Galbiati: “Totti non può giocare due partite a settimana”

E’ stato ex vice allenatore della Roma dal 1999 al 2004 ai tempi di mister Fabio Capello

di Redazione, @forzaroma

“In questo momento sono libero, mi sono auto-licenziato dalla Russia perché dopo il mondiale c’era un’altra società che mi voleva e sto ancora lottando per andarci. Dopo 25 anni io e Fabio (Capello ndr) abbiamo rotto, si è spezzata la catena (ride ndr). E’ stata una rottura pacifica perchè sono stato io a volermene andare dopo che avevo capito che la federazione russa cercava dei collaboratori russi. Dopo il Mondiale ho salutato tutti e ho preferito liberarmi.” ha detto Italo Galbiati, ex vice allenatore della Roma dal 1999 al 2004, intervistato da Romanews.eu

 

Come giudica il campionato della Roma? Le aspettative per i giallorossi erano alte…
“La Roma è un amore per i suoi tifosi, ma questa è un’arma a doppio taglio: quando la squadra vince vola alle stelle grazie all’entusiasmo del pubblico, quando invece capita di attraversare un momento negativo subentra la depressione della piazza e i giocatori ne risentono in campo perchè non prendono più l’iniziativa e si nascondono, è successo anche quando noi eravamo a Roma. Questi ragazzi devono sostenere la squadra in ogni occasione. Dal punto di vista tecnico la Roma è una grande squadra e in Italia gioca il calcio migliore, forse più bello di quello della Juventus, purtroppo a causa dei numerosi infortuni ha perso dei giocatori importanti.”
Colpa della preparazione atletica?
“Non credo, Garcia e il suo staff sanno bene come devono essere gestite le giornate della squadra. E’ logico che giocando ogni tre giorni i giocatori possono risentire della stanchezza e riportare ferite e ematomi che non si recuperano in tre giorni. Forse a causa della mancanza delle seconde linee la Roma sta soffrendo in questo periodo, ma quando vedo in campo i giallorossi mi diverto perchè ti consente di ammirare dei veri campioni.”
Cosa pensa delle critiche a Totti e De Rossi dopo il match con la Juventus?
L’ultima cosa che i tifosi devono fare è criticare questi due giocatori. Francesco e Daniele sono due campioni e vanno rispettati per quello che hanno dato al club: Totti, nonostante l’età, continua a giocare ad altissimi livelli anche se non ha più lo scatto di un tempo; De Rossi ci mette sempre l’anima e ha la Roma nel cuore. Le critiche del pubblico romanista sono senza dubbio ingenerose.
Totti andrebbe gestito di più?
“Francesco va gestito secondo un criterio e non penso possa giocare due partite a settimana, deve scendere in campo nel match più importante senza essere sostituito a venti minuti dalla fine, perchè un campione come lui può risolverti la partita anche in un secondo.”
Pjanic sta giocando un campionato al di sotto delle sue possibilità?
“La scorsa stagione Pjanic ha giocato ad un livello altissimo, ora probabilmente sta pagando il Mondiale disputato e gli impegni ravvicinati. Questo è un ragazzo che ci mette tecnica e cuore quando gioca e, anche se in questo momento non è al top a livello atletico, rimane un giocatore importantissimo per la Roma. Spero che recuperi la condizione perchè anche se la Juve è distante nove punti nel calcio non è mai detta l’ultima parola.”
Durante il mese di gennaio, a causa della Coppa d’Africa, la Roma ha dovuto fare a meno di Gervinho, ma senza di lui la squadra ha faticato a trovare la via del gol. Garcia sbaglia a puntare tutto sull’ivoriano?
“La Coppa d’Africa ha tolto molte energie al ragazzo ma rimane comunque un elemento fondamentale per la squadra. Quando si disputano competizioni così dure è logico risentirne fisicamente, ma lui riesce comunque a fare la differenza e a saltare l’uomo.”
Che idea si è fatto di Garcia?
“E’ un tecnico che mi piace, da quando è arrivato ha dimostrato di avere le idee chiare e di essere in grado di dare un gioco alla Roma, nonostante in questo momento la squadra stia attraversando una fase calante. Non bisogna metterlo alla gogna perchè è preparato ed è in gamba, io ci penserei due volte prima di criticarlo e metterlo in discussione.”
Quali sono le differenze tra la Roma attuale e quella che si laureò Campione d’Italia nel 2000/2001?
“Vincere uno scudetto a Roma non è mai facile, ma noi avevamo una squadra stellare, fortissima. C’erano campioni come Cafu, Samuel, Aldair, Candela, Emerson, Tommasi, Totti e Batistuta, è stata una squadra formidabile. Montella ha giocato tre stagioni ad altissimo livello. Fabio è riuscito a far coesistere tutti questi campioni e i giocatori hanno capito che era il momento giusto per portare uno scudetto a Roma, abbiamo vinto alla grande. Non dimenticherò mai il 17 giugno 2001, tra gli spettatori dell’Olimpico e i tifosi che ci aspettavano fuori dallo stadio ho vissuto emozioni che non potrò mai dimenticare. E’ stata una grande Roma e ora ci sono giocatori e situazioni differenti, ma il nostro rimane un ricordo bellissimo. Non dimentichiamoci che l’anno successivo ci rubarono un altro scudetto, ma è meglio se lascio stare… Voglio ringraziare Roma perchè da milanese posso dire che sono stati cinque anni splendidi e che non scorderò per il resto della mia vita.”

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