Roma, uno sguardo ai nuovi: Castàn e Florenzi le note liete, Piris e Tachtsidis in difficoltà

di Redazione, @forzaroma

(di Alessio Nardo) Sono tanti. Dodici, per l’esattezza, anche se quattro di essi non hanno ancora esordito ufficialmente in maglia giallorossa (Svedkauskas, Goicoechea, Dodò e Lucca). Dopo un mese e mezzo di campionato, è bene fare un primo bilancio relativo al rendimento generale dei nuovi acquisti della Roma. I più apprezzati, senza dubbio, sono Leandro Castàn e Alessandro Florenzi, ormai titolari pressoché indiscutibili dell’undici zemaniano. Discreti i segnali offerti da Balzaretti, Bradley e dal giovane brasiliano Marquinhos. Le note stonate? Mattia Destro, stellina del mercato romanista, ancora a quota zero gol. E poi gli “eredi” di Kjaer e José Angel, ovvero i due ragazzi entrati nel mirino costante di critica e tifosi: Ivan Piris e Panagiotis Tachtsidis. In attesa di nuove e più approfondite risposte (da parte di tutti), procediamo alle primissime sentenze.

 

LEANDRO CASTAN (6 presenze, 540′ giocati) – Notevoli erano le perplessità di molti tifosi e addetti ai lavori sull’effettiva efficacia del possente centrale brasiliano in Serie A. Approdato a Roma per cinque milioni di euro, il 26enne campione del Sudamerica si è subito inserito alla grande in squadra, divenendone leader e uomo cardine. Assieme a Stekelenburg è l’unico calciatore sempre utilizzato da Zeman, dal 1′ di Roma-Catania (26 agosto) al 93′ di Roma-Atalanta (7 ottobre). Roccioso, pratico, essenziale. L’ex Corinthians è subito piaciuto anche per la spiccata personalità mostrata in campo. Fin qui, il più convincente. Non a caso, convocato dal ct Mano Menezes per gli imminenti impegni della Seleçao.

 

ALESSANDRO FLORENZI (6 presenze, 2 gol, 463′ giocati) – Ottime parole vanno spese anche per il giovane centrocampista. Inserirlo tra i “nuovi” è un po’ strano, visto che parliamo di un prodotto del settore giovanile giallorosso, tra l’altro già in prima squadra con Montella sul finire della stagione 2010-2011 (esordio in Serie A il 23 maggio all’Olimpico con la Sampdoria). L’esperienza a Crotone gli ha giovato. L’anno in Serie B ha restituito alla Roma l’intermedio perfetto per Zeman, abile sia nel gioco d’interdizione, sia nel proporsi in proiezione offensiva. Grande corridore, deve imparare a gestire meglio le energie durante la partita. E’ sin qui il centrocampista con più gol all’attivo, due, entrambi realizzati di testa (all’Inter e al Bologna). Sfilargli il posto da titolare sarà molto dura. Per chiunque.

 

FEDERICO BALZARETTI (6 presenze, 450′ giocati) – Il suo arrivo, a fine luglio, fu accolto dai fuochi d’artificio. Finalmente un terzino sinistro di grande spessore, dopo due stagioni trascorse a versar lacrime amare, prima sui malinconici resti del John Arne Riise di un tempo, poi sulle goffaggini e le incertezze di José Angel, mediocre calciatore spagnolo richiesto da Luis Enrique. Per esperienza e personalità, l’ex Palermo è una certezza. Muscoli, corsa, costanza, impegno proficuo. Detto ciò, le sue migliori prestazioni restano le primissime, con Catania e Inter. Poi un piccolo calo sul piano della lucidità. Oltre alle immancabili sgroppate, a Balza son richieste un po’ più di qualità e concretezza.

