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Matic: “Cristiano Ronaldo un esempio, è il più forte con cui ho giocato”

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Il centrocampista della Roma ha parlato della sua carriera e ha analizzato i problemi della nazionale serba

Redazione

Nemanja Matic si racconta. Il centrocampista della Roma è stato l'ospite d'onore su 'Arena Sport' di Mario Stanic, ex calciatore anche lui allenato in carriera sia da Ancelotti che da Mourinho. Il giocatore giallorosso ha ripercorso la sua carriera partendo dalla Serbia, nei settori giovanili: "Sono stato alla Stella Rossa per quattro anni e mezzo e al Partizan per circa un anno e mezzo. Alla Stella Rossa mi hanno costretto a cercare un'altra squadra e il Partizan mi ha chiamato. Ma dopo un anno e mezzo hanno mandato via anche me".

"In generale - le parole di Matic proseguendo nel racconto al Kosice, in Slovacchia - le persone provenienti da queste parti dei Balcani, intendo tutti i nostri paesi, hanno molto più talento ma nell'Europa occidentale lavorano di più. Tutti loro, compresi gli slovacchi, hanno una mentalità più tedesca. Ogni sessione di allenamento è svolta al massimo. È questo ciò di cui avevo bisogno per diventare più forte e per avere quella mentalità. Se non lavori, tutti sono contro di te..." Poi, dopo il Kosice, è arrivata la possibilità Chelsea. Dove inizialmente non ha giocato per quattro mesi, ma al cospetto di mostri sacri come Ballack e Lampard:"La filosofia di Abramovich, proprietario del club in quel momento, e delle persone che gestivano il club con lui era quella di vincere tutto il possibile. Allo United erano più preoccupati per l'immagine del club e forse inconsapevolmente i risultati sono stati trascurati. Quindi la loro attenzione non era solo sui trofei, come nel caso del Chelsea". Matic ha avuto l'occasione anche di giocare con Cristiano Ronaldo, allo United: "A livello umano ho fatto una grande esperienza con lui. È un vero esempio di come comportarsi in partita e in allenamento. Anche se all'epoca non era all'apice della sua carriera, è il miglior giocatore con cui ho giocato".

Matic parla poi di nazionale: "In Serbia stiamo mettendo troppe pressioni e non abbiamo alcuna base per farlo. Diciamo che siamo i migliori... Perché siamo i migliori, dove siamo migliori? Sono stato un po' criticato quando ho detto in un'intervista quello che pensavo sul confronto tra Serbia e Croazia. Era anche prima del Mondiale. Ho detto che Croazia e Serbia non potevano essere paragonate perché in quel momento avevamo tre giocatori ai massimi livelli, e la Croazia dieci: Rakitic era al Barcellona, Modric al Real Madrid, Kovacic al Real, Perisic all'Inter, Mandzukic alla Juventus e altri ancora. Avevamo due giocatori ai massimi livelli e tutti gli altri giocavano in club mediocri. Stiamo mettendo troppa pressione su giocatori che non sono ancora pronti. Non è possibile che uno che giochi al Torino abbia su di sé la stessa pressione di Modric che gioca costantemente a livelli top e che vince trofei. La Serbia deve abbassare la tensione prime delle competizioni importanti. Non arrivi secondo e terzo dal nulla. La Croazia ha Modric che è il miglior giocatore del mondo e solo quando finirà la sua carriera tutti capiranno che tipo di giocatore è. Ho giocato contro di lui diverse volte. Ogni mossa che fa in campo ti fa commettere un errore, sa sempre cosa sta facendo in anticipo. Noi nella Serbia non abbiamo un giocatore del genere".