva un vincolo per tutti gli edifici pubblici o ad uso pubblico costruiti da più di 50 anni e l’ippodromo come il velodromo all’EUR è stato costruito 59 anni fa. Improvvisamente con uno dei tanti emendamenti alla Finanziaria o decreti mille-proroghe o altro, il limite è stato spostato a 70 anni e quindi è solo da 5 anni circa che non esiste alcun vincolo.
    Il degrado e l’incuria per legge dipendono dalla proprietà e quindi da Papalia prima e da Luca Parnasi dopo. Ente EUR con più accortezza ha immediatamente demolito il velodromo, cosa che avrebbe benissimo potuto fare Eurnova dal 2013 quando è divenuta proprietaria.

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