Cafù: “Enrique ha bisogno di tempo. La mia famiglia tifa ancora Roma”

di Redazione, @forzaroma

Marcos Cafu, esterno della Roma Campione d’Italia 2000-2001, nella mente dei tifosi con il soprannome di “pendolino”, è intervenuto ai microfoni di Rete Sport:

Cosa faccio in questo periodo? Lavoro con la FIFA e con altri marchi, ho un’azienda di promozione e vendita in Brasile. La politica? Pochissima. Perché non sono rimasto sul campo? Ho preferito una scelta diversa. Non so se farò l’allenatore, non mi piacerebbe farlo ora ma potrei cambiare idea. Comunque il calcio fa ancora parte della mia vita. Se come allenatore sarei più Zeman o Capello? Farei un mix tra entrambe le tipologie. Se sento ancora qualcuno della squadra del 2001?Parlo con Conti, Pradè e quando vengo in Italia trovo sempre qualcuno. Parlo anche con tutti i brasiliani. Se mi manca solo la Coppa UEFA? Ci ho giocato pochissimo.Differenza tra uno scudetto a Roma e uno a Milano? E’ bello da qualsiasi parte, sia a Roma che a Milano. E’ vero che dopo diciotto anni l’abbiamo vinto a Roma, forse a Milano sembra più facile ma la sensazione è bella da qualsiasi parte. La sensazione nell’alzare la Coppa del Mondo? Non si riesce a capire l’emozione che abbiamo avuto. Se conosco Dodò? Non lo conosco molto bene. Chi è migliore tra Dani Alves e Maicon? Tutti e due dai (ride, ndr). Se somiglio più a Dani Alves che a Maicon? E’ più ala che terzino destro, loro vanno bene ovunque. Se mi piacerebbe giocare più come ala al Barcellona o all’Inter da terzino? Ovviamente al Barcellona. Se sto seguendo la Roma? Un po’ sì, parlando con amici di Roma. Che idea mi sono fatto? Spero bella per la Roma, Luis Enrique ha idee che dobbiamo rispettare. Quando il risultato non arriva l’allenatore è sempre in dubbio. Quant’è difficile tentare di portare qualcosa di nuovo nel campionato italiano? E’ questione di tempo e pazienza. Il problema è che il calcio è basato sul risultato, bisogna avere tempo e pazienza. Lui è un bravo allenatore, ma il tifoso non riesce a rispettare il tempo che bisogna concedere. Se Neymar può arrivare allo stesso livello di Messi? Senza dubbio, lui è uno dei più forti giocatori brasiliani. Negli ultimi dieci anni nessuno come lui. Non si può paragonare a Messi, lui può arrivare ai suoi livelli andando in Europa, altrimenti difficilmente lo farà. Se conosco Marquinho? Marquinho (ride, ndr)? Può darsi che l’ho visto, ma non mi ricordo il nome. Se c’è un giocatore in Brasile su cui puntare?  Lucas Moura. Se i miei familiari tifano ancora Roma? Certo, ancora tifano Roma”.

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