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Caos rigore in Juve-Roma, Orsato: “Non è colpa mia se Veretout ha sbagliato”

LaPresse

Le parole dell'arbitro che si spiega con Cristante negli spogliatoi

Redazione

Il rigore assegnato alla Roma sul finale del primo tempo contro la Juventus ha portato molte polemiche. Orsato ha infatti fischiato nel momento del contatto tra Szczesny e Mkhitaryan quando un istante dopo Abraham manda il pallone in rete. Ma il gioco era fermo e così viene assegnato il penalty, sbagliato da Veretout. Queste le parole di Orsato mentre prova a chiarirsi con Cristante a fine primo tempo: "Il portiere esce e fa fallo da rigore, poi c'è fuorigioco - chiamato dall'assistente -  fischio e si fermano tutti. E se non fischio? Il vantaggio sul rigore non si dà mai. Vorresti dare la colpa a me perché avete sbagliato il rigore?". Nel post partita l'episodio è stato oggetto di analisi dell'ex arbitro LucaMarelli: "L'assist ad Abraham arriva da un tocco di mano di Mkhitaryan, l'errore di Orsato è, quindi, meno grave di quello che pensavamo all'inizio. Con la mano destra l'armeno ha un tocco volontario con la mano per passarla ad Abraham: se fosse stato dato il  vantaggio alla Roma, in ogni caso il VAR avrebbe corretto la decisione e dato il rigore", ha detto a Dazn.

Cosa dice il regolamento

Il regolamento, però, non supporta la tesi di Orsato: "Il vantaggio non deve essere applicato in situazioni concernenti un grave fallo di gioco, una condotta violenta o un’infrazione che comporta una seconda ammonizione, a meno che non ci sia una chiara opportunità di segnare una rete". E l'episodio del rigore fischiato dall'arbitro internazionale, avendo interrotto il gioco prima del gol di Abraham, non rientra in nessuna delle tre casistiche citate dal regolamento. Anche in una di queste tre situazioni, la presenza della 'chiara opportunità di segnare una rete' - in questo caso il tap-in all'interno dell'area a disposizione di Abraham - avrebbe comunque fatto decadere la possibilità di interrompere il gioco. Inoltre lo sviluppo dell'azione è molto veloce e la giocata del 9 della Roma, successiva al fallo di Szczesny, arriva nell'immediatezza degli 1-2 secondi indicati dal regolamento come tempistica all'interno della quale si può attendere la concretizzazione del vantaggio.