Disordini Olimpico, Steward: “Rischiamo la vita per 37 euro…”

“Come me anche tanti altri colleghi sono amareggiati. Siamo esposti a rischi troppo elevati. C’e’ bisogno di una maggiore sicurezza all’interno dello stadio”

di finconsadmin

Da nove anni fa lo steward e si occupa della sicurezza allo stadio. Trentasette euro a partita, per rischiare e magari prendere le botte come ieri. L’Olimpico e’ ormai una seconda casa per lui e di scontri e tafferugli ne ha visti tanti. Per ultimo quello di ieri sera quando un gruppo di tifosi del Cska Mosca, non riuscendo a raggiungere il settore dei giallorossi, ha aggredito proprio gli steward picchiandoli. “La polizia e’ arrivata dopo cinque minuti, eppure la celere era li’, sono intervenuti quando cinque di noi erano gia’ a terra”, racconta F.T neanche trenta anni.

 

“Come me anche tanti altri colleghi sono amareggiati – dice – guadagniamo appena 37 euro a partita e ogni volta siamo esposti a rischi troppo elevati. C’e’ bisogno di una maggiore sicurezza all’interno dello stadio”.

“Era un agguato studiato a tavolino”, racconta lo steward che porta ancora i segni sul volto dei tafferugli di ieri sera – E’ solo un graffio – racconta – ma per molti dei miei colleghi le cose sono andate diversamente. La polizia e’ intervenuta almeno cinque minuti dopo l’inizio dei tafferugli”.

 

quei momenti ricorda ogni minimo particolare. “I tifosi russi erano tranquilli nel loro settore, quando, dopo l’ennesimo goal della Roma, abbiamo notato uno strano comportamento – dice – le ragazze si allontanavano e restavano solo alcuni ultra’ a complottare fra di loro. Improvvisamente si sono alzati le magliette sul volto, hanno indossato gli occhiali scuri e si sono lanciati contro di noi, che stavamo formando due cordoni di protezione tra il settore ospiti e la curva nord, dove c’erano i romanisti”.

 

 

Pettorina gialla e casco di protezione sulla testa, gli steward hanno provato a fermare l’avanzata dei tifosi moscoviti, finendo pero’ per essere picchiati e malmenati. “Abbiamo provato in tutti i modi a frapporci a loro, ma non siamo addestrati per le sommosse, alcuni sono andati in panico, altri sono rimasti feriti a terra – sottolinea – solo dopo cinque minuti almeno e’ arrivata la polizia che ha disperso i tifosi senza neanche caricarli”.

 

“Probabilmente le due tifoserie erano troppo vicine, una maggiore distanza avrebbe evitato il lancio di fumogeni e il tentativo di aggressione. Ai tifosi ospiti, infatti, era stato destinato uno spicchio dei distinti, proprio accanto alla curva nord, occupata invece dai romanisti – racconta – L’altro settore dei distinti, quello vicino alla Tevere, era pero’ completamente vuoto. In casi analoghi si procede a spostare la tifoseria di casa negli spazi vuoti piu’ lontani dal settore ospite, in modo da evitare ogni tentativo di contatto. Ancora non mi spiego perche’ ieri sera questo non sia avvenuto”. “Purtroppo – conclude con un pizzico di amarezza – in tanti anni ho assistito a scontri e tafferugli di ogni tipo: ero all’Olimpico alla finale di coppa Italia, quando spararono a Ciro Esposito fuori dallo stadio, ed ero qui quando mori’ Gabriele Sandri. E’ ora di dire basta”

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