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DECENNALE SCUDETTO 2001 …le emozioni di un lupacchiotto diventato ormai grande…

(di Andrea Corradetti) 17-6-2001- “Questo giorno lo aspettavo da non so quanto e ancora stanotte stento a credere che sia finalmente arrivato.

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(di Andrea Corradetti) 17-6-2001- "Questo giorno lo aspettavo da non so quanto e ancora stanotte stento a credere che sia finalmente arrivato.

Stamattina mi sono svegliato con la tremarella alle gambe e dalle 8 fino alle 13 di pomeriggio ho seguito tutte le varie trasmissioni per sapere le ultime novità sulle formazioni. Volevo sapere tutte le condizioni fisiche dei giocatori ed avevo anche staccato il telefono. Erano le 13.30 ed io faticavo anche a mangiare perché aspettavo con ansia l’inizio della partita. Nella mia testa infatti c’era un conto alla rovescia ed il mio cuore batteva come mai. Posizionatomi sul mio divano, con tutta la mia famiglia, man mano che passavano i minuti il terrore saliva e la diretta di Stream sembrava non iniziare mai. Mancavano finalmente cinque minuti e Carlo Zampa incitava tutta la folla gridando uno per uno i nomi dei nostri giocatori. Ragazzi che Olimpico! Ogni tifoso aveva una bandiera e sembrava che tutto il mondo fosse diventato giallorosso! La partita nel frattempo era cominciata ed io ero praticamente fuso, troppa era la paura di perdere un campionato dominato sin dalla prima giornata. La Roma ha cominciato subito bene ma fino al quindicesimo minuto i nostri attacchi ancora non erano stati pericolosi. All’improvviso, mentre il vantaggio della Juventus cominciava a concretizzare le mie paure, il mio Capitano ha fatto espodere tutta Roma sbloccando su assist di Candela la nostra partita. Mentre Totti correva sotto la curva in lacrime, io sono saltato in braccio a papà e credo di averlo stretto come non ho mai fatto.

Il mio sogno si stava avverando ma ancora ci voleva del tempo. Ci volevano proprio loro, i miei due eroi, ossia Top Gun e Re Leone. Grazie ad un guizzo di Montella e un tiro vicino al palo di Batistuta la Roma si era portata infatti sul 3-0 e i giochi erano ormai fatti. Oramai era fatta, i giallorossi stavano diventando Campioni d’Italia dopo diciotto anni e tutto era pronto per la festa. Con la partita ormai in cassaforte con la mia famiglia avevo deciso dunque di uscire da casa e dirigermi verso Testaccio. Ma neanche il tempo di salire in macchina che sono caduto nel dramma. Invasione di campo e partita sospesa. Ho passato questi minuti facendo il segno della croce ogni due secondi e Dio mi ascoltò. La partita infatti riprese e dopo tre minuti tutto si avverò. Abbiamo scucito lo Scudetto ai laziali e io sto vivendo il giorno più bello della mai vita.

Per la cronaca, quel bambino ero io e questo tema fu consegnato alla mia maestra la bellezza di 9 anni e 364 giorni fa. Quanto presi? Forse l’insegnante si fece prendere dalla nostra comune fede…OTTIMO!