Ecco chi è Radosav Petrovic, il “Vieira di Serbia” raccomandato da Stankovic e Tomic

di Redazione, @forzaroma

(di Andrea Corradetti) Dejan Stankovic e Ivan Tomic. Stessa nazionalità ma destini diversi. Il primo, scuola Stella Rossa, dopo esser stato a lungo inseguito dalla Roma di Sensi, ha fatto le sue fortune sia nell’Inter che nella Lazio, il secondo, invece, made in Partizan, dopo aver vinto praticamente tutto con la squadra del suo paese, alla Roma in realtà ci arrivò veramente, ma di fortune, al contrario del primo, ne trovò purtroppo ben poche.

Cosa li accomuna? La comune stima per Radosav Petrovic. Centrocampista ventiduenne del Partizan Belgrado, entrambi infatti ritengono il giovane serbo come uno dei prospetti migliori di tutto il calcio iugoslavo. Se il centrocampista dell’Inter, infatti, alla domanda riguardo un possibile nome da consigliare alla società nerazzurra, non ha mai praticamente avuto alcuna esitazione, allo stesso modo, infatti, anche l’attuale d.s del Partizan Belgrado, in riferimento ad un’intervista rilasciata tempo fa a violanews.com, si espresse addirittura in questo modo: “Il giocatore è veramente meritevole. La gente crede che sia un centrocampista difensivo perchè gioca vertice basso ed è alto 1,93 metri, ma è riduttivo definirlo così. Ha un gran tocco di palla con entrambi i piedi e possiede un’enorme facilità di dribbling, fa dei numeri per saltare gli avversari che da un giocatore così grosso non ti aspetteresti mai, da questo punto di vista fa impressione. E poi segna, 7 gol quest’anno, di cui 2 da fuori area, uno di questi nel derby con la Stella Rossa. Nel 4-3-3? Solo vertice basso, troppo grosso per fare l’esterno. Se arrivasse in Serie A soffrirebbe magari i primi mesi per i soliti problemi di ambientamento di cui hanno sofferto anche Jovetic e Ljajic, ma è assolutamente pronto. Forse dovrebbe rafforzare la parte superiore del corpo con un po’ di palestra. Entro un anno secondo me può giungere a maturazione, è intelligente e si pone bene di fronte ai sacrifici per migliorarsi. Può diventare il nuovo Vieira, le caratteristiche sono quelle, le potenzialità anche.” Parole queste, però, è bene chiarirlo, che risalgono ormai a circa un anno fa, e che nel frattempo, inoltre, al di là di una crescita esponenziale del giocatore su tutti i punti di vista, sono state anche avvalorate da altri suoi 10 gol, tra i quali uno addirittura realizzato con la propria Nazionale.

Ma quali sono le reali caratteristiche del giocatore? Fortissimo e potentissimo fisicamente, così come detto da Tomic, Petrovic è il classico schermo davanti alla difesa bravo sia nella fase d’interdizione che in quella di proposizione. Leggermente macchinoso nei movimenti, Petrovic però fa del suo spiccato senso dell’anticipo e della sua grandissima abilità nella distribuzione le sue doti principali. Ma Petrovic non è solo questo. Se la sua lentezza nel breve fa sì infatti che, qualora si riesca a torgliergli la palla, il ragazzo interrompa ancora troppe azioni, al contrario, invece, la sua straordinaria abilità nell’accellerazione e nel dribbling stretto, fa sì invece che in fase d’attacco il giocatore, grazie soprattutto alla sua prestanza fisica, diventi a tutti gli effetti un pericolo numero uno. Altre doti? Un destro potentissimo e un’incredibile colpo di testa sui calci d’angolo. Insomma un giocatore da prendere subito e Sabatini, rincuorato della possibilità di ingaggiare, cessioni permettendo, anche un altro calciatore extra-comunitario, sembrerebbe fortunatamente averlo capito. Così come testimoniato ieri sera dal suo agente, infatti, l’improvvisa chiamata di un fortissimo club italiano, il cui dirigente – ha detto Radonjic – presto sarà ad Amsterdam per parlare con il giocatore, ha fatto sì infatti che Petrovic rifiutasse senza indugi l’offerta del Vitesse e che clamorosamente, entro dieci giorni – sempre per bocca del suo agente – l’affare potrebbe addirittura concludersi. Sbaglio o, a breve, il buon vecchio Walter sarà di passaggio in Olanda?

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