 

PANAGIOTIS TACHTSIDIS (5 presenze, 397′ giocati) – Assieme a Piris, la nota più negativa d’inizio stagione. E pensare che tutto iniziò molto bene. Battesimo in maglia giallorossa nell’amichevole del 22 luglio con lo Zaglebie Lubin, eccezionale gol (cucchiaio mancino da fuori area a scavalcare il portiere) ed una prestazione perfetta. In seguito, sono arrivate le partite vere ed il regista greco ha iniziato a soffrire. Buona la prima prova a Milano, poi il buio. Deludenti, in particolare, le esibizioni allo Juventus Stadium e all’Olimpico con l’Atalanta. Molto lento, a tratti svagato, forse anche impaurito e sotto pressione. Per Zeman, colui che lo ha voluto a tutti i costi a Roma, resta un pallino. E non è escluso che continui ad esser titolare, nonostante le brutte figure.

 

MATTIA DESTRO (5 presenze, 367′ giocati) – Il boom del mercato romanista. Undici milioni e mezzo di euro donati alle casse del Genoa per strappare il ventunenne attaccante marchigiano alla folta e nutrita concorrenza. Dodici gol nel bel Siena di Sannino. Fin qui, a Roma, molto fumo e poco arrosto. Mattia ha debuttato a San Siro con l’Inter da esterno d’attacco, giocando un discreto match. Da centravanti, suo ruolo naturale, ha pesantemente steccato contro Bologna, Sampdoria e Atalanta. Tra l’altro, tre avversarie incontrate all’Olimpico. Impreciso, confusionario, inconsistente. E’ in un periodo no, ma età e mezzi tecnici ci fanno essere ottimisti su un suo immediato riscatto. Magari chissà, già a partire da Marassi.

 

IVAN PIRIS (4 presenze, 344′ giocati) – Ogni stagione, qui nella Capitale, si riesce a trovare il capro espiatorio. Spesso è un nuovo acquisto (il meno conosciuto) e gioca in difesa. Se un anno fa eravamo qui a disperarci per le goffe imprese di Kjaer e José Angel, oggi viviamo duri momenti nell’osservare il rendimento di Ivan Piris, ventireenne terzino destro paraguaiano. Il tipico oggetto misterioso, mai convincente nemmeno in Brasile, portato nella Capitale da Sabatini e lanciato titolare da Zeman (privo di alternative valide, aldilà del logoro Taddei…). Male , molto male con Catania, Inter e Bologna, tanto da esser escluso nei due match con Sampdoria e Juventus. Tornato dal 1′ con l’Atalanta, ha fatto leggermente meglio, senza entusiasmare. Ricorda un po’ Cicinho, non sembra avere eccelsi mezzi e conseguenti margini di miglioramento. Auguriamoci di sbagliare.

 

MARQUINHOS (3 presenze, 162′ giocati) – Un altro dei grossi punti interrogativi del mercato. Agli inizi d’agosto, salutati con soddisfazione gli arrivi di Destro e Balzaretti, eravamo tutti pronti ad accogliere l’ultimo colpo di Sabatini, il difensore centrale d’esperienza in grado di affiancare al meglio Burdisso e Castàn. Sorpresa: tra i nomi di Garay e Rhodolfo, è spuntato fuori lui, Marcos Aoas Correa, 18enne gioiello della Primavera del Corinthians. Un puro azzardo. Zeman lo ha fatto esordire negli ultimi minuti di Roma-Bologna, da terzino destro, riproponendolo (al posto di Balzaretti, con Taddei a sinistra) sulla fascia anche a Torino, a sfacelo in corso. Debutto da centrale con l’Atalanta, dal 1′ in coppia con Castàn. Autoritario, sicuro, preciso. Un bel prospetto, un giocatore vero. E’ bene che Burdisso inizi a preoccuparsi.

 

MICHAEL BRADLEY (2 presenze, 1 gol, 162′ giocati) – Il meno utilizzato di tutti al pari di Marquinhos), ma per una motivazione esclusivamente fisica. Il mediano americano, preso per rimpolpare il reparto centrale e far da uomo immagine nella tournée estiva negli States, ha giocato da titolare la prima partita di campionato col Catania, per poi infortunarsi e restare ai box più di un mese. Tornato a disposizione, è riapparso con l’Atalanta, destando una buona impressione e siglando il gol del 2-0. Non è un fenomeno, deve migliorare nel cambio di passo. Per il resto, ragazzo serio ed apprezzatissimo da mister Zeman. Affidabile soldato.

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