Marchini (candidato sindaco): “Lo stadio della Roma va costruito assolutamente”

Marchini (candidato sindaco): “Lo stadio della Roma va costruito assolutamente”

Il candidato sindaco si è espresso positivamente sul progetto dello stadio, pur esprimendo la necessità di alcune modifiche

di Redazione, @forzaroma

Alfio Marchini, già consigliere comunale, è uno dei candidati nella corsa per la poltrona di sindaco della Capitale. Tifoso romanista, è intervenuto a Rete Sport per parlare del nuovo stadio e di come la passione sportiva debba rappresentare una possibilità di unione tra i cittadini.

Sono profondamente convinto che la Roma debba avere un suo stadio, senza se e senza ma. Ma l’opera non deve causare problemi ambientali e di trasporto”. Marchini ha poi specificato gli aggiustamenti che intende operare nel merito: “Questo progetto per essere iniziato ha bisogno di approfondimenti; la Roma-Lido, le simulazioni del traffico sono delle priorità e in questo la giunta Marino non è stata efficiente. Ci deve essere un criterio che valga sia per la Roma che per la Lazio. Votai contro perché c’era poca chiarezza e il tutto non rispondeva alle domande dei romani. Stimo molto Parnasi e non vedo l’ora di seguire una partita della Roma nel nuovo stadio; ricordo ancora quando il presidente Viola ne parlava“.

Si parla di un luogo che non sia Tor di valle. “L’area è quella giusta, non serve spostare il progetto“. Ha poi aggiunto : “Non esiste alcun legame tra la vicenda in cui è implicato Caudo (indagato sulla questione delle Torri dell’Eur) e il nuovo stadio della Roma. Serve però un iter chiaro e un amministrazione che si occupi in maniera seria e duratura di questioni come questa. Il PD ha sbagliato sindaco perché Marino non ha calamitato la fiducia dei romani“.

Infine sui problemi dello stadio Olimpico, ridotto a teatro silenzioso da alcune norme che hanno allontanato i tifosi di Roma e Lazio. “Chi ci governa sta snervando la società. Dentro lo stadio Olimpico non succede nulla dalla tragedia di Paparelli e questo modus operandi delle istituzioni sta levando il senso comunitario e popolare che lo stadio dovrebbe avere. È uno dei motivi che mi ha spinto a fare politica a Roma; lo sport e la passione della Roma devono essere vissuti come un momento di aggregazione e divertimento. Se lo stato elimina anche i giusti momenti di aggregazione c’è qualcosa che non va. Ecco perché difendo Totti, le radici vanno rispettate e custodite“.

 

 

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