Fiorentino: “Il prossimo anno la Roma deve competere per la Champions”

di Redazione, @forzaroma

L’anno prossimo la squadra deve competere per entrare in Champions League. Questa e’ stata una stagione di passaggio, con Pallotta faremo strada”. Paolo Fiorentino, vice direttore generale di Unicredit, fa il punto sul ‘progetto Roma’ al termine della stagione 2011-2012.

Era un anno di passaggio, sono piu’ preoccupato per la mancanza di continuita’ tecnica che per la mancata qualificazione alla Champions League”, dice riferendosi alle dimissioni dell’allenatore Luis Enrique. ”Ci sarebbe piaciuto moltissimo vedere la Roma in Champions ma non era nei programmi. Non e’ una sorpresa”.

Unicredit e’ socia di minoranza della cordata statunitense che, poco piu’ di un anno fa, ha preso in mano le redini del club. ”L‘interlocutore principale e’ Jim Pallotta, con cui siamo molto in contatto. E’ molto interessato affinche’ il progetto decolli. E’ giusto che” gli americani ”siano i principali propositori. L’anno prossimo, evidentemente, la squadra deve competere per entrare in Champions League. Anche noi, ovviamente, siamo interessati affinche’ il brand sia associato ad una societa’ che vince”, dice Fiorentino ai microfoni di ‘La politica nel pallone’ su Gr Parlamento. ”Abbiamo un impegno contrattuale con gli americani per accompagnarli, non necessariamente con il 40%. Abbiamo interesse ad avere un punto di osservazione interno alla societa’. In altre societa’ c’e’ un mecenate. Noi abbiamo in mente una societa’ in cui ci siano diversi azionisti: domani potrebbero anche essere piu’ di due. Con il brand rafforzato, valuteremo la possibilita’ di aprire ad altri soggetti”, dice rispondendo alle domande sull’ipotesi di ridurre la partecipazione di Unicredit.

E’ importante che la societa’ venga rappresentata da Baldini (direttore generale, ndr) e soci. Noi abbiamo fatto un investimento eccezionale sul management: nessuna societa’, in Italia, lo ha cosi’ articolato. Il management deve essere bravo e credibile”, dice riferendosi alla dirigenza del club. ”Vorremmo dare la solidita’ di cui c’e’ bisogno e poi lasciare la possibilita’ di mettere assieme gli asset per competere ai massimi livelli. Noi e gli americani non vogliamo avere interferenza nella gestione manageriale: c’e’ chiara distinzione tra tematiche finanziarie e tecniche”, evidenzia.

A chi prospetta la possibilita’ che la Roma esca dalla Borsa, risponde: ”Gli azionisti di minoranza si stanno assottigliando. Alla fine, per la loro stessa tutela potremmo decidere di non avere una societa’ quotata. E’ una valutazione che dipendera’ dall’adesione agli aumenti di capitale: se gli azionisti di minoranza non sottoscriveranno, diventeranno una quota piccolissima e questo potrebbe portare a valutazioni successive”.

La Roma ripartira’ con un nuovo allenatore dopo l’addio di Luis Enrique. ‘‘A Roma e’ una e’ molto complicato gestire la squadra: il livello di stress e’ pazzesco”, dice soffermandosi sulle dimissioni dell’allenatore spagnolo. ”Non sono un tecnico e non voglio diventarlo. Certamente la squadra poteva fare meglio ma, ripeto, questa era una stagione di passaggio. Spero che il lavoro fatto quest’anno non vada perso”. Alla panchina della Roma viene accostato Vincenzo Montella: ”E’ un nostro cliente ed e’ anche napoletano”, dice sorridendo Fiorentino, partenopeo come l’ex centravanti della Roma.

Dopo la scelta del nuovo allenatore si potra’ pensare in maniera approdondita al mercato. Stiamo facendo valutazioni, mi aspetto proposte finanziarie dagli americani. Poi, dovremo capire con lo staff tecnico quali sono le necessita’. Lo scorso anno sono stati fatti investimenti in gran parte corretti su giovani di talento”, dice.

La rosa attuale comprende una serie di punti fermi. Spicca, ovviamente, il nome di Francesco Totti:‘E’ un asset straordinario, ha un carisma naturale. Va gestito con grande intelligenza, va tutelato”, dice Fiorentino, che non si sbilancia sui nomi di eventuali acquisti. L’identikit ideale comprende ”la determinazione di De Rossi, la passione di Perrotta, l’intelligenza di Totti. La piazza vuole vedere i ‘gladiatori’ in campo e questo deve essere un obiettivo a cui il management, nella selezione del tecnico e dei giocatori, deve puntare”.

Capitolo stadio: A Roma abbiamo fatto partire un processo ovvio in termini di governance per una societa’ quotata in Borsa: abbiamo affidato ad una societa’ terza la valutazione sulle opzioni praticabili. Verra’ presentata una short list al Consiglio: alla fine punteremo su un progetto dopo aver sentito le autorita’”.

«Marra ha dato dimostrazione di sentire le responsabilità in quanto membro del Consiglio d’amministrazione della Roma. Pippo Marra si è correttamente lamentato del livello di comunicazione che passava all’interno del Cda. Ha fatto un legittimo punto della situazione: Marra ha dato una dimostrazione di sentire responsabilità in quanto membro del Consiglio», dice Fiorentino. «Nella riunione successiva, abbiamo fornito il set di informazioni disponibili. Ci lamentiamo che i Consigli siano messe cantate e poi ci sorprendiamo se qualcuno si esprime in pubblico: il nostro è un Consiglio vero», aggiunge. (Adnkronos)

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy