De Sanctis: “Oggi era una gara difficile. Dovevamo essere il più pragmatici possibile”

Il portiere giallorosso nel post partita: “I tifosi hanno 3 strade: continuare ad incitare la propria squadra, rimanere indifferenti oppure prendersela in modo forte coi calciatori”

di Redazione, @forzaroma

Al termine del match contro tra Cesena e Roma, terminato 1 a 0 in favore dei giallorossi, Morgan De Sanctis è intervenuto ai microfoni di Mediaset Premium. Di seguito le sue dichiarazioni:

 

DE SANCTIS A MEDIASET PREMIUM

Conta solo vincere in questo momento?
Funziona meglio se si dà tutto per vincere, e non vincere ad ogni costo. Ma purtroppo siamo in una situazione non felice dal punto di vista dei risultati, quindi dobbiamo essere il più pragmatici possibile. Oggi è stata una gara difficile, il Cesena pressava tanto, si difendeva in maniera ordinata, e poi giocava in maniera particolare con il centravanti che indietreggiava per le sponde. Una volta fatto il gol nel primo tempo, siamo stati bravi e ordinati a non concedere tanto agli avversari.

Ritroverete bene la Roma dopo la sosta?
Serve ritrovare un pochino di tranquillità, saremmo degli scellerati se pensassimo che tutto d’incanto i problemi che non ci hanno permesso di ottenere i risultati che speravamo siano stati risolti con questa vittoria. C’è stato sacrificio tra i compagni, abbiamo la qualità per uscire da questa situazione e così potremo fare benissimo le prossime partite.

Raccontaci cosa è successo in curva giovedì.
Non so se avrò l’opportunità di manifestare il mio pensiero alle alte cariche dello stato al Viminale. Sono anche un consigliere federale, oltre che calciatore. E mi piacerebbe farlo. Non so se verrà richiesta la mia testimonianza. Parteciperò al consiglio e vorrei parlare a Tavecchio. Le istituzioni non devono lamentarsi di quello che è successo. Le istituzioni ci avrebbero potuto dire di non andare, ci sarebbe potuta essere una comunicazione per non farci andare sotto la curva. Invece i giocatori vanno li, e se si va lì si spegne la rabbia e la contestazione perché i tifosi si sfogano contro i noi calciatori. Non uso giri di parole, il fatto che siamo andati li a subire il pubblico ha sicuramente alleggerito il lavoro che le istituzioni fanno. Vanno dette queste cose, poi possono dire altro, ma dovrebbero anche esercitare la loro forza e il loro potere decisionale invece di parlare di chi queste cose le subisce.

 

DE SANCTIS A ROMA TV

 

Importanti i 3 punti, ma miglioramenti anche dal punto di vista della pretazione.
Bene soprattutto nel primo tempo. Ci siamo creati occasioni da gol e meritatamente ci siamo riusciti verso lo scadere: Daniele è stato bravo ad approfittare di una respinta corta. A quel punto il trend della partita è stato quello. Nel secondo tempo abbiamo creato qualcosa di meno ma l’attenzione difensiva non ha fatto creare alcuna situazione di pericolo. Sapevamo che giocavano su Djuric, sulle seconde palle, gli inserimenti di Defrel, ma tutti hanno fatto un ottimo lavoro. Tre punti importanti, ma adesso queste 2 settimane devono continuare a darci l’opportunità di migliorare e non abbassare la guardia. Nelle prossime 10 partite possiamo ancora toglierci delle soddisfazioni, vogliamo che questo avvenga.

De Rossi questa situazione la recepisce in modo particolare. Come l’avete sentita voi prima di scendere in campo, con la Lazio lì?
Il momento è particolare. I tifosi hanno 3 strade: continuare ad incitare la propria squadra, l’indifferenza oppure prendersela in modo forte coi calciatori. Non siamo indifferenti a questo. C’è qualche calciatore che riesce a metabolizzare questo momento con più personalità perché c’è già passato o ha più carisma ma non è certo facile. Il primo passo lo dobbiamo fare noi con le prestazioni, i risultati, la dedizione, il lavoro e riporteremo i tifosi dalla nostra parte. Quelli, una minoranza, che manifestano la loro disapprovazione per risultati che sono mancati.

