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Mourinho: “Juve, Abraham convocato. Vina gioca. Allo Stadium per me poco rispetto”

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Le parole del portoghese: "Gli altri centravanti stanno bene e se devono giocare giocano, non è un dramma per noi"

Redazione

Alle 15.30 di oggi ha avuto luogo la conferenza stampa di José Mourinho. Il tecnico della Roma parla in vista della partita di domani sera alle 20.45 contro la Juventus. Tra i tanti argomenti anche Tammy Abraham, mentre Allegri, che lo ha preceduto nella conferenza di vigilia (ore 12.00), ha confermato l'assenza di Dybala.

C'è possibilità di vedere Abraham in campo domani? Vediamo, l'allenamento di oggi è troppo poco. Però viaggia e domani vediamo se andrà in campo, panchina o tribuna. Sta migliorando giorno dopo giorno e vediamo domani.

L'altro dubbio è Vina... No non è un dubbio.

La Juve è partita male in campionato, ma ha ancora la possibilità di tornare in lotta per lo scudetto? E' una domanda per Max e non per me, ti dico di sì perché è una squadra fortissima che gioca per vincere le partite e il campionato. Hanno un grande allenatore con esperienza nel calcio italiano. Ovviamente è una candidata forte.

Volevo chiederle se Villar è fuori dalle convocazioni e se si, con il ragazzo c'è un problema particolare? E' strano che mi chiede di Villar quando siamo 23 giocatori più il portiere, mi sembra strano che mi chiede specificatamente di lui.

Perché l'anno scorso aveva giocato parecchio... Però non significa che non è convocato, magari qualcuno l'ha visto mezz'ora fa andare fuori Trigoria e ha fatto la conclusione sbagliata. E' convocato, magari non gioca domani ma sarà in panchina. Sta facendo uno sforzo importante per adattarsi al mio modo di giocare a calcio e cambiare il modo di giocare dell'anno scorso che era più facile giocare con 5 dietro. Sono contento di lui, le opportunità di giocare arriveranno magari già domani. Parte dalla panchina, non titolare.

Juve-Roma sarà anche la sfida tra i due tecnici più titolati del campionato. Cosa la stimola nel confronto diretto con Allegri? Ha senso questa distinzione con i giochisti? Quelli che sono chiamati risultatisti sono quelli che vincono, poi sembra che sia una cosa negativa invece è il contrario. E' un concetto sbagliato. Io ho vinto qualcosa e anche Max, e deve essere visto come una cosa positiva . Grazie a Dio che mi possono chiamare così. Per iniziare non è una sfida tra me e lui ma è Roma e Juve, nel passato Juve e Manchester e ancora prima forse Inter e Cagliari. Non è Mourinho contro Max. Piacere di salutarlo prima e dopo la partita, c'è rispetto e c'è stima. Siamo stati insieme tante volte in questi 10 anni nelle riunioni della Uefa, a cena e a pranzo, esiste non dico grande amicizia ma mi piace come persona e abbiamo un buon rapporto. Sarà un piacere stare con lui. Sono felice che è tornato a lavorare perché per un allenatore come lui tanto tempo di vacanza è troppo.

Che accoglienza si aspetta allo stadio della Juve? Teme che Orsato - visti i precedenti- possa non essere sereno nell'arbitrare una partita della Roma di Mourinho? Partiamo dall'arbitro, in questo caso è Orsato. Prima della partita io sono sempre contento con l'arbitro, non mi interessa il passato o i risultati. Prima della partita tante volte non sono neanche interessato a sapere chi è. Mi fido di tutti, parto dal principio che sono tutti bravi. In questo caso di un uomo con la sua esperienza sono felice. Dopo la partita a volte sbagliano, non sono felice e la critica esce come una critica normale ma il punto di partenza è che prima della partita sono contento dell'arbitro e domani non è diverso perché è un arbitro con tanti anni di esperienza. L'accoglienza, magari è la stessa di sempre o magari diversa ma quando l'ultima volta alla fine della partita ho avuto una reazione un po' criticata, l'ho visto un po' strano. La gente è rimasta con una reazione emozionale di 10 secondi e ha dimenticato 90 minuti di partita. Oggi si parla tanto di un certo tipo di atteggiamento di rispetto con la gente e si è dimenticato tutto per 90 minuti. Sono nel calcio da tanti anni e non è un dramma.

