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Roma, Sergio Oliveira: “Voglio rimanere. Sorpreso dalla qualità della squadra”

ROME, ITALY - JANUARY 14: AS Roma player Sergio Oliveira during press conference at Centro Sportivo Fulvio Bernardini on January 14, 2022 in Rome, Italy. (Photo by Luciano Rossi/AS Roma via Getty Images)

La Roma ha presentato ufficialmente il nuovo centrocampista chiesto a gran voce da Mourinho per migliorare il reparto giallorosso

Redazione

Alle 14 la Roma presenterà nella sala conferenze di Trigoria, il suo secondo acquisto del mercato invernale, ovvero Sergio Oliveira. Il centrocampista ex Porto, arrivato nei giorni scorsi, andrà a rinforzare la mediana di Josè Mourinho con la sua qualità e soprattutto il suo carisma. Il portoghese arriva a Roma con la formula del prestito con diritto di riscatto per un cifra complessiva di circa 15 milioni di euro. Il neo 27 giallorosso potrebbe già esordire nella sfida di domenica alle 18 contro il Cagliari, viste le tante assenze nel centrocampo romanista. Il G.M Tiago Pinto ha presentato così il nuovo acquisto: "Due anni fa nessuno dei due poteva pensare di essere qui insieme. Sono molto felice che oggi sia qui, siamo stati avversari per tante volte. Sergio non ha bisogno di presentazione, ha uno status internazionale che tutti conoscete. Sono contento di poter accogliere un centrocampista bravo e con tanta voglia di venire a Roma”.

La società e Mourinho si aspettano di aumentare la personalità, ti senti pronto a 29 anni di poter aiutare questa squadra ad avere una mentalità vincente?Risponderò in portoghese, imparerò l’italiano ma oggi parlerò in portoghese. Ho 29 anni, ho già dimostrato il mio valore nel calcio. Sono in un'età matura e sento la responsabilità di aiutare la Roma. Per quanto riguarda la personalità, il mister è abituato a vincere e ad avere giocatori importanti. La Roma ne ha molti, io mi sento uno in più che arriva per aiutare la squadra a crescere e a raggiungere gli obiettivi”.

Hai molta freddezza sui calci piazzati, in particolare nei rigori. Quest’anno la Roma ha avuto fragilità in questo fondamentale, ti aspetti di poter diventare il rigorista della Roma? “Calcio spesso i piazzati ma questa è una decisione che spetta al mister. La Roma ha giocatori di qualità come Veretout e Pellegrini, che sono due ottimi specialisti poi è chiaro che tutti possono sbagliare. Battere un rigore significa assumersi molte responsabilità”.

Cosa ti ha convinto a venire a Roma, quest’anno nel porto giocavi meno, come mai? Pensi di poter rimanere a Roma più di sei mesi? “Sono un calciatore a cui piacciono le sfide. Sono grato al Porto per avermi fatto crescere molto e avermi portato a questi livelli. Venivamo da un periodo di cinque anni insieme, la scorsa stagione è stata la migliore per me sia dal punto di vista collettivo che individuale. Avevo voglia di una nuova sfida, non ho paura di venire qui con la formula del prestito. Sono qui per dimostrare il mio valore sia in allenamento che in partita. Voglio dimostrarlo per rimanere qui a lungo e il modo migliore per farlo è iniziare a vincere le partite”.

L'idea di tornare in Nazionale è stata decisiva per venire qui a Roma? ”Il mio obiettivo è tornare in Nazionale e il C.T lo sa. Il Portogallo deve vincere la prima partita e poi potrebbe affrontare l’Italia. Il Portogallo ha sicuramente tutte le carte per giocare il prossimo mondiale”.

Ti sei definito un centrocampista box to box ma dove pensi di esprimerti meglio? “La mia posizione preferita è in un centrocampo a tre come numero 8 o più basso in un centrocampo a due. Posso giocare dove vuole il mister e dove ne ha bisogno, dove posso mostrare le mie qualità e metterle a disposizione della squadra". 

Come ti spieghi questa esplosione così tardiva da parte tua? “Credo sia stato un percorso normale, non tutti siamo Mbappe che a 20 anni siamo campioni del mondo. E' stata una crescita graduale. Ci sono state delle difficoltà in questo percorso. Ho imparato tantissimo sia dentro che fuori dal campo. Mi sento una persona e un calciatore completo ma non cambierei nulla delle mie esperienze, senza di esse non sarei quello che sono oggi”.

Dopo l’amichevole di questa estate che idea ti sei fatto della Roma, che obiettivi può inseguire? “E’ stata una semplice amichevole estiva, quelle partite servono per affinare determinate cose. Entrambe volevano vincere e alla fine si è dimostrata più dura del previsto. Ho continuato a seguire la Roma da quel momento per la presenza Pinto e Mourinho e ho stretto un rapporto con Pellegrini. Credo che la Roma possa raggiungere grandi obiettivi. L'importante ora è pensare partita dopo partita. Dobbiamo concentrati sulla partita di domenica. Dobbiamo trovare una mentalità vincente, al tempo stesso non  subire le pressioni che arrivano dall’esterno. Rispettare il lavoro dei giornalisti con le vostre domande, ma dobbiamo avere  la forza di metterle da parte e proseguire sulla nostra strada”.

Perché hai scelto il numero 27? “E’ da molto tempo il mio numero e mi sento molto a mio agio con questo numero”.

Sono quasi tre giorni che sei qui, cosa ti ha colpito di più di questi giorni? “Mi ha sorpreso la qualità della squadra. Le infrastrutture sono eccellenti. Sono stato accolto molto bene da tutti e li ringrazio. Seguivo già la Roma e vedendola anche da fuori si riescono a capire i movimenti che sono utili in campo. Con il passare del tempo mi sentirò sempre più a mio agio e le cose miglioreranno".