L'obbiettivo di Borini “Voglio fare 15 gol”

di Redazione, @forzaroma

(repubblica.it – M.Pinci) Otto gol nelle ultime nove partite della Roma, sei nelle ultime sei, con annessa doppietta all’Inter.

La vita di Fabio Borini, nell’ultimo mese, è cambiata radicalmente: soltanto sei mesi fa sbarcava a Roma nell’anonimato o quasi dopo una rapidissima parentesi al Parma, ponte tra la capitale e l’Inghilterra in cui è cresciuto con Chelsea prima e Swansea poi. Oggi, di quella Roma è diventato il trascinatore, decisivo a Palermo dopo la sorpresa del debutto in nazionale. Il segreto di un’esplosione così? L’attaccante non ha dubbi: “L’ambizione, senza dubbio. Voglio sempre raggiungere qualcosa d’importante e ogni giorno mi pongo un nuovo obiettivo”. 

AMBIZIONE, GOL E NAZIONALE – Eppure, la strada di Fabio a Roma non è stata sempre in discesa. Un infortunio, subito dopo il primo gol al Genoa, lo ha lasciato fuori due mesi. Oggi può sorriderne: “Senza l’infortunio starei già a 15 gol? Non lo so, ma a 15 ci posso ancora arrivare”, racconta in un’intervista a Roma Channel con il sorriso di chi è sicuro di sé stesso. “Io l’uomo del momento? Non è così, faccio gol per la costruzione di gioco che c’è dietro e mio compito è finalizzare quel che costruiamo a partire dal portiere. Sinceramente non pensavo di adattarmi così velocemente qui”. E invece, si adatto al punto da meritarsi il debutto in nazionale: “Mi faceva strano stare con grandi nomi come Buffon e tutti gli altri. È stato un passo importante per me perché è un obiettivo fondamentale e può farmi crescere parecchio”. Un obiettivo che, adesso, ne ha partorito un altro, certamente più ambizioso: “Andare all’Europeo sarebbe fantastico: diciamo che ci penso abbastanza da provarci…”, il suo sorriso a denti stretti. Proprio come la sua esultanza, con la mano a mimare il coltello tra i denti, mostrata già 10 volte in questa stagione: “Heinze mi ha detto che ha punito il figlio perché ha imitato il mio gesto”, racconta divertito. 

“LUIS ENRIQUE BRAVISSIMO, FAREMO GRANDI COSE” – Ma la crescita di Borini è strettamente legata all’incontro con Luis Enrique: “È giovane rispetto ai colleghi ed ha sicuramente idee nuove. Ha giocato a grandi livelli fino a poco tempo fa e ha ancora nel sangue il ritmo del calcio: sa cosa pensano i giocatori e cosa vogliono perché era nella stessa posizione. È bravissimo e molto disponibile”. Zucchero allo stato puro, come quando si parla della concorrenza con i compagni un attacco affollatissimo: “Siamo tanti, ma diversi. Io attacco lo spazio, Erik Lamela vuole palla sui piedi, Osvaldo è tecnicamente fortissimo e Bojan rapidissimo. Insieme possiamo fare grandi cose”. Senza dimenticare Totti, che ha già iniziato a sfidare sui calci di punizione: “C’è bisogno di molto allenamento e anche qui quando riesco ci provo. Qui il problema è che ci sono grandi tiratori. Totti segna molto, Pjanic idem. Ci proviamo a chiedere di tirarle, ma decide Totti ed è giusto così”. 

“IL PROGETTO ROMA È VALIDO, ANCELOTTI MI HA AIUTATO” – Resterà sorpreso chi aveva dipinto un Borini in versione “primo della classe”, magari anche antipatico: “Forse chi lo dice ancora non mi conosce. Io sono tranquillissimo, mi piacciono le cose comuni. Appena posso torno dalle mie parti. E faccio decidere ai miei amici cosa fare”. E alla fama ancora non si abituato: “Mi impressiona ancora venire fermato per strada, vado in imbarazzo, ancora non mi aspetto di essere visto come una persona importante”. Importante vorrebbe esserlo invece il progetto della proprietà americana della Roma: “Il progetto e le idee sono sicuramente valide. Ho vissuto un’esperienza simile al Chelsea, dove c’erano le stesse idee di innovazione, che sono di grande auspiscio per il futuro”. Lì ha conosciuto Ancelotti: “Mi ha sempre stimato e aiutato molto. Sentivo di piacergli, probabilmente gli ricordavo Inzaghi come giocatore e come caratteristiche”. E anche i suoi numeri, adesso, iniziano a essere quelli di un grande bomber: “ma quelli non cambiano le persone, cambiano solo le statistiche”. 

 

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