Gael Clichy, il francese che lotta con il destino (VIDEO)

di Redazione, @forzaroma

(di Mirko Porcari) – “Sono felice di legare il mio futuro all’Arsenal”. Altri tempi, altre storie. Quella di Gael Clichy con la maglia dei Gunners sembrava uscita da una favola del calcio, in cui la pazienza e l’applicazione sono alla base del successo.

Tra infortuni e rivincite, otto anni passati all’ombra di Wenger, ad aspettare per poi ritrovarsi grande tra i più grandi. E lui l’ultima colonna della “squadra invincibile”, un dream team concepito per stupire e trionfare, un ricordo ormai sbiadito di fronte allo strapotere di Manchester United e Chelsea. Quattro trofei in un biennio, la luce dei riflettori per il più giovane vincitore della Premier (18 anni e 10 mesi), un futuro tutto da scrivere cercando una consacrazione senza fare troppo rumore. C’è Ashley Cole da affrontare, uno dei più forti terzini che l’Inghilterra abbia partorito negli ultimi venti anni, una sfida quotidiana senza mai abbassare la testa: l’inizio è incoraggiante, dopo il salto da Cannes a Londra giusto il tempo di ambientarsi ed assaporare il gusto della fiducia. In due anni di staffetta con il compagno di squadra, Clichy comincia ad entrare nella filosofia di Wenger, sfiorando la finale di Champions League (nel 2005-2006 il Barcellona si impone sugli inglesi per 2-1), persa a causa del primo di numerosi infortuni, il vero tallone d’achille di una carriera in rampa di lancio.

L’anno dopo inizia un vero e proprio calvario: Ashley Cole si frattura un piede e, quando le porte della prima squadra sembrano aprirsi definitivamente, il destino gli presenta il conto con una vena di humor nero. Stesso infortunio di Cole e fine dei giochi, la stagione passa tra ricadute e stop a raffica, l’epilogo è nella semifinale di Champions League contro il Villareal, quando il francese (entrato da pochi minuti in campo) stende Josè Mary in area: rigore e parata di Lehmann, un risvolto che rende meno amaro un anno in cui Clichy racimola appena 11 presenze. La stagione successiva sembra essere quella della svolta: Cole si accasa al Chelsea, lasciando la corsia sinistra tutta per Clichy; c’è sempre il piede, quello destro, a frenarne l’impatto con il nuovo status, ma , dopo due mesi, il suo ritorno in campo sancisce l’inizio della rinascita.

Sono 40 le presenze nel 2006/2007, un bottino ulteriormente incrementato nella stagione successiva: con 49 gettoni è il calciatore dei Gunners con più presenze, una continuità di rendimento che gli porteranno il rinnovo contrattuale ( 4 anni ) ed un posto tra i migliori undici della Premier. Il rapporto con Wenger si cementa, diventa a tutti gli effetti il nuovo titolare della fascia sinistra ed inizia ad entrare in pianta stabile nel giro della Nazionale francese, tanto da essere considerato in patria l’erede di Lizarazu.  “Sono felice di legare il mio futuro all’Arsenal” il picco massimo dell’avventura inglese, parole pronunciate siglando un nuovo accordo, senza immaginare un futuro lontano dai biancorossi. Altri problemi fisici nell’annata 2008/2009: questa volta è la schiena che non gli permette di ripetere la straordinaria cavalcata intrapresa qualche mese prima, nelle trentotto presenze c’è da ricordare il gol  allo Stock City, unica marcatura nel matrimonio londinese. I continui infortuni fanno optare Wenger per un massiccio rinforzo per la fascia sinistra e, nel 2009/2010, Clichy deve affrontare una nuova concorrenza: Kieran Gibbs e Armand Traorè si alternano in difesa, mentre il francese resta fermo quasi tre mesi per i soliti problemi alla schiena. Alla fine sono 23 le partite, la sensazione di essere ripiombato nell’anonimato si ripresenta prepotente, nonostante diverse offerte provenienti dalle maggiori compagini europee, il club londinese decide di puntare ancora su di lui. Nella stagione appena conclusa, i Gunners tornano a vincere un trofeo: la Coppa di Lega torna nella bacheca di Holloway, una boccata d’ossigeno dopo anni passati a ricordare gioie ormai impolverate. Clichy scende in campo 40 volte, in FA Cup segna il suo primo gol in assoluto all’Emirates Stadium (contro il Leyton Orient) ma nel corso dell’anno si fa sempre più pressante il problema relativo al suo contratto. La scadenza è datata 2012, come spesso succede nell’Arsenal, al difensore è offerto un rinnovo annuale, una filosofia che Clichy considera una sorta di declassamento. “Non so cosa farò in futuro” Più volte, negli ultimi mesi, i tabloid inglesi hanno riportato i dubbi e le incertezze di un calciatore con la valigia in mano: Wenger, dopo i tentativi di conciliazione andati a vuoto, ha dato il via libera per la sua cessione, un’occasione unica per la Roma, sempre alla ricerca del rinforzo giusto per la corsia sinistra.

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