Ilaria (giorn. Gazzetta dello Sport): “Le finanze della Roma sono in squilibrio, capire intenzioni società”

di Redazione, @forzaroma

Marco Iaria, giornalista della Gazzetta dello Sport, è intervenuto in diretta ad A Tutto CampoRadio IES sulla situazione finanziaria della Serie A e sui vari argomenti Roma. Queste le sue parole:

“Il calcio italiano continua a vivere al di sopra dei propri mezzi perché spende più di quanto incassa; il problema è nel comportamento troppo spavaldo dei nostri dirigenti che sono attratti solo dal denaro che arriva dalle tv senza prendere in considerazione investimenti a medio e lungo termine che in qualsiasi altro settore industriale si farebbero”.

Sulla situazione della Roma.“Sulla nuova proprietà della Roma bisogna sospendere il giudizio. I progetti proposti richiedono dai 5 agli 8 anni ma quel che stupisce è che questo aumento di capitale venga continuamente rimandato (ora la scadenza è a maggio). Unicredit ha già anticipato 20 milioni e questo significa che la presenza della banca, azionista e principale finanziatrice della Roma, non ci fa capire bene quali siano le intenzioni della nuova proprietà. Questa doppia anima a livello proprietario ha la necessità di potenziare la squadra ma questo si fa solo spendendo soldi sul mercato e tutto ciò rappresenta un costo che va a pesare sui bilanci. La situazione della Roma è già in forte squilibrio e questi investimenti fanno solo che peggiorare la situazione ma dall’altra parte servono per rilanciarla in campo internazionale”.

I club italiani sono lontani dal fair play finanziario? “Sì assolutamente, l’obiettivo finale da raggiungere nel 2018 è il pareggio di bilancio. Non si intravede però un cambio di rotta; è vero che la Juve sta abbassando il monte stipendi  però siamo arrivati ad un punto tale per cui per contenere queste perdite occorrerebbe, per come sono strutturati i costi e i ricavi delle società, dimezzare il monte stipendi. Bisognerebbe creare un cartello a livello europeo, e la cosa è improponibile”.

Sul nuovo stadio della Juve. Già quest’anno ci sarà un miglioramento per la Juventus ma chiuderà comunque in rosso perché il problema è che non puoi correggere la rotta dall’oggi al domani. Lo stadio comunque è centrale anche se non basta; perché lo stadio diventi veramente una fonte di business servono dai 5 ai 10 anni. Bisogna così trasformare il rapporto tra la società e il tifoso in modo che i tifosi vivano la propria squadra in maniera totale come avviene già all’estero. Il Milan, dal punto di vista del marketing è abbastanza avanti rispetto agli altri, incassa quasi 70 milioni di euro l’anno ma comunque chiude sempre in rosso”.

Si osserva qualche miglioramento in Serie A? “Il comportamento negativo delle grandi influisce su tutto il resto; se si analizzano delle situazioni specifiche si osserva che la Lazio e Udinese chiudono i bilanci in utile. Dell’Udinese sottolineerei il notevole lavoro di scouting fatto dai dirigenti per portare giocatori interessanti in squadra a prezzi favorevoli. E’ normale che investimenti del genere si possono fare solo in provincia”.

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