I punti del discorso d'addio pronunciato da Luis Enrique alla squadra

di Redazione, @forzaroma

Durante la sua ultima conferenza stampa Trigoria, Luis Enrique ha sventolato un foglio, sul venivano riportati tutti i punti del discorso fatto alla squadra giovedì scorso.

Discorso che tramite diversi organi d’informazione in parte è stato pubblicato ma che, secondo Luis Enrique, non era fedele a quelle che realmente sono state le parole pronunciate dal mister.

 

Questo le parole di Luis Enrique alla squadra riportate da SkySport: Non me la sentivo di andare in vacanza e tornare e riprendere il lavoro qui a Roma dove non sono riuscito a dare il 100% di me stesso. Per me andare via è una grande sconfitta, non sono riuscito a trasmettere quello che volevo, non sono riuscito a mettere sul campo le idee del mio calcio. Mi scuso con i calciatori che ho impiegato di meno, ma sono chiamato a fare delle scelte e le ho fatte e chiedo scusa se non son riuscito a valorizzare tutti voi. Continuate a seguire questa società perchè è una grande società

Queste invece le parole riportate dal Corrier edello Sport: «Vado via non me la sento di andare avanti, non riesco più a dare il cento per cento e per essere l’allenatore della Roma bisogna essere al top. Invece sono stanco, stressato. Per me andare via è una sconfitta ma non sono riuscito a trasmettere quello che volevo, a mettere sul campo le idee del mio calcio. Ringrazio tutti, voi siete dei ragazzi fantastici, persone meravigliose. Grazie a quelli che hanno giocato di più, per l’impegno profuso. Mi scuso invece con coloro che sono stati utilizzati di meno, ma ho scelto sempre per fare il bene della Roma, anche quando le mie decisioni sono sembrate poco chiare. Ma voi continuate a seguire questa grande società, diventerete una squadra fortissima» .

Ecco i punti del discorso pronunciato da Luis Enrique riportati sul foglio in sala stampa fotografato da Roberto Tedeschi di Romanews.eu. Punti che in parte coincidono, a differenza di quanto detto dal mister in sala stampa, con il discorso trapelato tramite i mezzi d’informazione.

Sono più nervoso di quando ho esordito in serie A.

Vorrei comunicarvi una cosa: vado via, anzi andiamo via.

Vorrei fare una sintesi di quella che è stata la stagione e di tutto quello che ho vissuto.

A Brunico, vi avevo detto che avevo la sensazione personale che a questa squadra mancasse dello spirito, che non sapeva soffrire, e senza soffrire non si va da nessuna parte.

Da lì, le cose sono andate migliorando, avete fatto dei progressi e avete intrapreso un percorso di crescita, per quanto riguarda la professionalità e l’aspetto comportamentale, dentro e fuori del campo. Siete migliorati anche nei rapporti tra voi.

Non vi parlo dei risultati, che molte volte sono stati immeritati. Siamo stati spesso molto superiori all’avversario, ma nel calcio se non si segna un gol in più dell’avversario…

Questi sono miglioramenti che non si vedono da fuori, ma con la stessa onestà con cui vi dissi a Brunico quello che secondo me non andava bene, adesso voglio dirvi che secondo me siete migliorati, e molto.

Vado via perché sono molto stanco, perché penso che in 30 giorni di vacanza non avrei recuperato le energie, e se a me per primo mancano le forze, come posso trasmettervi quello che voglio.

Il calcio non è tutto nella vita, ci sono altre cose importanti.

Nel calcio non si sa mai quello che può succedere. Se pensate che adesso o in futuro io possa consigliarvi sono a vostra disposizione.

Quando qualche giorno fa ho detto nello spogliatoio che la partita di Cesena non era l’ultima di questa stagione, ma la prima della prossima, non era per fuorviarvi ma perchè così la penso, per le (…) (le ultime due parole della frase non sono leggibili, ndr).

Ovviamente non voglio andarmene perdendo un’altra partita. Voglio farlo giocando una bella partita e massacrando l’avversario. (è lecito immaginare che con  ‘massacrare l’avversario’ Luis Enrique intenda unicamente sviluppare calcio propositivo e tendente alla vittoria, ndr).

Vi dico anche che vi trovate in una società speciale, unica. Non solo per i tifosi e la loro fede incrollabile, ma anche per i suoi dirigenti, che hanno una mentalità fuori dal comune, di cui vi consiglio di approfittare.

Infine, se sono stato ingiusto con qualcuno di voi, e lo sarò stato, se ho offeso qualcuno in qualche momento, questo è il momento di scusarmi. Tutti sbagliano – chi non sbaglia? – ma tutto quello che ho fatto l’ho fatto pensando il bene della squadra e il suo interesse. Chi di voi farà l’allenatore, lo capirà.

Ancora una volta, grazie a tutti e in bocca al lupo.

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