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Pellegrini e Bove: “I bambini parlano con i supereroi, noi con Totti. Roma è magica”

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I due giocatori romani e romanisti hanno scritto una bellissima lettera dove parlano della capitale, della loro infanzia e del sogno di vincere con la squadra del loro cuore

Redazione

Lorenzo Pellegrini e Edoardo Bove hanno scritto una lettera per il sito Cronache di Spogliatoio. I due giocatori romani e romanisti a 48 ore dalla finale di Conference hanno parlato del loro rapporto con la città. Ecco una parte della lettera del numero 7: "Quando voglio stare da solo con la mia Roma, vado al Giardino degli Aranci. Mi sistemo la maglietta, appoggio i gomiti  sul parapetto e osservoQuanto sei bella. Da qui puoi vedere un po’ tutto. Ti senti in mezzo alla natura, ma hai tutti i monumenti a portata di mano. Sembra che tu possa toccarli. Roma è speciale. Immortale, talmente divinizzata da essere la più umana di tutte. In ogni angolo, non riuscirai mai a sentirti solo. Sarà la storia, saranno le pietre. Le luci calde, i motorini sul Lungotevere, le lettere sciupate sui cartelli stradali. Lei sta lì, vicina, e non ti lascia per niente al mondo. Con lei balli anche senza musica. Roma sono le persone che la compongono. Quelle che quando cammini, te ne accorgi che ti guardano in modo diverso.

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Quella è tutta gente che non ti conosce, ma che ti osserva e con gli occhi lo vedi che ti vuol dire «Daje Lorè, io sto con te. Io sto con voi»Bellissimo. Ricevo ogni giorno l’affetto dei miei familiari, ma quando incrocio lo sguardo di un tifoso che cerca di trasmetterti tutta la sua emozione, il cuore batte un po’ più forte. Sono cresciuto dentro Roma, tra le bambole di mia sorella a cui staccavo la testa per utilizzarla come pallone e il circolo della Banca d’Italia dove lavorava mio padre. Lì avevo un amico immaginario. Tanti bambini parlano con i supereroi, altri con i protagonisti dei cartoni animati. Io, semplicemente, parlavo con Francesco Totti. La prima volta in cui l’ho visto avrei voluto parlargli davvero, ma alla fine tutti i discorsi sono rimasti nella mia mente. Mi bastava sapere che lui mi avesse visto. Ogni volta che ero in partitella con lui, e ricevevo il pallone, glielo passavo subito. Tanto poi ci pensava lui. Lo capiva che i giovani erano in soggezione al suo cospetto e con qualche battuta alleggeriva subito la tensione. Adesso voglio essere io d’ispirazione, come lui lo è stato per me. Per i tanti ragazzi che sognano di scrivere la storia della Roma come Edo".

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Di seguito una parte delle parole di Bove: "Ho capito una cosa guardandoti. Che noi veniamo qui a Trigoria per lavorare, ma soprattutto per migliorare. L’ho visto sai che dopo ogni allenamento raccogli qualche pallone, ti sistemi al limite dell’area di rigore e inizi a calciare le punizioni. Chissà da quanto lo fai, e posso dirti che i risultati si vedono. Siamo cresciuti tutti con Francesco negli occhi. E per me c’è ancor più un alone di leggenda, dato che da sempre vivo nella casa accanto alla sua, a San Giovanni. Totti è Totti. E la Roma è la Roma. Pensa Lore che ho rischiato di non giocarci. La storia del mio arrivo in giallorosso è qualcosa di stupendo. Praticamente mi presento ai provini, senza sapere che i test sono due. Il primo consiste in una partita con i ragazzi in prova, il secondo in un match con il gruppo squadra già formato. Faccio il primo provino ed essendo estate, parto in vacanza con la mia famiglia. Qualche giorno dopo i miei genitori ricevono una chiamata: «Ma dov’è vostro figlio? Lo stiamo aspettando per iniziare». Ehm… ero al mare, non avevo capito. Pensai: «Vabbè, è finito tutto. Il sogno è svanito, potranno mai prendere uno che non si presenta ai provini?». Non demordo: la Roma organizza i campus estivi e decido di iscrivermi con qualche amico. Ci sono gli osservatori, e c’è anche Bruno Conti. Che appena mi vede in fila per compilare l’iscrizione, mi dice: «Ma te che ci fai qui?». E io balbetto: «Eeeh, voglio partecipare ai campus». La sua risposta mi lascia senza parole: «Ma quale campus, guarda che sei già stato preso! Tra qualche giorno inizi con il gruppo dei 2002». E io che ci ero andato solo per divertirmi".