Nainggolan, la grande risposta della Roma

di finconsadmin

(di Alessio Nardo) Boom boom, ecco la Roma. C’è la risposta, c’è la reazione, c’è il ruggito d’orgoglio successivo alla dolorosa batosta dello Juventus Stadium. Quell’aggressività forse assente in campo nel secondo tempo di Torino si è vista sul mercato, da parte della dirigenza. Il ds Walter Sabatini ha concluso un affare elaborato, complesso e faticoso, al quale stava ormai lavorando da mesi. Sin dall’inizio della scorsa estate. Radja Nainggolan, a fine giugno, sfiorò il contatto con i colori giallorossi. Poi Cellino, fumantino patron del Cagliari, decise di sbriciolare un accordo già quasi ratificato, e le attenzioni della Roma vennero dirottate su altri obiettivi (uno su tutti, Kevin Strootman). Ora, a distanza di qualche mese, l’affare si fa, si chiude. E si brinda. Per merito dell’insistenza giallorossa, della ferma volontà di Nainggolan di sbarcare nella Capitale e di Cellino, che ha finalmente deciso di liberare il più prezioso dei suoi gioielli.

 

E’ finita una telenovela, ed è finita bene. La Roma si rinforza alla grande, acquistando uno dei migliori centrocampisti della Serie A degli ultimi anni, rendimento alla mano. Calciatore completo, dotato di tutto. Corsa, forza fisica, abilità nell’interdizione e nell’impostazione del gioco, carattere e temperamento. Un solo difetto, su cui Rudi Garcia dovrà lavorare: i gol. Pochini per un elemento peraltro dotato di buon tiro. 4 reti in 71 presenze a Piacenza, in Serie B, dal 2005 al 2010; 7 in 131 partite in Sardegna dal 2010 al 2014. Radja può e deve fare di più. Per il resto, tantissima roba. Un titolare aggiunto, che consentirà ai tre pilastri della mediana romanista (Pjanic, De Rossi e Strootman) di tirare il fiato senza alcun patema, con tutto il rispetto per il mai convincente Bradley ed il “vecchietto” Rodrigo Taddei. Colpo eccellente, improvviso, fulminante. Con la Roma che ancora una volta piega la resistenza di concorrenti autorevoli e prestigiose. Segno inequivocabile dei tempi che son cambiati.

 

Ovvio, Nainggolan non è Cristiano Ronaldo. E probabilmente nemmeno Vidal o Pogba. Non è sufficiente l’arrivo del belga per colmare il gap con la Juventus. Ma è un passo, un segnale forte, un messaggio chiaro spedito dalla dirigenza, ultimamente silenziosa ma efficacissima in fase operativa. Con questa mossa, Sabatini ha confermato di aver capito. Stop alle scommesse azzardate, ai talenti acerbi, al senso estetico preferito alla sostanza. Nainggolan si amalgama alla perfezione con i vari Maicon, De Sanctis, Benatia, Strootman. Tutta gente che a Trigoria ha portato qualità inesistenti sino a pochi mesi fa. Ossia la personalità, gli attributi, la fisicità, la mentalità. E’ lì che si deve crescere ancora, ed è lì che la Roma vuol continuare a migliorarsi. Il mercato deve aiutare, e così è stato anche stavolta. Nainggolan è il primo passo di un ulteriore processo di rafforzamento, che auguriamoci possa consentire alla Roma di giocarsela realmente alla pari con la Juventus nel giro di poco tempo. D’altronde, due sere fa, è stata persa una battaglia. La guerra (sportiva, beninteso…) è ancora tutta da vivere.

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