Roma, dalla caduta alla futura risalita

di finconsadmin

Goal.com ha analizzato la stagione passata della Roma e ha tracciato, in uno speciale, i possibili scenari futuri. Da un’annata da dimenticare, visti gli obiettivi sfumati, ad una nuova risalita, grazie alla proprietà americana.

La Stagione – Prospettive ben diverse attendevano la Roma di inizio stagione. Dopo la  cavalcata ad un passo dal trionfo dello scorso anno, d’estate si poteva inserire la Roma tra quelle che avrebbero lottato per il titolo o comunque nelle prime posizioni per assicurarsi la Champions League. Ranieri nella scorsa stagione aveva portato entusiasmo e la squadra sembrava aver dimostrato di non essere né vecchia né logora, tanto da rinforzandosi con qualche tassello utile per colmare le lacune (vedi Borriello, Simplicio). Stagione però nata sotto il segno della cessione societaria, quando a luglio Rosella Sensi ha passato a Unicredit la proprietà a copertura dei debiti della controllante, in attesa di nuovi investitori interessati. E questo ha influito per tutto l’anno: senza certezze per il futuro, arrivate pressoché a fine campionato, sia i dirigenti che i giocatori si sono sentiti traballare. E hanno trasmesso questa insicurezza ai tifosi, con i risultati che si sono visti. Molto al di sotto, ovvio, di quanto speravano i giallorossi.

Verso il 2011/12 – C’è aria di cambiamento, si sente spesso in giro. Mai come per la Roma vale questo discorso. La nuova vita della società giallorossa riparte da un’esperienza completamente nuova, l’ingresso in società di un gruppo di americani intenzionati a ripetere i successi ottenuti con baseball e basket. La nuova Roma sarà guidata da dirigenti competenti, esperti, che conoscono bene l’ambiente: Baldini qui ci ha vinto uno scudetto (e non solo), Sabatini proverà cosa significa lavorare a Roma ma dall’altra sponda. Si è parlato di rinforzi, di rivoluzione, di svecchiamento della rosa e di progetti nuovi: ci vuole tempo, pazienza e tanta curiosità. Spesso i tifosi in tempi di crisi non ce l’hanno: soprattutto la pazienza, ridotta ai minimi termini da una cessione che assomigliava ad una trilogia da cinema. Nafta Moskva prima, Soros poi, infine il quintetto di “Bostoniani”: dopo una gestione con gioie e dolori della famiglia Sensi per 18 anni, i nuovi proprietari dovranno conquistarsi il difficile pubblico romano. E i modi per farlo sono vari…

In Panchina – È la scommessa dell’anno quella sul nuovo mister: prima Montella con le sue chances da neofita, poi i contatti con mezzo mondo del pallone (chissà quanti di questi erano veri). Giorni di indiscrezioni e voci, più o meno ufficiali, portano a Luis Enrique, ex giocatore di Barça e Real che allena il Barcellona B, quello dal quale è partito Guardiola. Legato ai colori blaugrana, Luis Enrique ha sostituito il fenomenale Pep alla guida dei ragazzi e i risultati ottenuti sono stati sicuramente positivi. La metodologia di lavoro e di divertimento applicata in Catalogna potrebbe essere esportata, ma non basta il solo Luis: ci vuole organizzazione e tempo.

La Base – Bisogna mantenere la testa lucida per fare le prossime decisive scelte. Non tutto è da buttare, certo, ma una bella “potatura” ai rami secchi è quanto di meglio per iniziare una nuova avventura. Francesco Totti è sicuramente il pilastro sul quale costruire la nuova squadra, lo ha confermato Di Benedetto e d’altronde una decisione diversa non sarebbe stata possibile. Si riparte, o si ripartirà, anche da quelli che sembrano attualmente in bilico: De Rossi, Vucinic, Pizarro. Vero anche che le voci che li riguardano sono sempre in ballo, ma c’è un appuntamento per i loro rinnovi e non è scontato che decidano di lasciare la capitale. Soprattutto adesso, dove possono essere d’aiuto per i nuovi arrivi ad ambientarsi.

Lista della Spesa
– Portiere
L’enigma è come liberarsi in un colpo solo dei tre portieri che oggi la Roma ha in rosa. Non è semplice nemmeno trovare un degno titolare, potrebbe costare molto e vanno ponderate bene le spese. Doni potrebbe aver mercato in Europa, è difficile che rimanga per ingaggio e tifoseria contraria. Julio Sergio ha perso l’appeal che aveva guadagnato semplicemente non giocando, qualche sbavatura durante la stagione lo ha fatto scendere di posizione ma potrebbe anche restare; i papabili nomi che sono girati sono Viviano, Buffon (ma sembra aver smentito) e Sirigu. Servirebbe una garanzia, dopo le annate discontinue degli ultimi estremi difensori.

