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Social Tribuna, Bayer 04-Roma 4-4: “Certe cose solo noi”

I giallorossi ne combinano un'altra "delle loro". Tanta rabbia sul web nei confronti dell'allenatore, della società e di alcuni singoli. Il tifoso non si capacita: "Roma è questa. Non c'è pace"

Bruno Di Benedetto

"WTF!?" è da tempo immemore la sigla con cui tutto il mondo, su internet e non solo, sceglie di esprimere un profondo senso di spaesamento. "What the f**k!?", esclama l'individuo sorpreso dalla piega imprevedibile assunta da una certa situazione, incapace di trovare immediatamente comprensione ad un evento comico e/o grottesco. Traducendolo in una forma lievemente più moderata, in italiano noi diremmo: "Cosa cavolo...!?".

Ebbene, nelle sue varie declinazioni un gigantesco "WTF!?" ha attraversato il web giallorosso ieri sera; la Roma infatti è riuscita in una di quelle imprese che, nel corso dei decenni di storia, hanno impresso nel profondo di ogni tifoso romanista la massima "Mai 'na gioia" a caratteri immortali. Sotto di due gol come contro il Bate Borisov dopo appena 20 minuti, avanti 4-2 all'ottantesimo, raggiunta infine in un batter di ciglia. 4 a 4: qualcuno direbbe "partita spettacolare", ma molti, lo ripetiamo per l'ultima volta, hanno preferito la sigla di tre lettere.

Come interpretare la Roma scesa ieri in campo alla BayArena? Come si può immaginare, quasi ogni romanista ha la sua teoria, ci sono partiti popolari, ma alla fine a governare è l'ingovernabilità. Cerchiamo di illustrare rapidamente il panorama. E' colpa di Garcia, che se ne deve andare dopo "L'ennesima figura di m***. Menomale che avevano capito gli errori commessi contro il Bate! Si devono vergognare" (Simone). Giancarlo apostrofa direttamente il mister: "A Garcia, la colpa è solo tua, come lo è stata anche a Borisov. Doveva essere una formalità la qualificazione e tu stai facendo di tutto per farci uscire di nuovo! Vattene! Non sei all'altezza di guidare questa squadra".

Seconda fazione: la rosa è stata mal costruita. E' incompleta ancora una volta, e ancora una volta la Roma non vincerà nulla. Francesco scrive: "Torosidis, Gyomber, Palmieri, Rudiger (dopo infortunio), Castan (dopo un anno di assenza): per me ci sta andando grassa. Altro che colpa di Garcia! Questa difesa è buona per una squadra da retrocessione". Emanuele: "Se abbiamo chiuso la sessione di mercato con 2 pensionati e un'ala adattata come terzini non è colpa di Garcia". E infine Vittorio: "Lui (Garcia, ndr) mette in campo i giocatori che gli hanno preso. Che ci serviva un terzino destro si sapeva dal 10000 anni, e invece di andare a prendere Bruno Peres siamo rimasti così. Poi Astori e Yanga-Mbiwa vengono sostituiti da Rudiger e Gyomber, e come al solito il mercato è fatto solo a metà: ottimo attacco, bel centrocampo e difesa di m.".

Si deduce da quanto si è appena letto che una dose delle responsabilità sia stata riversata sui singoli, in particolare Rudiger, la cui valutazione in rete oscilla dal "non al top" al "impresentabile", e naturalmente Torosidis, probabilmente il peggiore in campo. Daniele è impietoso: "Torosidis commette il fallo di rigore. Torosidis si perde Wendell sul 4-4. Torosidis respira ancora? Spero vivamente di no". Questi sono, in sintesi, gli orientamenti di chi sfoga la frustrazione sui social prendendosela con qualche colpevole umano.

Ad un responsabile quasi divino si rivolgono invece tutti coloro che, educati alla follia che accompagna questa squadra da tempi remoti, hanno maturato quasi la convinzione che una specie di destino sia connaturato alla Roma. Non si spiegano altrimenti tutti i commenti come quello di Guido: "Solo noi capaci di 'ste cose! Solo noi!!", o di Daniel: "Nella storia di tutta la Coppa Campioni solo noi riusciamo a rovinare un'impresa come questa", o di Emiliano: "Troppo bello aver ribaltato il risultato e portare a casa una vittoria fondamentale. Solo la Roma si comporta così", o di Andrea: "... E niente, semo la Roma". Per ognuno di questi post, un ricco bottino di "mi piace".

Citiamo velocissimamente un intervento carino su Pjanic (che segna da fuori area con medie da NBA, 4/7), firmato da George:"Ci sono 3 cose sicure nella vita: la morte, le tasse e Pjanic che segna su punizione". E segnaliamo una nuova ondata di amore ed apprezzamenti per De Rossi, autore di una doppietta alla 501esima presenza. Dedichiamo loro poco spazio perché, come altre volte abbiamo fatto, vogliamo lasciare l'ultima parola ad un tifoso romanista autore di un commento davvero memorabile. Qualcuno, magari dopo aver sbollito la rabbia, riconoscerà che in effetti, in questa storia del "destino della Roma", del "Mai 'na gioia", del "ogni volta", del "sempre a noi, solo a noi" - in tutto questo c'è un certo eroismo e una certa poesia. Il tifoso romanista soffre, impreca, impazzisce perché la squadra ogni tot tempo ne combina qualcuna, e nonostante questo non smette di sentirsi orgoglioso di sé e della sua fede. Nessun romanista vero smette di voler essere romanista. Ora parola ad Alessandro:

Roma e la Roma.

Non c'è immedesimazione maggiore tra la Capitale d'Italia e la sua squadra.

Aspettative enormi sprecate in poco tempo, gestione dei punti di forza annacquata da un' orribile ed inspiegabile capacità di non riuscire a migliorare le debolezze.

Roma è questa. Non c'è pace.

È la condanna a vivere eternamente nella speranza, probabilmente senza mai ottenere nulla.

È però forse questa stessa speranza che ci fa sopravvivere, che ci rende lunatici, incapaci di stabilizzarci in un pensiero, in una svolta, in una vittoria.

Roma è l' eterna speranza. Ed io, da questa speranza, con tutto il male e la fatica che comporta, non mi ci vorrò mai allontanare.

In alto i cuori e fuori la voce: ROMA!