Andriy Shevchenko, intervistato dal Corriere dello Sport, esprime la sua voglia di tornare ad essere un grande calciatore e se ci fossero i presupposti, giocare a Roma.
Shevchenko, dove giocherà nella prossima stagione?
Il 19 luglio andrò in ritiro con il Chelsea, poi vedremo cosa succederà.
Ci sarà ancora Ancelotti sulla sua strada?
Ho parlato con l’allenatore che mi ha dato l’appuntamento per il raduno.
Con quali prospettive?
Io ho ancora un anno di contratto con il Chelsea. Ho intenzione di rispettarlo e di onorarlo dei migliori dei modi.
E se ci fosse un’altra opportunità?
Se fosse concretala valuteremo insieme al club inglese.
La Roma potrebbe tornare ala carica così come è successo l’anno scorso?
È vero, ma io scelsi il Milan.
Pentito?
No affatto. Berlusconi e Galliani mi avevano detto che potevo tornare al Milan, era quello il mio obbiettivo.
Spalletti e Totti la considerano ancora oggi un ottimo attacante.
Li ringrazio. Ammiro e stimo entrambi. Finora ci siamo scontrati in partite sempre combattute, tirate. Vinte o perse ho sempre avuto un’ottima impressione di una squadra forte e compata.
Cosa potrebbe convincere Shevchenko ad accettare la Roma?
Considero Spalletti un ottimo allenatore, serio e preparato. Capace di tirare il meglio sempre dai suoi giocatori. Quando ci siamo incontrati e abbiamo chiacchierato fra noi c’è stato sempre buon feeling.
Totti raramente spende parole e complimenti per qualcuno…
Francesco è un amico. Me lo ha sempre dimostrato e gliene sono grato.
Quindi la Roma è in cima ai desideri di Shevchenko?
Si, se non sarà possibili continuare la mia carriera con il Chelsea.
Ma con il Milan doveva finire proprio così?
Purtroppo ho iniziato la stagione attardato dai problemi fisici che ho ereditato dal Chelsea. Speravo, a dire il vero, di giocare di più negli ultimi mesi, nella seconda parte della stagione. Ma non è stato possibile.
Eppure Ancelotti aveva annunciato, dopo il lungo ritiro invernale a Dubai, che Svevhenko era il milanista più informa e che sarebbe stato importante…
Lo so, ma anche Ancelotti ha fatto scelte diverse. Io posso solo dire che ho giocato troppo poco, nonostante fossi recuperato fisicamente. È chiaro che non si può giudicare un calciatore se lo si mette in campo una volta ogni tanto e per soli 15’ minuti.
Ma Sheva è tornato quello di prima, si sente ancora un attaccante vero?
Certo l’ho dimostrato al Milan, quando mi è stata data la possibilità, anche se solo nelle partite amichevoli. Ma io c’ero sempre, ho dato tutto quello che avevo in ogni occasione. E poi ho segnato due gol con la mia Nazionale anche nelle recenti partite a fine stagione. L’Ucraina è seconda, possiamo, possiamo ancora andare una volta ai mondiali.
| < Prec. | Succ. > |
|---|


