Garcia contro Montella. Il calcio come un boomerang, la Roma al Franchi tra presente e passato per blindare l’accesso diretto all’Europa che conta

di finconsadmin

(di Guendalina Galdi) Fiorentina-Roma, Montella-Garcia. Due allenatori giovani e propositivi. Guidano due squadre che giocano bene al calcio che lasciano i tifosi soddisfatti dopo il novantesimo, più recupero. Il prezzo del biglietto vale lo spettacolo, gli spunti dei singoli infiammano, i movimenti corali catturano e incantano. Ma è meglio la Roma. Lo dice la classifica. Lo dicono i numeri. Lo dicono i 68 gol realizzati dai giallorossi a fronte dei 56 dei viola. Ed anche i soli 19 subìti dalla muraglia eretta da Rudi Garcia ed i quattro, più portiere, di difesa, contro i 37 incassati dalla Fiorentina. Quasi il doppio.

 

Domani si attende uno spettacolo al Franchi. In campo come sugli spalti. Il settore ospiti è esaurito ed è pronto a riproporsi un caloroso muro giallorosso in trasferta, a seguito della Roma, partita nel pomeriggio in direzione del capoluogo toscano. Tifosi presenti, Destro assente. Il ricorso respinto dalla Corte Federale lascia l’attaccante fermo per altre tre giornate. Tornerà per Roma-Juventus. Era tornato per Roma-Fiorentina. Ma di tempo ne era trascorso molto di più. Ed il motivo era ben diverso. Il ritorno però fu, forse inaspettatamente, così positivo che da allora Destro non s’è più fermato. Ad imporre lo stop ora è la giustizia terrena. Tra lei e lui si è inserita l’altra. Banale ma vero. Tra la magia del gran momento in giallorosso e Destro è entrata a gamba tesa la moviola.

 

La Juventus domani, vigilia di Pasqua, giocherà prima della Roma. Fischio d’inizio dell’una a due ore e mezza da quello dell’altra. Tempo di guardare, sviscerare, commentare e fare indigestione della partita, con tutte le immagini, tutti i replay. Perchè ormai a fare compagnia alle squadre di Serie A c’è un altro occhio, oltre i già presenti 12 della sestina arbitrale. Un occhio che, si immagina, veda le azioni ma non i colori. Quelli delle maglie dei 22 su ogni campo. La Juventus, vincendo contro il Bologna, metterebbe una grande ipoteca sul titolo. E’ difficile dunque che le Zebre perdano qualcosa per strada, anche solo due punti, con un Bologna in grado di strappare un pareggio ai primi della classe. Anche se a volte sono le zebre stesse a perdersi. Come è accaduto pochi giorni fa in Emilia Romagna, a Correggio, che due esemplari di zebre sono scappati dal vicino circo e si sono persi per le campagne emiliane. Le trame di gioco degli emiliani non sono certo inebrianti o in grado di far annebbiare la mente come una liberatoria corsa senza meta in una pianura emiliana; gli uomini di Conte non sono certo sprovveduti come i due poveri animali. “Quando le cose non le aspetti è proprio quello il momento in cui accadono”. Si va forse proiettando, sulla altrimenti noiosa Serie A, il finale di stagione che Rudi Garcia aspettava di vivere dall’inizio. Lo sprint finale. Un vortice dove niente è definito. Per correre in due verso la meta che sarà di una sola. Per far sì che il puzzle si compia c’è bisogno di inserire il tassello giusto nel posto giusto. Ogni partita è un tassello, ed è per questo che la prossima, la Fiorentina, è sempre una gara fondamentale. Strappare al Franchi i tre punti ai danni dell’avversario per salire un altro gradino. “Domani partita super impegnativa contro la Roma” scrive Giuseppe Rossi che non è stato inserito nella lista del convocati da Vincenzo Montella che carica così i suoi: “La Roma sta facendo un campionato straordinario ma noi vogliamo vincere”. E sarà proprio nelle scelte dei due tecnici la chiave per risolvere la gara. Le scelte iniziali, come quelle a gara in corso, sposteranno l’ago della bilancia da una parte piuttosto che dall’altra. Montella da un lato, Garcia dall’altro. Un “grande uomo”.

 

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