All'inizio ha detto che per Abraham deciderà domani, ma come stanno gli altri 2 centravanti visto che i grandi club hanno 3 grandi centravanti. Come stanno gli altri 2? Stanno bene e se devono giocare giocano, non è un dramma per noi. Abbiamo qualche posizione in rosa che quando manca siamo in difficoltà, tipo di difficoltà che le grandi squadre non hanno che di solito esiste un grande equilibrio in rosa, nel nostro caso se non gioca Tammy abbiamo due giocatori perfettamente in condizioni di giocare senza nessun problema.

Per lei la sfida con la Juve è una partita come tutte le altre o la sente di più? E poi, le fa piacere che i tifosi del Newcastle abbiano definito lei come l'uomo ideale per il futuro e per la ricostruzione della squadra? Non ho niente da dire, l'unica cosa è che da tanti tanti anni che ho lavorato con uno delle più grandi persone nella storia del Newcastle ho avuto sempre quella connessione emozionale con quella città e la gente che conosco bene. Sono qui felice al 100% con il progetto Roma e Friedkin. La sento come le partite che mi piace di giocare di più ma non per sentimento negativo, piace a tutti giocare le partite più importanti. Sono sempre partite da tre punti ovviamente, vincere contro una squadra che è nella parte bassa della classifica è lo stesso, sono sempre tre punti, ma il piacere di giocare contro le squadre più poderose e di qualità, è una sfida che piace a tutti.

Lo scorso anno la Roma ha chiuso il campionato con 16 punti in meno della Juve. Dopo i primi mesi di lavoro ha la sensazione di aver ridotto il distacco e su cosa bisogna lavorare per ridurre questo gap? Abbiamo iniziato il campionato qualche settimana fa, qualche volta è difficile da rispondere perché sembra che ripeto tante volte le stesse cose. Una squadra che gioca per vincere la Champions e un'altra cosa è una che gioca per vincere la Conference League. Una cosa è una squadra che vince 9 campionati di Serie A e un'altra è zero su 10. Una cosa è una squadra che ha lavorato con Max 10 o 8 anni e un'altra cosa che ha lavorato con un allenatore arrivato da 3 mesi. Ma quando inizia una partita e siamo 11 contro 11 e tutto questo si deve dimenticare, principalmente noi dobbiamo dimenticarlo. Dobbiamo avere la personalità e il coraggio di arrivare lì e fare la nostra partita per cercare di vincere.

Ha parlato di coraggio, e ha appena detto che queste sono le partite più importanti e che vuole giocare. La Roma non è abituata  vincerle queste partite. Volevo chiederle se ha dovuto apportare delle modifiche anche verbali per far si che la squadra possa affrontare queste partite Non lo so perché non posso paragonare, l'unica cosa che si può paragonare è il pragmatismo del risultato. Puoi dire che l'anno scorso hai fatto questo o quest'altro ma è il pragmatismo dei numeri. L'unica cosa che dico è che abbiamo un piano di gioco difficile da lavorare tutti insieme, oggi è stato il primo giorno e non abbiamo fatto praticamente niente. Abbiamo lavorato sull'individuale, sappiamo con chi giochiamo. Max sa già qual è la nostra squadra che gioca. L'unica cosa per Max deve essere se gioca Tammy o Shomurodov, per noi è impossibile sapere chi gioca perché sono tanti, anche senza Dybala o Rabiot. Sono tante opzioni di qualità. Preparare la partita è più quello che vogliamo per noi stessi che per essere ossessionato con la Juventus. E noi siamo in crescita e per me è molto importante una determinata identità e per questa ragione non voglio andare contro la Juve e pensare una partita diversa dalla nostra natura. Andiamo per giocare e se non vinciamo voglio che sia per colpa della Juve e non per colpa nostra. Tutta questa differenza di storia, di status e di esperienza, domani quando inizia la partita si dimentica e si gioca e che vinca il più bravo.

Affrontate una squadra con un allenatore che nel corso della partita non ha paura di abbassarsi e di difendere anche gli ultimi 30 metri togliendovi profondità... Però questo non è un allenatore risultatista, ma con talento per analizzare la partita. E' talento.

E' letturista... Cambierà il vostro sviluppo offensivo dato che la Roma lavora tanto sull'attacco della profondità? Loro è normale, è la dialettica del gioco. Anche loro vogliono avere determinati tipi di dinamica e quando dico che non vogliamo perdere la nostra identità di gioco non voglio essere naif e non voglio offrire alla Juve quello che preferiscono avere. Devi cercare di non dare cose che piacciono a loro. Anche a me durante la partita mi piace leggere e adattare ma purtroppo è più difficile farlo per me che per lui.