DECENNALE SCUDETTO 2001 Quando le paure rendono più forti

di finconsadmin

(di Daniele Petroselli) Quando è il tuo anno, lo capisci da tante cose. Perdi di due reti, rimonti e vinci, oppure quando ottieni un successo insperato all’ultimo minuto. Oppure se trionfi mettendo a segno tutte le opportunità che ti capitano. Il 2011 è stato anche questo, ma l’inizio è di quelli da incubo.

Dopo lo scudetto della Lazio, si sogna la vendetta e la squadra è quella giusta. E’ arrivato anche il bomber tanto atteso, Gabriel Batistuta, e l’obiettivo è quello di vincere tutto, di sognare in grande. Ma l’esordio è amaro, di quelli da lasciare il segno. Il 4-2 di Bergamo contro l’Atalanta agli ottavi di Coppa Italia scatena le ire dei tifosi, che accorrono a Trigoria: l’atmosfera è tesa, ci scappa qualche colpo proibito (e non solo). Ma è all’interno di quelle mura in una serata di settembre che nasce la Roma da scudetto. Come ricorderà Totti qualche tempo dopo, i giocatori si ritroveranno lì tutti insieme, uniti da una promessa: che quelle scene non si ripetano più. E per farlo bisognerà fare qualcosa di grande. E nel giugno del 2001 sarà così. Un sogno lungo tanti anni, troppi, cullato, accarezzato, ma che in certi frangenti è anche sembrato sfuggire inesorabilmente dalle mani. Come in aprile, quando in sette giorni la Fiorentina ferma la corsa giallorossa. La botta è forte e nell’incontro successivo con il Perugia ecco tornare gli incubi. Sotto di due reti, arriva la rimonta dal sapore polemico. Ad Udine sembra tutto ritornare sui binari giusti, ma il derby pareggiato nel finale sembra di nuovo mettere qualche tarlo nelle menti di tutti. “E se anche questa volta ci andasse male?”, è la frase che gira come una trottola nella testa dei tifosi, un pensiero fisso che ti toglie serenità in un momento in cui sei così vicino al traguardo. E invece l’impresa di Torino spezza ancora ogni dubbio: sì, è fatta, manca davvero l’ultimo sforzo. Neanche i pareggi con Milan e Napoli riescono più a mettere in discussione il risultato finale. Se c’è qualcuno che ha meritato questo scudetto è solo la Roma. Perché le imprese si costruiscono non solo con grandi gioie, ma anche con grandi dolori. E chissà se ci sarebbe stato tutto questo senza quell’Atalanta-Roma…

 

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