Stadio Roma, Magliaro: “Prevedo la posa della prima pietra entro l’estate del 2016”

Il giornalista de il Tempo: “I conti sull’inizio dei lavori entro il 2015 non tornano. La Juventus ha impiegato 14 anni per costruire lo stadio tra iter e lavori”

di Redazione, @forzaroma

Dopo l’incontro tra Mark Pannes ed Ignazio Marino, l progetto del nuovo stadio della Roma continua a tenere banco. In merito alla questione è intervenuto Fernando Magliaro, giornalista de Il Tempo, ai microfoni di Centro Suono Sport durante la trasmissione Te la do io Tokyo.

Queste le sue parole:

Ieri Marino si è affidato ad un comunicato per evitare di parlare a braccio e dire cose non precise, ma anche per un’agenda decisamente fitta. La vicenda dello stadio secondo Pannes e secondo i comunicati del comune è tutto apposto, entro il 15 giugno verranno consegnati i progetti. In realtà non è proprio così, il comune non appare così tranquillo. Il comune ieri ha chiesto cosa arriverà entro il 15 giugno, solo lo stadio o anche le opere pubbliche? Insieme allo stadio vogliono tutte le opere pubbliche, ovvero le opere infrastrutturali. Per queste i proponenti devono presentare al comune i progetti di dettaglio. Per le opere private deve essere predisposto un progetto di massima in cui puoi omettere i dettagli. Il comune ti autorizza prima il 40% delle opere pubbliche, quando hai terminato fa costruire il 40% della parte privata, e così via, prima pubblico e poi privato… Per costruire la parte privata devi già aver iniziato la costruzione della parte pubblica. Per le opere pubbliche il progetto dettagliato va presentato ora. I conti sulla posa della prima pietra non tornano già nelle semplici dichiarazioni: se tu mi dai il progetto il 15 giugno, tra ferie estive e di natale, entro il 2015 non ce la si fa proprio. Qui stiamo parlando di una centralità di 997 metri cubi di cemento armato. Poi c’è poi una vicenda giudiziaria su cui c’è ancora da discutere: il gruppo Parnasi ha acquistato dal precedente proprietario, Papalia, la cui società nel frattempo è fallita. C’è un curatore fallimentare che ancora sta calcolando a quanto ammontano i debiti di Papalia, che non vede ragioni per togliere la proprietà a Parnasi, anche se non si può escludere nulla. Parliamo di un investimento che oscilla tra il miliardo ed il miliardo e mezzo di euro. La legge non consente al comune di operare più di tanto, la legge dice che è il proponente privato che sceglie l’area che la sottopone al comune. La proprietà americana ha fatto una sorta di bando aperto, poi ha fatto le sue valutazioni. Nel progetto preliminare, lo stadio, solo lo stadio, costa 200 milioni di euro. Quanto costa però la metropolitana? A occhio il comune la valuta 50 milioni. Per non dire una cifra precisa ti tieni abbastastanza largo. La trattativa che è stata fatta tra Pallotta e Marino a Boston per parlare di stadio è stata fatta per trattare sulle opere pubbliche. Il costo totale di tutte queste opere pubbliche è di 350 milioni di euro. La AS Roma ha scelto Tor di Valle, non il Comune di Roma. Il comune, a mio giudizio, ha strappato quanto di meglio si poteva utilizzare e reperire come finanziamento pubblico. Ha trattato, è andato anche a Boston, ma alla fine il sindaco si è portato a casa lo stadio, tutto ciò che gli verrà costruito attorno e tutte le opere pubbliche dal valore di 350 milioni. A venerdì scorso ancora non è arrivata nessuna richiesta per fare dei lavori al IX municipio. Io non penso che Pallotta sia un benefattore che decida di fare le cose senza avere un tornaconto. La Juventus ha impiegato 14 anni per riuscire a chiudere la partita del loro stadio, si dimentica quando è iniziato il procedimento al comune di Torino. L’iter di approvazione è stato di 12 anni più i 2 di lavoro. Noi ci ricordiamo solo quando hanno abbattuto il vecchio Delle Alpi, la costruzione è durata due anni, anche questa dovrebbe durare così o poco più, perché qui non viene costruito solo lo stadio ma anche altre cose. Marino ha detto chiaramente: “Lo stadio non apre se non sono aperte tutte le opere pubbliche”. Il progetto prevede 30 mesi di lavori dal giorno della posa della prima pietra al giorno dell’apertura dello stadio. Entro 30 mesi la Roma prevede di completare le opere. Perché lo stadio non se lo intesta la Roma? La Roma ha detto: “Che cosa succederebbe se sul conto della società sarebbero bloccati un miliardo e mezzo di euro per anni? Con cosa lo fai il mercato? Noi riteniamo che sia più saggio non vincolare il bilancio societario ad un’opera del genere”. Qualsiasi obiezione a questa risposta dovrebbe essere girata a Pallotta. Previsione della posa della prima pietra? Io non ho la palla di vetro, le mie deduzioni sono basate sulla conoscenza del sistema. Basandomi su questo, probabilmente estate del 2016. Da quel momento in poi, contiamo 30 mesi e lo stadio quindi dovrebbe essere pronto per il 2018 o 2019″.

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