Un parere su Ucan.
Ho giocato in Turchia, vedo ancora qualche partita del campionato turco quando ho tempo. Ho conservato delle amicizie a Istanbul, ogni tanto seguo il campionato dunque lo conosco bene. E’ uno dei maggiori talenti del calcio turco di adesso. Non è una sorpresa vederlo giocare bene in Serie A; è stata una sorpresa vedere il mister che l’ha schierato in questo contesto di difficoltà, ma significa che è pronto dal punto di vista caratteriale. Ha avuto tanti problemi dal punto di vista fisico e nessuno può giudicare il suo cammino qui senza contare questo fatto. E’ un talento assoluto. Tutti gli siamo vicini, l’italiano lo sta imparando. E’ un percorso lento e faticoso. Sono stato a Istanbul, non è stato facile col turco, immagino lo stesso con l’italiano per lui, me l’ha detto. E’ giovane, ha il tempo dalla sua parte. Vedrete che aspettarlo darà risultati.

Quanto è stato difficile compattarvi dopo la sconfitta contro la Fiorentina?
Il processo di compattamento è molto più veloce quando si perde o quando ci sono momenti complicati. Ma non ci deve appartenere, non doveva succedere. L’intelligenza e la sensibilità dei giocatori non può essere messa in discussione, non siamo indifferenti agli insulti. Poi uno, somatizza, guarda avanti, io ho subito altre situazioni di difficoltà e se ne esce. Però non è facile. Condivido le parole di Sabatini che in quel confronto acceso, anche di cattivo gusto, con qualche tifoso quando ha espresso il concetto di stare vicino alla squadra. Così si aiutano i giocatori a fare meglio il proprio lavoro. Poi ripeto, sta a noi ricreare l’entusiasmo, il senso di appartenenza verso i giocatori che quest’anno vestono la maglia della Roma.

 

MORGAN DE SANCTIS A SKY SPORT

 

La Roma si è ritrovata in questa vittoria?
Per noi i tre punti erano fondamentali. E’ limitativo pensare che si deve vincere a tutti i costi però noi dovevamo farlo. Abbiamo fatto una partita ordinata e brillante nel primo tempo. Poi abbiamo controllato per tutta la partita le manovre offensive del Cesena che si basavano su Djuric e quindi sulle seconde palle.

Bel momento l’abbraccio di De Rossi con la panchina.
E’ evidente che da questo momento delicato se ne usciva tutti assieme. Siamo stati circondati e quindi la reazione è quella di un gruppo che sa quello che fa ma deve farlo meglio. Mi sento di poter dire, come consigliere dell’associazione calciatori e consigliere federale, anche che il Viminale dice che non è contento di aver visto quelle scene. Non lo siamo neanche noi. Le istituzioni potevano avere una comunicazione migliore nella serata di giovedì. Quando si esprime la non contentezza, bisogna anche fare delle riflessioni profonde. Non siamo contenti di andare li sotto ed essere insultati. E’ un immagine del nostro calcio che non può passare. Le istituzioni non si devono sentire in dovere di dire:  “perché lo avete fatto?“. Erano affianco a noi, e chiederò delle spiegazioni al presidente federale. Non è bello che passi il concetto che i giocatori abbiano deciso di farlo da soli. Così oltre al danno anche la beffa. Noi non siamo stati bloccati. Se le istituzioni dicono che ci pensano loro allora noi decidiamo di non andarci. Stiamo parlando di una deformazione dello sport. Il calciatore che si espone al pubblico ludibrio, poi non può essere richiamato per averlo ricevuto. Considerato che nessuno ha detto che non dovevamo andare sotto i tifosi. Non ho sentito nessuno delle istituzioni, soltanto qualche editoriale sui giornali ci ha fatto sentire la vicinanza.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy