Empoli-Roma, Martusciello: “Giallorossi in grande salute mentale. Più difficile rispetto al Napoli”

Il tecnico dei toscani è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia della partita che si giocherà domani al Castellani alle ore 15

di Redazione, @forzaroma

Alla vigilia di Empoli-Roma, dopo le parole di Spalletti, in conferenza stampa ha parlato anche il tecnico dei toscani Martusciello. Queste le sue parole:

I ricordi sono tutti piacevoli, bellissimi, e me li tengo stretti perché sono ricordi di annate cresciute alla stessa maniera: se siamo arrivati a toccare certi livelli, gran merito è di Luciano e la disponibilità che è riuscito a tirar fuori. Una cavalcata per me impensabile, l’effetto che mi fa è particolare, lo stesso avuto mercoledì a Napoli. Ho un rapporto molto stretto, bisogna vedere come reagisco ma è qualcosa di particolare e bello da vivere e assaporare.

Cosa pretendere dalla gara di domani?
Giocarcela a viso aperto, con serenità. Sapendo che la Roma è decisamente più forte di noi. Con le squadre che sono più forti ci devi mettere anche il sudore, la fatica, la sofferenza. Alla fine ti faranno correre e tu devi essere bravo a rispondere in questo senso. C’è un dislivello enorme e va colmato non solo con la tecnica e la tattica.

Napoli e Roma giocano con lo stesso modulo.
La Roma non ha un modulo fisso, dà l’idea di giocare con il 4-3-3 ma è come giocasse col 4-2-3-1, perché fa ruotare i centrocampisti e c’è sempre uno sotto la punta con gli esterni alti. Rispetto a Napoli ci saranno altre difficoltà. La differenza con il Napoli è che la Roma è in salute fisica e grande salute mentale. Con la Roma sarà più complicata perché oltre alla qualità, ha una salute mentale impressionante e fanno cose con leggerezza. Bisogna tirar fuori uno sforzo in più ma non si parte battuti dall’inizio.

Spalletti l’ha definita un grandissimo allenatore.
Da giocatore mi ha fatto crescere sotto l’aspetto tattico in maniera esponenziale e se penso che sono arrivato in Serie A è solo merito suo perché sa trasmettere tanto e ti fa credere di essere un giocatore forte. Senza Spalletti difficilmente sarei riuscito ad arrivare a certi livelli, perché mi ha trasmesso la capacità di credere in me. Per me Luciano è un fratello maggiore, come lo è Corsi. Questi aspetti vanno al di fuori della professione. Ho grande stima per l’uomo, se non è il primo è il secondo miglior allenatore in Italia, ma credo sia il primo. Batte le difficoltà, ci crede ed è straordinario.

Ha visto Paredes cresciuto?
Sì, molto. Ho visto la prima partita di Champions in casa e lui è stato preso come capro espiatorio. Da lì si è levato di dosso tutte le polemiche grazie a Luciano, in questo Spalletti è veramente bravo, ti trascina e le cose anche se sono nere te le fa vedere bianche. Paredes è cresciuto, a Roma è più complicato ma ha tirato fuori questa personalità che, abbinata alle sue qualità, fa venire fuori il grande giocatore che è.

Che formazione pensa di schierare?
“Tre partite in una settimana. I cambi li hanno fatti tutte le squadre e se vedo che se qualcuno non mi garantisce tenuta fisica cambio. Rimarcate questo aspetto su di me, ma le modifiche le fanno tutti”.

C’è negatività nell’ambiente.
“Non voglio sconti da nessuno. La gente mi deve valutare per quello che sono, ma non dal punto di vista umano. Se si va oltre sono attacchi alla persona e non me lo merito. Sono io il primo a non essere contento per l’andamento dei risultati, ma se pensiamo che ci porti vantaggio esaltare la negatività fatelo pure. Io non lo faccio”.

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