Jolly-Pellegrini, speranza Kluivert: chi gioca e chi no con la nuova Roma di Fonseca

Jolly-Pellegrini, speranza Kluivert: chi gioca e chi no con la nuova Roma di Fonseca

Il 4-2-3-1 del portoghese mette in discussione tanti protagonisti: Fazio troppo lento, ok Florenzi. Il regista a sorpresa può essere Florentino. Davanti si cerca una punta brava a giocare con i compagni, Icardi l’unica eccezione

di Marco Prestisimone, @M_Prestisimone

“Vincere non basta, la mia squadra deve giocare bene e posizionarsi nella metà campo offensiva. Non mi vedrete mai difendere con la linea bassa”. Fonseca ha le idee chiare, ma non chiamatelo Zeman 2.0. I suoi riferimenti sono Guardiola e Sarri, “il suo calcio” – espressione che ai romanisti piace sempre meno – è basato sul dominio del territorio e sulla pazienza e non sulla verticalità a tutti i costi. Mai come questa estate Petrachi, se riuscirà a liberarsi dal Torino, avrà il compito di costruire una squadra in linea con i principi del portoghese, evitando di ricommettere il peccato originale di Monchi. Ma quali giocatori della rosa fanno davvero al caso del suo 4-2-3-1?

CENTRALI DA RIFARE – Una cosa è sicura: alla Roma serve un portiere. Perché Fonseca ne cerca uno bravo con i piedi che possa aiutare i difensori nell’impostazione: Olsen non è adatto e si cercherà una soluzione (in Premier?), mentre Mirante farà da secondo anche quest’anno. I due centrali di difesa hanno caratteristiche diverse: uno è il classico marcatore, l’altro è più abile a creare gioco. Manolas sarebbe stato perfetto, ma sarà sacrificato in nome del fair play finanziario; Fazio è in grado di impostare ma si cercherà un centrale più rapido visto il tanto campo da coprire alle spalle. Sui terzini la situazione è decisamente migliore: Florenzi (in attesa di segnali da Karsdorp) farà il quarto a destra e durante la fase offensiva sarà stabilmente sulla trequarti avversaria per garantire ampiezza al campo. Stessa cosa si potrebbe dire di Kolarov, anche lui adattissimo al gioco di Fonseca qualora dovesse rimanere a Roma un altro anno. Poi c’è Luca Pellegrini, che a Cagliari ha fatto bene e può rientrare alla base e trovare più minuti di quanti ne abbia giocati nella prima parte della scorsa stagione. Attenzione però a Ismaily: è il soldato perfetto di Fonseca e potrebbe chiederne l’acquisto a Petrachi

REGIA A FLORENTINO? – Doti complementari anche nei due mediani: uno (come era Fred due stagioni fa o Stepanenko quest’anno) che si prenda la squadra sulle spalle e che si posizioni in mezzo ai due difensori durante la fase di possesso come chiedeva Luis Enrique. L’altro è il classico box-to-box, in grado di inserirsi ma anche di fare il primo pressing in avanti una volta persa palla. Nzonzi si troverebbe più a suo agio, ma Fonseca preferisce giocatori più dinamici e il primo regalo può essere Florentino del Benfica, perfetto per il ruolo e apprezzatissimo dallo stesso tecnico. Il jolly sarà ancora una volta Lorenzo Pellegrini, che il portoghese potrebbe abbassare sulla linea mediana e alternarlo con Cristante.

SFORZO – È davanti il reparto in cui Fonseca avrà più scelta: ai calciatori però chiederà uno sforzo per adattarsi al suo gioco. Meno strappi e più pazienza, con gli esterni che giocano a piede invertito e che devono entrare dentro il campo per lasciare lo spazio ai terzini. Al netto degli acquisti-cessioni a sinistra ci sono Kluivert, El Shaarawy e Perotti: il più predisposto è l’argentino, bravo ad accentrarsi e a dialogare con i compagni come faceva Marlos. Justin però può essere la sorpresa: è piccolo, rapido e stuzzica tanto Fonseca, che vorrebbe farlo esplodere definitivamente. Dietro la punta ci sono Zaniolo e Pastore: Nicolò può giocare centralmente o essere proposto a destra (dove c’è Under che però può partire), vista l’attitudine ad accentrarsi dei trequartisti che lo terrebbe comunque nel vivo del gioco. Pastore dovrà dare prima di tutto garanzie atletiche ma preferisce giocatori più bravi a inserirsi. I dubbi riguardano il centravanti: Dzeko è ormai con un piede e mezzo a Milano, Schick un enorme punto interrogativo. E Fonseca predilige una prima punta brava a dialogare con i compagni per creare spazi da attaccare come lo era Facundo Ferreyra o Junior Moraes. A meno che non si chiami Mauro Icardi

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