Boniek: “Non avrei venduto Alisson, ma Monchi compra bene. In A si gioca per il tombolino”

Boniek: “Non avrei venduto Alisson, ma Monchi compra bene. In A si gioca per il tombolino”

L’ex giallorosso: “La tombola è della Juve, il resto spetta a Roma, Napoli, Inter e Milan. Queste squadre lotteranno tra di loro per il secondo posto, i bianconeri sono davanti a tutti”

di Redazione, @forzaroma

Alla vigilia di Roma-Atalanta, l’ex calciatore giallorossi Zibi Boniek è intervenuto ai microfoni di Teleradiostereo per parlare della squadra di Di Francesco. Ecco le sue dichiarazioni:

La cessione di Alisson.
Se vuoi vincere e essere più forte in Europa non lo fai con le vendite ma con gli acquisti. Alisson era uno dei pezzi migliori in circolazione, mi è dispiaciuto che sia andato via. Comprendo però le difficoltà della società, che vuole avere dei bilanci che quadrano. Monchi compra bene, ogni tanto bisogna anche vendere e in famiglia i conti devono quadrare.

La Roma può fare meglio in campionato o in Champions?
In Champions, in campionato si gioca per il tombolino. La tombola è della Juve, il resto spetta a Roma, Napoli e Inter, che ogni anno parte con ambizione poi si ammazza da sola. Ho visto bene anche il Milan anche se poi è crollato, forse mancano fuoriclasse ma è una squadra che mi è piaciuta. Queste squadre lotteranno tra di loro per il secondo posto, la Juve è davanti a tutti.

Cosa ne pensi di Pastore?
L’ho sempre ammirato per la sua facilità di dribblare l’uomo, è un giocatore creativo in fase offensiva. Ma ho dei dubbi che sia in fase calante. Mi piace che la Roma prenda giocatori che vogliono affermarsi, fosse arrivato 5 anni fa avrei applaudito l’acquisto.

Nell’83 la Juve aveva 6 campioni del mondo, Platini e Boniek, eppure la Roma ha vinto lo scudetto. Quest’anno può accadere di nuovo?
Me lo auguro, ma ci sono presupposti diversi. Quell’anno trovammo un avversario fantastico che giocava bene. La Roma ha avuto costanza, freschezza. Quest’anno è tutto diverso, ci sono tanti giocatori, si fa il turnover. Ai nostri tempi non era così.

Il Var in Champions League.
Sono membro del comitato esecutivo della Uefa e all’ultima riunione ho detto che la mancanza del Var era una cosa sbagliata. Non si può accettare un errore banale e visto da tutti che non venga corretto. Sarebbe opportuno inserirlo dalla fase a eliminazione diretta.

Strootman è ancora una pedina fondamentale?
È un ragazzo che ammiro per serietà e professionalità, a Roma lo apprezzeremo sempre per quello che ha messo a disposizione della squadra.

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