Fonseca: la fuga d’amore, l’Africa e la batteria. Ecco l’uomo dietro la maschera

Fonseca: la fuga d’amore, l’Africa e la batteria. Ecco l’uomo dietro la maschera

Il portoghese potrebbe essere il prossimo allenatore della Roma. Scopriamo insieme qualche curiosità della sua vita

di Valerio Salviani, @vale_salviani

Dai confini del mondo, fino al cuore di Roma. Il viaggio di Paulo Fonseca parte da lontano, lontanissimo. In mezzo tante storie da raccontare. In attesa di sapere se sarà davvero il nuovo allenatore dei giallorossi, scopriamo qualcosa in più dell’uomo che si nasconde dietro la maschera di Zorro.

GOSSIP – Fonseca nasce a Nampula nel 1973. Tempi difficili in Mozambico, in guerra con il Portogallo per conquistare l’indipendenza (arrivata nel ’75). Resta in Africa fino a 14 anni, poi si trasferisce a Barreiro. E’ proprio con la Barreirense che inizia la carriera da allenatore ed è qui che conosce nel 1995 la sua prima moglie Sandra (sposata nel 1999), con la quale ha avuto Diego (20 anni) e Beatriz (14). Con il trasferimento in Ucraina cambia tutto. Paulo conosce la giovane Katherine Ostroushko, capo ufficio stampa di Akhmetov, il presidente dello Shakhtar. Per lei il portoghese perde la testa, tanto da lasciare la moglie e risposarsi nel 2018. La location delle seconde nozze è il Lago di Como. Adesso aspettano un figlio. Lei è quella del “se vado alla Dinamo si arrabbia”. Chissà cosa ne pensa di Roma.

CURIOSITA’ – A colpire l’occhio è lo stile sempre impeccabile di Fonseca. Non lo vedrete mai in panchina con una tuta. Con 40 gradi o sotto il diluvio, ci saranno sempre una giacca e una cravatta a vestirlo. Quella per la moda è una vera passione per il portoghese, che ama farsi vestire da stilisti, che cuciono abiti su misura per i suoi 188 cm. Gentleman, ma anche rock. Il tecnico è infatti anche appassionato di musica e si diverte, di tanto in tanto, suonando la batteria. Con Petrachi, figlio di un famoso cantante folk pugliese, potranno formare un’ottima coppia.

GLI UOMINI DI PAULO – Fonseca ha profili social ufficiali su Instagram e Twitter, ma raramente posta momenti di vita privata. Con lui nello Shakhtar lavorano due persone di cui il portoghese si fida ciecamente. Uno è Max Nagorski. Si definisce assistente, ma nello specifico è il suo traduttore. Fonseca parla in portoghese alla sua squadra, con Max a tradurre in simultanea trasmettendo le emozioni e le sensazioni del tecnico (ma lui non lo seguirà a Roma). L’altro è Tiago Leal. Paulo ha scoperto Tiago nel 2014, mentre quest’ultimo stava commentando Stati Uniti-Portogallo. “Capì che avevamo le stesse idee”. Tiago Leal, cresciuto con il Porto di Mourinho e Football Manager, è adesso il suo video analyst.

ZORRO – A rappresentare un pò il carattere di Fonseca c’è il gesto che lo ha reso celebre nel mondo. “Se passiamo i gironi di Champions mi presento in conferenza stampa vestito da Zorro”. Ci riuscì, eliminando il Napoli, e mantenne la parola. Un gesto che per molti adesso è motivo di scherno, ma che descrive il coraggio di Paulo. Ma perché proprio Zorro? “Quando ero piccolo non c’erano molti soldi e il costume di Zorro era quello più facile per mascherarmi a Carnevale”. Per l’uomo partito da lontano, le origini non saranno mai solo un ricordo.

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