Bruno Peres: “Scudetto? Basta Juve, possiamo vincerlo noi. Difesa a 4? Nessun problema” – GALLERY – AUDIO – VIDEO

Il nuovo terzino giallorosso in arrivo dal Torino si presenta alla stampa e ai tifosi

di Redazione, @forzaroma

A poco più di 48 ore dal suo arrivo a Fiumicino, Bruno Peres non perde tempo e si presenta subito nella sala stampa di Trigoria. Un acquisto tanto atteso da tutto il mondo Roma, in particolare da Spalletti che lo ha richiesto a gran voce. Poco fa il primo allenamento con i nuovi compagni, ora la conferenza di presentazione per rispondere alle domande dei cronisti e per presentarsi pubblicamente ai tifosi giallorossi.

Prima delle conferenza, prende la parola il direttore generale della Roma Mauro Baldissoni: “Sapete che oggi presentiamo un giocatore che la Roma ha seguito per diverso tempo. Vi posso svelare che già da prima che venisse in Italia avevamo avuto occasione di parlare con i suoi agenti e in qualche modo avvicinarci ad un’ipotesi di acquisizione, poi non fu possibile all’epoca. Questo è un momento che corona un lungo percorso di corteggiamento tra noi e Bruno. Il giocatore nel frattempo ha avuto modo di conoscere il campionato italiano, ha giocato 68 partite con la maglia del Torino segnando 7 gol se non sbaglio, a conferma delle sue caratteristiche che ben conoscete. E’ un giocatore capace di essere anche molto efficace anche in fase offensiva, è in testa a tutte le classifiche di rendimento per numero, valore assoluto, percentuale di dribbling riusciti e di azioni decisive, che siano gol o assist, tra tutti i difensori del campionato italiano. Siamo ben felici di presentare alla Roma Bruno Da Silva Peres“.

Qui la conferenza di presentazione di Bruno Peres:

Oggi primo allenamento con i nuovi compagni. Che impressioni hai avuto? Hai parlato con Spalletti? Cosa ti ha detto?
Prima di tutto buonasera a tutti. Sono contentissimo, mi hanno abbracciato, mi hanno ricevuto molto bene. Sono contentissimo di arrivare alla Roma, una grande squadra. Ho parlato un po’ con Spalletti di tattica, di come mi posso comportare giocando a 4. Gli ho detto che per me non è un problema, che posso giocare a 4 e a 5. Mi ha chiesto di lavorare e di migliorare sempre e questo ce l’ho già in testa.

C’erano molte squadre interessate a te. Perché hai scelto proprio la Roma?
Io non sapevo quali fossero tutte le squadre che avevano interesse, se fosse vero o no. Sono andato in vacanza e non ho saputo niente. Il mio agente era al lavoro, quando mi ha detto che aveva chiuso con la Roma ero contentissimo perché sapevo che è una grande squadra che mi darà l’opportunità di crescere. Possiamo anche vincere lo scudetto. Questo per me è importantissimo, come giocare la Champions. Indossare la maglia di una grande squadra per me è importante.

Da quando è passato Ventura a Trigoria, il giorno dopo la trattativa ha fatto un salto di qualità. Pensi che il tuo ex allenatore abbia messo una buona parola?
Sono contentissimo. Non posso dirlo al 100%, ma credo che abbia avuto una parolina buona per me che mi ha aiutato. Credo che abbia parlato bene di me e mi abbia aiutato a fare questo salto di qualità.

Domanda per Baldissoni: C’è nervosismo della tifoseria per questo nuovo controllo video all’ingresso allo stadio. Sarà complicato parcheggiare e le barriere sono rimaste. La società sta facendo qualcosa per provare a rendere più fruibile l’ingresso all’Olimpico?
Baldissoni: “In questi 2 anni lo stadio Olimpico è stato oggetto di una serie di misure di sicurezza che sono state ritenute necessarie da chi è responsabile dell’ordine pubblico e noi ci siamo dati molto da fare per cercare di trovare una soluzione che non penalizzasse la fruizione dello stadio da parte dei tifosi, ovviamente salvaguardando le esigenze di sicurezza che le forze di Polizia sono tenute a perseguire. Nella fattispecie credo ci sia anche stato un grande equivoco, non cambia nulla nell’accesso allo stadio rispetto all’anno scorso. Le telecamere ai tornelli ci sono da più di 2 anni, come tra l’altro in tutti gli stadi. Credo che il Ministero degli Interni abbia soltanto acquisito un nuovo software che possa aiutare a fare la comparazione tra le persone che entrano ed eventuali latitanti, presunti terroristi o persone che abbiano già commesso reati e che già sono presenti nel database della Polizia, che già sono ricercati. Non ha niente a che vedere con l’accesso allo stadio, è semplicemente uno strumento che loro usano a livello investigativo e che si aggiunge a quelle che sono le loro attività normali al fine di salvaguardare la sicurezza e non nel tentativo di peggiorare l’attività di accesso allo stadio per i tifosi. Per quanto riguarda la circolazione attorno allo stadio, sapete tutti che in questo periodo ci sono delle situazioni particolari legate alle minacce terroristiche. La Questura ci ha spiegato che è necessario tenere sgombre le arterie di accesso. Al di là delle normali possibilità di parcheggio nelle aree attorno allo stadio, non verrà consentita la possibilità di parcheggiare in divieto di sosta o al centro delle strade o in seconda/terza fila. Questo sempre per motivi di salvaguardia generale e per quelle che sono le esigenze di sicurezza in un contesto internazionale particolare. Quando si esauriscono i parcheggi legittimi nei dintorni dello stadio, si tenderà a favorire il parcheggio in zone predisposte e raggiungibili attraverso il potenziamento dei servizi pubblici. Queste sono misure che riguardano la sicurezza generale, non riguardano il rapporto con la tifoseria nella fattispecie, anche se ovviamente vanno ad incidere sulle abitudini dei tifosi. Noi continueremo a fare tutto quello che possiamo fare per poter ristabilire quello che dovrebbe essere normale, cioè la fruizione di un evento sportivo come un evento di gioia. Sapete di tutte le iniziative che abbiamo introdotto nel corso degli anni affinché sia così per le famiglie, i bambini e per tutti. Insistiamo con un concetto da cui nessuno deve retrocedere nell’interesse generale: non ci deve essere un’associazione tra tifoso e criminale o tifoso e sicurezza. Il tifoso di per sé è semplicemente qualcuno che si reca allo stadio per vedere una partita. Le misure di sicurezza devono riguardare o situazioni di ordine pubblico o chi eventualmente commette reati, non la figura del tifoso in assoluto. Questo è un concetto per noi imprescindibile e dal quale noi non retrocediamo in tutte le discussioni che abbiamo con tutte le forze di sicurezza, ma devo dire che troviamo assolutamente ascolto. Il nostro obiettivo, condiviso con un percorso che abbiamo cominciato già all’inizio dell’anno scorso con l’introduzione delle barriere, è quello di arrivare all’eliminazione di tutte le barriere, non solo alla rimozione di quelle in curva Sud. Non a caso stiamo progettando un nuovo stadio che non le prevederà. Riteniamo che sia un obiettivo di tutti, non soltanto delle società di calcio ma sicuramente anche delle forze di Polizia, arrivare ad una situazione che consenta l’eliminazione di tutte le barriere”.

Tu vieni da Torino, dalla sponda opposta alla Juventus. La Juve è stata una grande rivale per te in questi anni e tu sai che è una rivale storica per la Roma. Pensi che avrete la possibilità di dare fastidio alla Juve in questo campionato?
Sono sicuro che saranno sempre miei rivali, dal Torino alla Roma. Abbiamo una squadra fortissima, abbiamo tanti calciatori fortissimi e credo che possiamo fare un anno diverso. Credo che si possa lavorare e fare un anno diverso per la Roma e vincere lo scudetto. Basta vedere la Juve vincere lo scudetto, io non ce la faccio più! Ho detto pure a loro che quest’anno lo scudetto deve essere nostro. Sono sicuro che con questa squadra e con il nostro allenatore possiamo fare bene.

L’infortunio di Mario Rui ha accelerato la trattativa? Sei pronto per giocare anche a sinistra?
Io non ho saputo niente della trattativa. Sono andato a dormire e quando mi sono svegliato avevo 50mila chiamate perse del mio agende che mi diceva di cambiarmi, di prendere due/tre maglie e di andare a Roma, che dovevo firmare il contratto. Era una cosa che aspettavo da tanto tempo, finalmente siamo riusciti a chiudere bene e speriamo di fare alla grande. Posso giocare anche a sinistra, l’ho fatto anche al Torino. Per me è uguale.

Domanda a Baldissoni: Qual è la situazione di Paredes? Le parole di Spalletti ieri lasciavano intendere che il giocatore avesse chiesto di partire. E’ così?
Baldissoni:No, non è così. Spalletti ha detto che il giocatore si aspetta di giocare con continuità, e quindi, visto che riceve delle proposte da parte di altre squadre, può essere interessato a considerare questo aspetto, ma non ha chiesto di partire. Non si permetterebbe mai di farlo, e comunque non decide soltanto lui. Quindi continuiamo a dire che Paredes è un giocatore della Roma con soddisfazione di tutti“.

Quali sono le tue condizioni fisiche? Ti senti pronto per giocare già sabato contro l’Udinese?
Le mie condizioni sono a posto, sono al 100%. Ho fatto il ritiro con il Toro, mi sono allenato, ho giocato anche una partita e credo sarò a disposizione del mister, sia se mi vorrà far giocare che se mi vorrà mettere in panchina. La cosa più importante è che sarò disponibile per aiutare la Roma contro l’Udinese.

Domanda a Baldissoni: può spiegarci cosa è successo tra Castan e la Sampdoria? Il Torino è subentrato alla Samp negli accordi con la Roma?
Baldissoni:Non credo sia successo niente tra Castan e la Sampdoria. Semplicemente Castan, che è un grande giocatore, aveva l’interesse di varie squadre, tra cui la Samp che ce l’ha chiesto e l’abbiamo trasferito lì. Evidentemente dopo qualche settimana quelle che sono state le valutazioni tecnico-tattiche e il dibattito hanno fatto sì che l’interesse sempre presente del Torino fosse ritenuto preferibile dal calciatore. Quello che si aspetta possa essere meglio per lui ovviamente sarà meglio anche per noi. Quindi è una valutazione in corso, semplicemente questo“.

Visto che la trattativa si è sviluppata molto velocemente, volevo chiederti: cosa hai pensato appena hai saputo che saresti stato acquistato dalla Roma? Hai preso la maglia numero 13 che fino a qualche mese fa era di Maicon. E’ un giocatore a cui tu ti ispiri? L’hai presa proprio per lui?
La trattativa è stata molto veloce: mi sono addormentato come calciatore del Toro e mi sono svegliato come giallorosso. Io sono stato contentissimo quando ho ricevuto la notizia, e sono contentissimo di essere qua e di indossare questa maglia. Ho preso la 13 non solo per Maicon, anche se è un idolo per me. Io volevo la 33 che era quella che avevo prima, ma ce l’ha Emerson che è un mio amico con cui ho già giocato insieme. Per me l’importante non è il numero di maglia ma quello che farò in campo.

Oltre a Maicon, nella Roma ha militato anche un altro campione brasiliano nel tuo stesso ruolo, che è Cafu. Senti la responsabilità di dover raccogliere la loro eredità?
Per me è un grande piacere stare qua, anche per quello che mi ricordo di Cafu e di Maicon che sono due grandi calciatori. Voglio fare come loro due, che hanno fatto molto bene qua. Aspetto di fare il mio meglio e fare la mia storia qua dentro.

Puoi garantire anche la copertura a centrocampo sia a destra che a sinistra in un ipotetico 3-5-2?
Sì, per me la cosa più importante è aiutare la Roma, indipendentemente dal ruolo in cui il mister mi farà giocare. Ho già giocato a 3, a 4 e a 5, a centrocampo, terzino e mediano. Per me non c’è problema, la cosa più importante è fare bene e aiutare la Roma che è la cosa più importante per me.

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