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Gio24052012

Ultimo Aggiornamento18:32:24

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Una partita di cuore più che di tecnica

( di Mirko Porcari) - Alzi la mano chi, alla seconda giornata, pronosticava per la Roma un finale di stagione di questa portata: in piena lotta per il vertice, con un piede e mezzo in finale (all'Olimpico, ricordiamocelo) di Coppa Italia e saldamente ancorata al terzo posto, una posizione che garantisce introiti monetari e blasone societario. Se si esclude il doppio black out di Europa League il bilancio sarebbe positivo all'ennesima potenza, con un incremento notevole rispetto allo scorso anno, in cui, di questi tempi, già si pensava a come sbarcare il lunario per la parte restante della massima competizione. L'appannamento delle ultime giornate è fisiologico, lo dice Ranieri e lo confermano gli addetti ai lavori: una squadra in salute, sana, che non usa mezzi "alternativi" per affrontare le gare, incappa per forza in qualche battuta a vuoto. L'impennata di orgoglio del popolo romanista, riscopertosi quasi per caso competitivo ai massimi livelli grazie alla cura semestrale del tecnico di San Saba, rischia di scavalcare la sottile linea che divide la realtà dall'immaginazione: "Non siamo l'Inter" la conferma a cadenza settimanale de mister, ben consapevole della bontà e dei limiti di un ambiente facilmente "infiammabile", calatosi perfettamente nel ruolo di condottiero e, quando serve, di pompiere, impegnato a sottolineare il gap tra le due squadre, divise non solo dai sei punti della matematica, ma da autostrade fatte di soldi e potere, spesso e volentieri più decisive del responso del campo. "Continueremo a lottare senza illudere i tifosi" la sintesi del pensiero giallorosso: lo spitiro di rivalsa, dopo lo scialbo pareggio di Livorno, è ben incarnato dalla figura di Claudio Ranieri, il cui lavoro sarà ancora più importante in una sfida come quella di questa sera, quando la Roma affronterà l'Udinese senza buona parte degli interpreti migliori. Una partita di cuore più che di tecnica, dal sapore antico di battaglie sul filo dei nervi, contro una squadra abituata a dare fastidio alla Roma: impegno e coraggio, due qualità che la gente chiede ai propri giocatori, siano essi prime, seconde o terze linee. La curva sta per finire, dateci ancora , per qualche settimana, l'illusione che la bandiera a scacchi possa essere giallorossa.