Roma, l’Olimpico è semideserto. In 30mila col Chievo, mille col Real: l’entusiasmo è sparito

Roma, l’Olimpico è semideserto. In 30mila col Chievo, mille col Real: l’entusiasmo è sparito

Sono diversi i fattori che hanno portato il tifo giallorosso a disertare le gare casalinghe, al contrario delle milanesi che registrano in questo avvio di campionato quasi il tutto esaurito

di Jacopo Aliprandi, @JacopoAliprandi

Non sono passati neppure sei mesi da quando la gente non dormiva per cercare di acquistare un biglietto per Liverpool. Non ne sono passati neppure quattro da quando, a Kiev, si giocava la finale di Champions, con i romanisti pronti ad affittare (e qualcuno lo ha fatto davvero) case ed auto per assistere a quella che poteva essere la partita del secolo per la Roma. Avrebbe giocato contro il Real, che invece affronterà tra una settimana. E il settore ospiti (3500 posti a disposizione) difficilmente andrà esaurito. Sono poco più di 1000 i tifosi al momento sicuri di andare, 30mila in più ce ne saranno domenica contro il Chievo. Neanche troppo male, di questi tempi. Malissimo se, invece, ci si confronta con Milano. Inter e Milan, negli ultimi anni, sono sempre state dietro alla Roma, eppure San Siro registra quasi ogni week end incassi e numeri record. Possibile che sia merito solo della nuova fermata della metro che ti porta diretto allo stadio? Possibile che l’entusiasmo che si respira al Nord, pur senza trofei recenti, a Roma sia già sparito? Contro l’Atalanta 41mila spettatori, contro il Chievo, come detto, se ne prospettano addirittura diecimila in meno. Una questione di blasone del match? Anche, ma non solo. Sono diversi i fattori che hanno portato il tifo giallorosso a disertare le gare casalinghe: dall’entusiasmo, agli obiettivi stagionali, fino al problema logistico dello stesso Olimpico.

ENTUSIASMO – A Milano basta l’entusiasmo per riempire gli stadi. Il ritorno in Champions League e una buona campagna acquisti regaleranno all’Inter una serie di partite dove verrà sfiorato il tutto esaurito. Alla prima stagionale dei nerazzurri contro il Torino sono stati staccati 59.135 biglietti (di cui 37mila abbonati, record assoluto), nella gara di sabato contro il neopromosso Parma invece ne sono previsti addirittura sessantamila. Come due partite della Roma contro il Chievo. Un’Inter partita con il freno a mano tirato, esattamente come il club giallorosso, ma che non ha rinunciato a far sognare i propri tifosi. Probabilmente saranno parole al vento, al contrario di quelle più concrete e realiste di Totti, ma per adesso bastano e avanzano per far felici i cassieri del club.

MERCATO – E ancora. Da una parte gli acquisti di Nainggolan, de Vrij, Vrsaljko e Lautaro Martinez. Dall’altra le cessioni di Alisson, Strootman e il Ninja, con l’arrivo di giocatori che ancora non convincono. L’entusiasmo del mercato, di un giocatore non ceduto (come può essere il caso di Icardi o Perisic) e di una campagna acquisti importante porta tifosi allo stadio. Credere in qualcosa di difficilmente raggiungibile porta euforia tra i tifosi e una conseguente voglia di vedere la squadra dal vivo. Stesso discorso in casa Milan. E alla prima in casa contro la Roma San Siro ha registrato 57.789 spettatori.

OLIMPICO – Entusiasmo, mercato, ma anche il fattore economico e logistico dello stadio non spinge il tifoso a fare code davanti alle biglietterie per comprare un posto in tribuna, se non in casi eccezionali. Prezzi alti per tutti i settori: 35 euro per la curva Sud, 60 per la Tevere, 70 per la Monte Mario. In questi tempi una famiglia non può permettersi di spendere 140 euro per un Roma-Chievo o Roma-Atalanta. Al prezzo del biglietto va aggiunta anche l’esasperazione di uno stadio situato al centro della città, difficilmente raggiungibile e con una situazione parcheggi a dir poco che critica. Autobus senza corsia preferenziale e quindi costretti a subire il traffico cittadino, l’assenza di una stazione metropolitana vicina all’impianto: una condizione che spinge il tifoso a guardare la partita sul divano piuttosto che allo stadio.

MODELLO DA SEGUIRE – Un grande colpo di mercato, sette anni di programmazione e successi, e un impianto privato (non distante dal centro, ma privo di aree svago) dotato di ogni confort. La Juventus è il modello da seguire, come ribadito dalla dirigenza della Roma. Ma basterebbe ora avvicinarsi allo stile delle milanesi. Nainggolan in nerazzurro, Higuain in rossonero e Cristiano Ronaldo in bianconero: tre grandi colpi messi a segno dalle rivali della Roma. Tre giocatori che regalano speranze per gli obiettivi stagionali, ma anche la voglia di andare allo stadio per vedere e ammirare i propri idoli. Perché il tifoso, sempre più cliente, ha ancora voglia di credere in qualcosa. La maglia si ama sempre. Amare anche chi la indossa sembra sempre più un atto di fede.

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