‘RADIO PENSIERI’, SABATINI: “Spalletti? Le cose sono due: o recita o ha seri problemi psicologici”

‘RADIO PENSIERI’, SABATINI: “Spalletti? Le cose sono due: o recita o ha seri problemi psicologici”

Ecco le opinioni dei protagonisti delle emittenti radiofoniche romane

1 Commento

Quello delle radio romane è un fenomeno che non ha eguali nel resto d’Italia. Una pluralità di stazioni a fungere da piattaforma, una schiera di giornalisti, ex calciatori e opinionisti ad animare lo spettacolo. Ecco le opinioni dei protagonisti delle emittenti radiofoniche:

Gianluca Piacentini (Teleradiostereo – 92.7):Sacchi ha detto che Roma e Napoli non possono contrastare la Juve perché non hanno storia, a differenza di Inter e Milan che invece potrebbero farlo. Io credo che se Sacchi ne fa un discorso di storia c’è poco da dire, ma penso che lui si riferisca all’abitudine a combattere per grandi obiettivi. Forse parlando di storia Sacchi fa riferimento anche al fatto di avere le capacità di condizionare tutto l’ambiente che c’è intorno alla squadra. La mia paura sta nel fatto che la Roma potrebbe non riuscire ad approfittare questo vuoto di Milan e inter, e quando ci sarà il cambio generazionale della Juve, magari non riuscirà a colmarlo.
Se avessi la bacchetta magica farei aumentare il fatturato, così da costruire piano piano la storia con acquisti del calibro di Pjanic o Higuain. La Juve ha la fortuna di poter costruire su una base già solida”.

Adriano Serafini (Teleradiostereo – 92.7): “Io non penso che il futuro di Spalletti sia legato soltanto alla questione contratti dei giocatori, credo sia un mix di cose. Strootman ha un contratto in scadenza nel 2018, ma non è che la società rinnova il suo contratto per far rimanere il tecnico, ma perché è tra i giocatori più forti in rosa. Le cose che dice Spalletti negli ultimi giorni, io le ho sentite ripetere nell’ultimo anno e mezzo. I problemi che sta sollevando lui sono sempre gli stessi. Non credo che si stia creando un alibi per andare via, è veramente arrabbiato”.

Riccardo ‘Galopeira’ Angelini (Teleradiostereo – 92.7): “Perché ci si chiede cosa fa Spalletti l’anno prossimo (tra l’altro per me fa anche bene a non dirlo), e non ci si chiede cosa fa Totti? L’anno scorso ci siamo uccisi ‘Totti sì Totti no’, allora ha ragione Spalletti quando dice ‘perché non me lo chiedete più?'”.

Sandro Sabatini (Radio Radio Mattino – 104.5): “Il campionato non è ancora finito. La Juve ha due trasferte a Napoli e a Roma, in più deve andare a Bergamo contro l’Atalanta. Dipende tutto da queste 3 partite, che diventano fondamentali. Progetto giovani nella Roma? Ripartire da loro può anche voler dire aver già lanciato un segnale a senatori come Totti e De Rossi. Per guardare al futuro partendo da una buona base, è normale puntare su dei giovani talentuosi. Io non ci trovo niente di sbagliato. La prima cosa da risolvere è quella di Spalletti. La posizione del tecnico non la capisco, o sta recitando o ha seri problemi psicologici. Ingigantisce dei dettagli per un gioco al massacro che alla fine rovina non solo lui ma tutti. Spalletti è in un momento poco lucido per programmare il futuro. Monchi-Emery sarebbe una coppia ad altissimo rischio”.

Roberto Pruzzo (Radio Radio Mattino – 104.5): “Pallotta ha fatto capire bene a tutti che non potrà spendere finché non ci sarà lo stadio. Peccato, adesso sarebbe il caso di prendere un paio di campioni veri ed invece dopo sei anni si torna indietro, pensando ai giovani. Credo che a Trigoria stiano pensando molto a Emery, ma si aspetterà fino alla partita contro la Lazio in Coppa Italia. Io ho l’idea che per il tecnico abbiano già deciso, ma non so in che direzione. Ora la presidenza della Roma dovrebbe fare un colpo di mercato importante alla Ibra, non dovrebbe ripartire dai giovani. Così non dai nessuna speranza ai tifosi”.

Roberto Renga (Radio Radio Mattino – 104.5): “Mancini alla Roma? Lui vuole i grandi giocatori, la Roma è nella condizione di darglieli? Poi c’è questo passato da laziale che a Roma conta… La Roma deve capire cosa vuole fare da grande. Bisogna avere le idee chiare. Kessie? Io lo vorrei, ma lo vorrei in panchina. Poi piano piano diventa titolare. Perché questo possa avvenire, devi comunque tenerti Strootman, De Rossi e Nainggolan. Se in panchina ho Pellegrini, Kessie e Paredes, vuol dire che ho lavorato benissimo”.

Franco Melli (Radio Radio Mattino – 104.5): “Mancini sarebbe un bel nome per la Roma, anche se da tempo non ne indovina una. Con Di Francesco la Roma diventerebbe un Sassuolo di città. Kessie alla Roma? C’è un pour parler, non è sicuro che vada lì. È certamente un giovane molto interessante, non c’è dubbio, però da qui a dire che lui è quello in grado di farti fare il salto di qualità, io aspetterei…”.

Furio Focolari (Radio Radio Mattino – 104.5): “È abbastanza incredibile che Spalletti vada via quando Pallotta arriva a Roma. Penso ci sia una certa distanza tra i due. Mancini? È un signore allenatore, ma è anche il capitano della Lazio che ha vinto lo scudetto. Una piazza come Roma in questo momento non può aspettare i giovani. La Roma non può pensare di fare il Sassuolo. Con Di Francesco non credo che si possa primeggiare”.

Nando Orsi (Radio Radio Mattino – 104.5): “Alla Roma hanno capito che il progetto non deve essere annuale. L’idea dei giovani è giusta perché hanno capito che questo è il momento di spendere bene. In questo momento serviva un ds come Sabatini che di giovani talenti se ne intende. Monchi non lo conosco, e credo che in pochi lo conoscano bene, come lavora. O fai lo stadio o fai la squadra, e a Trigoria hanno scelto di fare lo stadio”.

Augusto Ciardi (Teleradiostereo – 92.7): “Sono convinto che se Spalletti non resta alla Roma, non andrà alla Juventus. In Italia eventualmente potrebbe andare all’Inter. Questo campionato ha praticamente i finali già scritti, o quasi. Emery alla Roma? Prematuro, ma magari al terzo tentativo potrebbe andare a buon fine”.

Dario Bersani (Teleradiostereo – 92.7): “Se Spalletti andasse alla Juventus, la vicenda diventerebbe quasi squallida. Tradito? No, il tempo dei tradimenti è finito. Dopo tutto quello che ha detto e ha fatto, ritrovarmi alla Juve pure lui no, altro che Capello. Se ha deciso di andar via, basta non far far tardi alla Roma. Ed è un rammarico enorme vista la stima quasi incondizionata per lui”.

1 commenti

1 commenti

Inserisci qui il tuo commento

  1. cpg35600 - 3 mesi fa

    Escludo aprioristicamente l’elemento psicologico. E’ solo un toscano: e si sa che sono completamente diversi dagli altri italiani! Come allenatore è bravo, come motivatore è immenso! Non ne esistono altri, come lui, nel mondo del calcio!

    Rispondi Mi piace Non mi piace

Recupera Password

accettazione privacy