Ciao Vujadin

di finconsadmin

(AsRoma.it) – Approdato alla Roma nell’estate del 1992 con un incarico d’altri tempi – Direttore Tecnico con Narciso Pezzotti allenatore – Vujadin Boskov traghettò la squadra giallorossa in una stagione rimasta per diverse ragioni nella memoria di tutti. Boskov, negli ultimi mesi della breve gestione di Giuseppe Ciarrapico, seppe contrapporre alle incertezze legate al futuro societario una squadra in grado di tramutare l’incostanza in imprevedibilità. E viceversa. Quella squadra, con Giuseppe Giannini capitano e miglior realizzatore giallorosso in campionato, pur tra mille difficoltà riuscì a dimostrarsi battagliera raggiungendo i quarti di finale di Coppa Uefa (sconfitta 2-0 a Dortmund dopo l’1-0 imposto all’andata ai gialloneri del Borussia) e soprattutto la finale di Coppa Italia, quella della doppia sfida con il Torino giocata con il giovane Patrizio Fimiani in porta: 3-0 per i granata e 5-2 per i giallorossi all’Olimpico, un’incredibile rimonta soltanto sfiorata con tre reti di Giannini e una a testa per Ruggiero Rizzitelli e Sinisa Mihajlovic, quest’ultimo voluto in giallorosso proprio da Boskov.

E fu proprio Boskov a decidere l’esordio in Serie A di Francesco Totti, mandato in campo al posto di Rizzitelli il 28 marzo del 1993 nei minuti finali di una trasferta, quella di Brescia, che fece sognare una qualificazione europea sfumata tra le mille difficoltà di un finale di campionato fatto di sette pareggi e due sconfitte.

Quella più incredibile arriva in casa, contro il Toro: sotto per 4-2 a mezzora dalla fine i ragazzi di Boskov pareggiano grazie a Thomas Haessler e Antonio Comi. Poi il 5-4 granata con un rigore di Enzo Scifo. “La verità”, disse Boskov negli spogliatoi, “è che dopo il 4-4 ci dovevamo accontentare, invece ci siamo fatti trascinare dalla foga. Volevamo regalare qualcosa in più a questo pubblico stupendo”. Lo stesso pubblico oggi lo saluta insieme a noi: ciao Vujadin.

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