Sabatini: “Società, tutto andrà bene. Nessun problema Totti-Baldini. Vucinic potrebbe andare via” (VIDEO)

di Redazione, @forzaroma

Ecco la conferenza stampa del direttore sportivo della Roma Walter Sabatini a Riscone di Brunico.

 

 

 

Tante curiosità di mercato, ma soprattutto sull’intervista di Baldini che ha infastidito Totti. C’è stata mediazione? “Non me l’aspettavo (ride) Non farò mediazione dato che loro rapporto non va mediato. Queste due persone sono state architravi dell’ultimo scudetto, quindi non credo che nessuno meriti un mediatore. Con lui ho già parlato perché abbiamo rapporto che stiamo raccogliendo ora con Francesco. Franco ha voluto dirmi cose che condivido. Condividiamo progetto che abbia certi requisiti. Società che lavorerà in una certa direzione. Tra loro non ci sarà bisogno di mediare perché è un problema minimale e non ne hanno bisogno”:

Menez per Stekelemburg: “Lui trequartista, Stekelemburg portiere (ride). Soldi per reinvestire? Non ha bisogno questa società. Fa scelte e poi ottempera impegni. Per Menez scelta dolorosa, non è stato ancora deciso, si è allontanato per dargli tempo di riflettere e per incontrare la società La società è il PSG. Non c’è unione tra le due operazioni”.

Incontro a Manchester di Lucci per Vucinic: “Io penso che non accelererà, visto che ieri ho visto fargli fare certe cose… ho parlato con un grande allenatore interessato poco fa ma gli ho detto che mi sa che non potrà prenderlo perché ha fatto certe giocate che appagano il senso estetico del calcio. Come quella con Menez sarebbe una cosa dolorosa. Per il francese mi è dispiaciuto non poter gestirlo e lavorare con lui, gestirlo professionalmente. E’ un discorso che estendo a Vucinic. Bravo chi lo ha scelto. Probabile che se ne vadano, cercheremo di sostituirli nel migliore nei modi. Io avevo chiesto all’ufficio stampa un incontro di cortesia, dato che molti mi chiedevano tante cose. Ho detto di farlo con tutti e invece mi trovo di fronte a cosa seria. Non volevo fare cosa seria ma solo salutarvi. Non sono qui per scoop, alcuni si sono allarmati, ma non c’è nulla”.

De Rossi, il rinnovo? “Non è oggetto di trattative di mercato, non è mai stato sul mercato e mai lo sarà. C’è rinegoziazione, che porteremo avanti fino a prova contraria. Non attiveremo trattative per lui”.

Come si vive il momento societario: “Lavoro tranquillamente perché raccolgo leggendo di una conflittualità che è speculare con quella che ho io con 50 persone quando sto in trattative. Qui mi sono presentato con stesso spirito di un mese e mezzo fa. Sono direttore sportivo, scelto da dirigenti che la stanno acquistando e sostenuto da soci di minoranza. Sono qui per lavorare per chi mi ha assunto”.

Lei scelto da Sabatini. Trattativa andrà a buon fine? “Io lavoro, non ho sentore che succeda qualcosa di diverso. Lavoro per la società che mi ha scelto. Non è cambiato niente e lo dico nell’esercizio delle mie funzioni. Sono un semiprotagonista, protagonisti sono allenatore e giocatori, io lo recito sapendo che sarà americana la società ,con minoranza Unicredit”.

Tanti giovani bravi ma mancherebbe la ciliegina sulla torta, come Pastore. O ci sono altri? “Risposta definitiva su Pastore, non voglio che si creino aspettative. Pastore è stata per me la più grande soddisfazione personale, per come ha saputo imporsi in Italia. E’ speciale, ma non potrà venire alla Roma anche per mia scelta perché non mi piace riproporre giocatori che ho già avuto modo di gestire perché mi sembra di attingere a bacino sbagliato e poi appartiene ad un bacino di mercato fuori portata per la Roma e che la Roma non deve seguire. La Roma si accorgerà presto che ha fatto uno scoop, di averlo già fatto. Se ne accorgerà presto”.

“L’allenatore? Non solo, penso che sia Lamela. Quando si introduce un calciatore così serve prudenza,m a io sono incosciente. Io credo che Lamela se sarà sostenuto da fortuna e affetto, sarà come Pastore per il Palermo. La Roma però richiede tasso tecnico e psicologico più alto di quanto richiede il Palermo. L’allenatore rappresenta una rivoluzione culturale. E’ un vero tassello di questo percorso che vogliamo intraprendere. Voi ve ne siete accorti di più e prima di me. Questo mister ha già dato dimostrazione di ciò che si vuol fare, niente di alternativo ma si vuole mostrar qualcosa di diverso”.

De Rossi, se non andasse bene la trattativa? “Corriamo il rischio se succede, ma preferisco fare trattativa lunga piuttosto che dismetterlo oggi. Il calcio per fortuna ti può porre di fronte a cose impreviste. Non è sul mercato e la società vuole tenerlo. Continuerà la trattativa ad oltranza”.

Budget minore? “No, il mandato che mi è stato dato è quello di fare calcio, con le mie conoscenze e qualità. Non soffro di una crisi in quel senso. Certamente è suggestivo e gratificante cercare giocatore da 60 milioni. Non si vuole fare adesso. Si vuole costruire ora, in 2-3 anni si potrà fare”.

Se la trattativa andasse male, si dimetterebbe? “Perché dovrebbe andar male? La trattativa è chiusa, ci sono dettagli da sistemare. Penso che sono responsabile verso la gente e in questo caso non servirebbero gesti plateali ma coscienza. Ma è un pensiero che non mi sfiora neanche. Non andrà così. Sono e sarò ds, a meno che non mi caccerà qualcuno”.

Dichiarazioni di Baldini possono minare tranquillità: “Totti sorridente e tranquillo. Non dobbiamo pensare ch ad ogni sospiro ci sia problema. E’ spogliatoio con gente seria che si sta amando il prgetoo.  Lo spogliatoio è coinvolto, il tecnico riesce a scindere le cose, le motivazioni dei calciatori sono forti e vedo tutti molto sereni. Non dobbiamo preoccuparci che ognio cosa creerà inquietudine. Dever essere inquieto, perché con la quiete non si vince nulla”.

“Resta un obiettivo della Roma. Credo che entro mercoledi la questione del portiere. Dopo che saremo tornati a Roma ci sarà un portiere, un buon portiere”.

Extracomunitari: “Lamela ha già il documento in mano. E’ comunitario. Barusso? Oggi lo devo considerare della Roma e non un mezzo per darmi un posto da comunitario. Se si troverà soluzione ok, altrimenti troveremo soluzioni alternative”.

Vucinic, sempre parole importanti per lui, il tecnico ha sempre glissato: Se va via è per il tecnico? “Se dovesse andar via è decisione del calciatore, non voglio scaricarlo, ma allenatore non ha chiesto di darlo via. Ma lui è esigente, vuole un atteggiamento univoco e finalizzato a lavorare un lavoro in una certa maniera. Piace Vucinic all’allenatore. La situazione però è complessa come ho già detto un mese fa. Quindi quando Luis parla così è perché sa la situazione di Mirko”.

Si parla di due parti che diventeranno soci, questo livello di tensione non le da perplessità sul suo lavoro e tranquillità che dovrà svolgere? “No, per niente. Sono certo che le cose si aggiusteranno :il calcio è cosa esclusiva, non mi faccio contaminare da fattori esterni e non mi faccio contaminare da pensiero centrale rispetto alle cose che voglio fare”.

Con l’arrivo di Heinze può dirsi reparto difensivo formato? Percentuale di completamento della campagna acquisti: “Dobbiamo prendere certamente un altro difensore. Dobbiamo fare ancora delle cose, ancora un difensore centrale per essere garantiti dietro. Saranno 4. Antei in crescita esponenziale e mi inorgoglisce questo. Mi piace che tanti romani possano giocare con la Roma, quest’anno inizieremo con questo progetto. Lui è molto giovane ma serve centrale. Poi sicuramente prenderemo centrocampiste e poi qualora Vucinic vada via, prenderemo un attaccante. Cicinho? Un altro innesto no, lui gode della stima dell’allenatore e l’ho detto a Cicinho di cogliere questa fortuna. Lui era un reietto, me ne assumo la responsabilità della definizione. Lo avevo messo fuori dalla rosa del ritiro, poi li mister lo ha chiesto di portare. Io non lo avrei portato qui, poi ho cambiato idea e Cicinho va considerato. Poi ci sono Cassetti e Rosi. A destra siamo tranquilli, a sinistra Angel va bene, Heinze poi ci fa stare tranquilli per il ruolo di centrale. Io non lo sono mai tranquillo”.

Cosa è successo con Kameni? Messo in pasto ai tifosi per valutare se poteva essere accettato come Pioli? “Non sono così scaltro. Pioli è stato candidato serio perché ottimo tecnico. So che a Roma c’è abitudine antica comprensibile ma non condivisibile di esaltare nomi di fama e altri no. Lui non aveva solleticato le fantasie dei tifosi, ma era buon tecnico. Non c’era solo Luis Enrique, ma abbiamo fatto escursione larga. Per Kameni è successo una delle cose ricollegabili alla litigiosità. Avevo stabilito punti che hanno cercato di ridiscutere. Io mi sono inquietato e mi sono fermato. Si potrebbe sempre ripartire ma non mi è piaciuto quello che è stato cercato di fare”.

Tra i centrocampisti Lucas? “Piace a tutta Europa, però credo che non sarà ceduto in questa stagione. Penso che dovremo rinunciare. Poi magari i fatti mi smentiranno. Lo abbiamo molto seguito però”.

Heinze, non crede che per pedigree e duttilità è stato un acquisto sottovalutato? “Non mi aspettavo di essere celebrato, ma dopo averlo preso mi sono sentito più tranquillo. Giocatore di grande affidabilità. Ha voluto fortemente la Roma, non aveva problemi a trovarsi squadra e mi ha inorgoglito che abbia scelto la Roma. Saprà valersi, è un combattente, darà contributo fondamentale”.

Per il suo ruolo, lei ha dietro bisogno di avere un presidente appassionato? “Io sono abituato a lavorare con presidenti appassionati. Vedi Zamparini, vedi che qualche fastidio lo da, ma da anche vantaggi. Spero di lavorare con presidente che ha a cuore le sorti del suo club, ma lo credo per tutti. Lavorerò bene, come ho sempre fatto”.

Lei si sente di dire alla piazza che tutto si risolverà. Vucinic, Italia o estero? “Io sono certo che tutto si risolverà, dato che lavoro senza dubbi. Ma non sono né imbonitore o cantastorie. Io sono certo perché sono stato assicurato. Io non ho mai sbagliato con l’istinto. Tutto si aggiusterà. Vucinic? E’ molto ambito da società italiane che non si palesano ma stanno lavorando su altri canali. Mai venuti direttamente da noi. Lui se lo possono permettere in pochi. Ma c’è forte interesse dall’estero. Bisognerà vedere il ragazzo. Lui però penso che vorrebbe andare fuori, per rispetto della Roma. Un’offerta italiana l’ha già rifiutata per rispetto della Roma”.

Marchisio potrebbe rientrare in una possibile trattativa con Vucinic? “Dico che in una ipotetica vicenda, lui è l’unico che prenderei in considerazione. 25 anni, polivalente, inespresso rispetto alle qualità che ha”.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy