Ag. Maicon: “Troppe esasperazioni a Roma, ma lui è sereno. La nazionale non è perduta”

“Fa parte del nostro mondo, ma a Roma ancora di più. Si esasperano troppo certe situazioni”, uno stralcio dell’intervista all’agente di Maicon

di finconsadmin

“Fa parte del nostro mondo, ma a Roma ancora di più. Si esasperano troppo certe situazioni – afferma il suo agente Roberto Calenda a gianlucadimarzio.com -, mettere in discussione le doti di un campione che ha vinto tutto è abbastanza strano. Soprattutto dopo l’ottima stagione appena trascorsa. Un anno fa arrivò dopo un’annata non positiva a Manchester, condizionata dagli infortuni. Alcune perplessità erano comprensibili. Ma ricominciare anche ora dopo ciò che ha fatto nell’ultimo campionato… Chi ha messo in discussione Maicon lo ha fatto per altre ragioni, forse la spiegazione è questa”. Polemiche cominciate con la clamorosa esclusione dal ritiro brasiliano, e un rientro in Italia contornato da perplessità e pettegolezzi: “Su questa storia si può mettere finalmente la parola fine. Maicon ha sbagliato e ha chiesto scusa. Ma quel comunicato della federazione ha fatto intendere chissà cosa. Si è alzato un polverone inutile. E inopportuno”.

Il brasiliano è rimasto sempre sereno. Tirato in ballo dopo le polemiche ha dimostrato di essere il punto di riferimento che è sempre stato: “Un anno fa fu preso dalla Roma proprio per questo motivo. Portare un giocatore di esperienza – prosegue Calenda – e abituato a vincere in una squadra con grandi ambizioni. Un campione come lui, che ha vinto tutto, può soltanto essere d’aiuto in un gruppo che vuole crescere. Maicon ha dimostrato di essere forte e sereno, la questione con la Nazionale è ormai chiusa”.

La Roma non gli è mai sfuggita di mano, forse riavrà anche la maglia del Brasile. Maicon se lo augura: “Credo che le porte restino sempre aperte. Può capitare a tutti di sbagliare, ma sono cose che accadono. Maicon ci spera. Ora che questa storia è chiusa vuole dare il massimo in giallorosso, dimostrare di essere più forte di certe pressioni ed esasperazioni. In particolar modo a Roma non è mai facile”.

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