L.Rossi (fotografo AS Roma). “Gli scatti più belli? Quelli alla Sud”

di Redazione, @forzaroma

Nuova puntata della rubrica realizzata dal sito ufficiale AS Roma che cerca di andare nel “dietro le quinte” di Trigoria,

facendo conoscere le varie persone che operano a vario titolo dentro al “Fulvo Bernardini”: oggi è la volta del fotografo Luciano Rossi che segue Totti e compagni dappertutto…

 

1. Da quanti anni lavori seguendo la Roma con le tue foto?
Dall’anno dello Scudetto del 2000/01. Sono diplomato in fotografia e come sogno sin da ragazzo avevo quello di lavorare nel mondo dello sport e del calcio in particolare. Nell’anno del Giubileo, anche per via della grande stagione del club giallorosso, ho avuto l’opportunità di iniziare a seguire il mondo Roma. Ho preso quindi la tessera dell’Ordine e ho iniziato a seguire la squadra in casa e spesso anche fuori. Intorno al 2004 ho poi iniziato a collaborare con l’ex fotografo del club, finché dall’estate scorsa sono entrato in veste ufficiale.

2.  Parlaci un po’ più a fondo del tuo ruolo: che compiti hai, come segui la squadra?
Io sono l’occhio della società, nel senso che ogni tipo di materiale fotografico che manda in giro la Roma relativo alla squadra e al club passa per i miei scatti: mi trovo quindi a Trigoria quando si allenano i giocatori e li seguo ovviamente nelle partite in casa e fuori. Copro poi anche tutti quegli eventi del mondo giallorosso, come ad esempio, l’ultimo in ordine cronologico, quello relativo alla presentazione della nuova prima maglia all’Ara Pacis.

3. Che foto delle tue useresti per descrivere la Roma?
Visto che sono anche un grande tifoso giallorosso, rispondo così: una delle tante coreografie della curva Sud, magari una di quelle in cui si vede allo stesso tempo anche la squadra che la saluta. Quale in particolare? Sono tutte belle le immagini della curva!

4. Il giocatore giallorosso incontrato durante questi anni con cui hai instaurato il feeling più profondo?
Francesco Totti, senza dubbio. Non so dire perché, ma è stata una cosa naturale. Il rapporto non è tra fotografo e celebrità, ma tra due persone normali. Lui è un ragazzo simpatico, buono d’animo e che soprattutto porta rispetto per tutti, nessuno escluso. Anzi, ha una particolare considerazione per le persone più umili. La foto a lui scattata che ricordo con più emozione? Quella del momento in cui Francesco, dopo l’infortunio con l’Empoli nel 2006 e prima del Mondiale, ha rimesso per la prima volta il piede a terra e ha passeggiato a Villa Stuart.

5. Un aneddoto simpatico legato a una gara della Roma?
Ultima gara del girone di andata dell’anno 2000/01, Parma-Roma: perdevamo 1-0, ma nell’ultimo quarto d’ora ribaltammo la situazione con due gol di Batistuta. Al secondo gol dell’argentino mi ricordo che invece di fotografare lanciai in aria la macchina per la gioia!

6. Il giocatore più fotogenico in cui ti sei mai imbattuto?
Mi piaceva molto fotografare Damiano Tommasi: i suoi primi piani erano veramente espressivi e veniva bene anche in azione.

7. Quando sei a Trigoria, con chi passi più tempo durante il lavoro?
Quando lavoro sul campo di allenamento sono più a contatto con i fisioterapisti e con i medici sociali che si siedono sulla panchina accanto a me. Il resto della giornata, invece, sono a stretto contatto con l’Ufficio Stampa, il settore digitale e la redazione della rivista.

8. La foto più bella che hai scattato durante una partita della Roma?
Prendere il momento esatto in cui un calciatore colpisce il pallone prima di un gol fa parte del nostro lavoro, ma non è semplicissimo e spesso ci vuole anche una buona dose di fortuna. Tra quelli che mi hanno dato più soddisfazione c’è sicuramente il “tacco di Dio”, cioè la rete che fece Mancini a un derby del 2003/2004. Non posso dimenticarmi, però, di due gesti tecnici di Totti: il gol al al volo durante Sampdoria-Roma e quello in cui scartò Bucci e mezza difesa avversaria durante Roma-Torino nel 2002. Riprendere questi numeri del Capitano è sempre una grande emozione.

9. La giornata di lavoro più curiosa che hai passato fuori dal mondo Roma?
Mi trovavo a Rio de Janeiro per fotografare Vagner al Vasco da Gama e mi imbattei in un scena surreale: giocatori che arrivano al campo in ciabatte, come se fosse il parco sotto casa e canzoni a ritmo di samba sparate dagli altoparlanti per tutta la durata della seduta. Sempre in quell’occasione, fu un’esperienza unica vedere la preparazione che si teneva sulla spiaggia di Copacabana.

10. la foto che non hai ancora fatto e che vorresti fare?
Mi piacerebbe molto partecipare a un’udienza privata della squadra dal Papa. Sarebbe un’emozione unica.

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