– Difensore centrale
Partito Mexes, in rosa ci sono ancora Loria e Guillermo Burdisso: urge un titolare e se possibile anche un altro rimpiazzo di rilievo. Nomi ancora non ne sono girati molti, forse la gita di lavoro in Agentina di Sabatini potrebbe essere stata utile sotto questo fronte. Movimenti reali, però, pochi a quanto si sa. Per ora.

– Terzini
Di cosiddetti “esterni bassi” la squadra giallorossa necessiterebbe parecchio. Giovani, di buona corsa, magari già con esperienza: sia a sinistra che a destra ricambi per Cassetti e Riise, con quest’ultimo a vacillare per il posto. Si vocifera anche di un interessamento per Emiliano Insùa, terzino sinistro del Liverpool ma poco impiegato negli ultimi tempi, che ha 22 anni e grandi prospettive. Da quattro anni è al Liverpool, la scorsa stagione ha giocato nel Galatasaray in prestito: effettivamente data l’età e il curriculum sembrerebbe l’ideale. Da tenere sempre in piedi l’idea Isla, se Pozzo deciderà di privarsi anche del cileno, che come esterno a destra ha mostrato grandi capacità, sia a centrocampo che in difesa.

– Esterni
Dopo un’annata senza esterni di ruolo, serve sicuramente qualcuno in grado di essere un “ibrido”, adattandosi anche ad un eventuale 4-3-3. A  quanto pare, sia a sinistra che a destra mancano alternative: si parla molto di Ricky Alvarez, del Vèlez Sarsfield, ragazzo dell’88 che non ha segnato molto ma ha già esperienza di campionati vinti e di Libertadores (attualmente il Vèlez è in semifinale). Stile Pastore: alto, abbastanza longilineo ma robusto, lui è tutto mancino e, come al solito per gli argentini, dotato di fantasia. Un classico numero 11 da mettere all’ala sinistra, simile al cercatissimo e più costoso Lamela.

– Centrocampista centrale
Non essendo scontata la conferma di molti (Greco, Brighi, Simplicio) si cerca anche in mezzo al campo per dare una ventata di freschezza. Il nome più appetitoso sembra quello di Casemiro, classe ’92, del San Paolo. Un cosiddetto “volante” davanti alla difesa, piedi buoni e visione di gioco. 10 milioni sembrano tanti per il suo cartellino, ma è della generazione dei Neymar e potrebbe essere un colpo serio. Il procuratore ammicca.

– Punta
Alle tantissime opzioni lette in questi giorni, si aggiunge un nome prestigioso: Lucas Podolski, a detta del suo procuratore per l’Italia Sarti, sarebbe vicino alla Roma. Lui sostiene che Sabatini si sia interessato e che il giocatore gradirebbe, visto anche che gioca nel Colonia e ha soli 25 anni, non certo un’età da ritiro. Grandi qualità offensive, sinistro implacabile, cecchino da nazionale più che da club: una ragazzo che potrebbe finire la sua crescita in Italia, visto che in patria non ha avuto fiducia. Occhio anche a Hernandèz del Palermo, vera chicca che il nuovo ds porterebbe a nuoto da Palermo. Ma costa…

In Vetrina – Partiranno in molti, ma a decidere chi ancora non si sa. Si aspetta dunque l’annuncio del nuovo mister per sapere quali piani e quali progetti si possono sviluppare, essendo Sabatini oberato di lavoro tra giocatori che si propongono e ricerche minuziose in giro per il mondo. Almeno un’ottantina di nomi sono circolarti sui giornali nell’ultimo mese, un po’ troppi per essere reali. Se viene Luis Enrique, potrebbe portarsi dietro qualche riserva del Barça in rampa di lancio: Soriano, ma anche Nolito, rientrano in questa ipotesi. Non faranno s
ognare, ma ci si deve attenere all’esperienza di Sabatini stesso: chiunque porterà, sarà legato al progetto che hanno in mente.

Ipotesi di una futura formazione: Sirigu, Insua, Burdisso, Juan, Isla, De Rossi, Pizarro, Casemiro, Totti, Podolski, Hernandez

 

(Goal.com)

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