Roma, il futuro è una scommessa…

di finconsadmin

(di Mirko Porcari) – Sana. Ci mancherebbe. Mentre l’Italia pallonara è impantanata nell’ennesimo scandalo estivo, la Roma guarda da lontano le brutture dei soliti noti, programmando il futuro intorno a scommesse tutte da seguire.

La rottura e il cambiamento hanno la bandiera a stelle e strisce: caso più unico che raro, nel mondo del calcio si affacciano investitori stranieri. Tra mille difficoltà e rinvii angoscianti, un manipolo di uomini Made in Usa continua a progettare una svolta epocale: addio ai Sensi e ad un mondo d’altri tempi, fatto di passione, tifo e gestione familiare, spazio ad una nuova filosofia improntata su parole e termini spesso sconosciuti nell’Italia delle tradizioni. “Merchandising, Newco, Stadio di proprietà, Business plan” gergo proveniente da una dimensione parallela, in cui non sono contemplati gli intrighi di potere e le trame nell’ombra. Rivoluzionare il modo di fare, pensare e interpretare il calcio: se non è una scommessa questa…

Che poi si parli di Roma non è una pura formalità: città fantastica, gente accogliente, tifo senza paragoni. Un mix di ingredienti che fa a pugni con la storia della squadra: pochi trofei e tante insoddisfazioni, uno status quo da scuotere dalle fondamenta. Ed ecco, in ordine di importanza, la seconda scommessa: un allenatore emergente, pescato all’estero dopo la mezza delusione di Vincenzo Montella. L’aereoplanino paga colpe soprattutto non sue e la volontà di rinnovare passa per il sole di Barcellona: c’è Luis Enrique alla porta, pronto a prendere il controllo di Trigoria. Ottime recensioni e curriculum da scrivere, voglia di imparare e dimostrare dopo gli elogi di seconda mano. Dalla Cantera azulgrana al caos giallorosso, un passo lungo verso l’ignoto di uno spogliatoio tutto da capire: “La Roma è un dolce che non può andare di traverso”. C’è ambizione nelle sue parole, condite da un pizzico di ingenuità, pensando forse alle coccole e alla comodità di un ambiente abituato a stravincere su tutti i fronti: Roma non è Barcellona, spera piuttosto di assomigliarle…

Capitolo a parte i calciatori. Walter Sabatini ha fatto dell’azzardo sportivo un suo credo: scovare giocatori dal talento innato, pagarli relativamente poco ed offrire loro la possibilità di crescere, un piano che combacia perfettamente con il nuovo corso romanista. Ecco, dunque, i viaggi in Sudamerica per guardare ed ammirare i vari Lamela, Alvarez e Galeano. Scommesse da intenditori, sognando di avere tra le mani le nuove generazioni di campioni, un gioco che alla Roma e ai suoi tifosi piace, eccome…

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