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‘RADIO PENSIERI’, DOTTO: “La Roma non ha un’identità di gioco, ma ha quella dei suoi leader”

Ecco le opinioni dei protagonisti delle emittenti radiofoniche romane

Redazione

Quello delle radio romane è un fenomeno che non ha eguali nel resto d’Italia. Una pluralità di stazioni a fungere da piattaforma, una schiera di giornalisti, ex calciatori e opinionisti ad animare lo spettacolo. Ecco le opinioni dei protagonisti delle emittenti radiofoniche.

Mario Corsi (Te la do io Tokyo - Centro Suono Sport 101.5): “Monchi ormai dove va parla. Capisco che sia difficile fare il ds della Roma perché non ci sono tanti soldi da investire, però bisogna cominciare a fare più fatti e meno parole. Non riesco più a sentire «staremo stabilmente tra i top club europei», basta con questa storia. Poi sarò il primo ad esser contento se la Roma dovesse vincere la Champions League, ma lo sarei intimamente: sarei poco credibile se andassi ad abbracciare Pallotta dopo un trionfo del genere. Io non farei come hanno fatto altri in passato che, dopo la vittoria dello Scudetto, sono passati dal denigrare il Presidente Sensi all’abbracciarselo e chiedergli favori su favori. Bologna-Roma? Non direi ai giocatori di lasciare perdere questa partita, è evidente, ma sarei più concentrato sulla gara di Barcellona”.

Giancarlo Dotto (Teleradiostereo 92.7): "Nainggolan non è un ruffiano, non si tocca il cuore e poi se ne va l’anno dopo in un club nemico. Lo apprezzo molto. E’ molto sincero anche quando dice che non giocherà fino a 35 anni, ma io credo che lui abbia già toccato il top lo scorso anno. Gli altri indiziati ad andare via sono anche Florenzi e Pellegrini secondo me, oltre a Nainggolan e Strootman. La Roma ha fatto molto bene in Champions, anche se bisogna pure considerare che Alisson ha fatto il fenomeno con l’Atletico, è un qualcosa che non fa parte della gestione dell’allenatore e neanche dello stesso Alisson. E’ un di più, quello che ha fatto quella sera è miracoloso. Questa Roma non ha un’identità di gioco ma l’identità dei suoi giocatori e dei suoi leader e l’onestà di un allenatore che sta in sintonia con il gruppo. Monchi ha già scelto i giocatori su cui puntare, questo è importante. Mi sarebbe piaciuto che su Alisson avesse detto: 'Lui ha tutte le caratteristiche per diventare il simbolo della Roma, ma non dipende solo da noi'. Doveva almeno dichiarare l’intenzione, per i tifosi".

Piero Torri (Teleradiostereo 92.7): "Non so se Nainggolan farà i due-tre anni che gli restano da calciatore alla Roma. Non escluderei neanche una partenza di Manolas, che ti farebbe fare una grande plusvalenza, dal momento che il suo acquisto è stato già ammortizzato, permettendoti di tenere gli altri. Anche El Shaarawy potrebbe partire, soprattutto se arriverà Verdi. A centrocampo comunque la Roma ha già preso Coric, che la Roma vorrebbe far giocare da vertice basso. Dovrebbe fare lo stesso percorso di David Pizarro".

Federico Nisii (Teleradiostereo 92.7): “Io mi sono fatto un’idea. Se la Roma riuscirà a tenere Alisson, uno tra Nainggolan e Strootman andrà via. Anche perché la Roma ha lo stesso centrocampo da 4 anni. In questa stagione la Roma è partita con l’handicap, visto che è stata costretta a ricominciare con un altro allenatore, ha dovuto cedere alcuni giocatori importanti".

Marco Cassetti (Teleradiostereo 92.7): "Gerson è ancora un giocatore ibrido, non si capisce se sia un esterno o un interno di centrocampo. C’è la possibilità di spostare Florenzi in avanti, anche se a Bologna me lo aspetto dall'inizio insieme alla difesa titolare. Su Alisson siamo diventati un po’ logorroici. Leggevo da quotidiani spagnoli, che per il Real Madrid Courtois e De Gea sono fuori budget e quindi si sono spostati su Alisson. Secondo me però Alisson è allo stesso livello, se non superiore, di questi due".

Andrea Pugliese (Teleradiostereo 92.7): "Domani potrebbe giocare Gerson facendo riposare magari Perotti. Bisogna capire solo chi inizierà tra Schick e Dzeko. Sono contento per Luca Pellegrini, è stato molto sfortunato ma se rinnoverà potrà essere un patrimonio del calcio romanista. Tumminello è più forte di Cutrone a livello tecnico, ma Cutrone ha una grande fame. Domani Jesus sarebbe più adatto in caso il Bologna giocasse con i tre ‘piccoletti’: Verdi, Palacio e Di Francesco".

Gianluca Piacentini (Teleradiostereo 92.7): "Mi ha sorpreso il rilancio di Schick da parte di Di Francesco. Ci credo se il mister dice che il Bologna è più importante del Barcellona. Jesus domani ci potrebbe anche stare al posto di Manolas o Fazio. Se il Bologna farà una partita d’attacco la Roma è favorita".

Andrea Di Carlo (Teleradiostereo 92.7): “Silva è arrivato che si stava già allenando con lo Sporting, non credo non sia pronto fisicamente. Si tratta di addestramento tattico, credo che a Bologna ci sarà spazio per chi si è allenato a Trigoria in questo periodo. Quindi Jesus, che darà modo a Fazio di riprendersi anche dalla batosta in nazionale. Non penso che rivedremo Gonalons, De Rossi può fare due partite in pochi giorni. Davanti Gerson ed El Sha sono favoriti, Perotti e Dzeko in partenza dalla panchina con l’ennesima occasione per Schick".

Franco Melli (Radio Radio Mattino – 104,5): “Le parole di Nainggolan sulla Lazio sono dichiarazioni per compiacere i suoi tifosi, forse da clima derby, ma senza dubbio fuori luogo. Schick domani dal primo minuto un po' mi sorprende, ma è anche plausibile. Forse Di Francesco conosce meglio di noi la situazione di Dzeko e poi c'è da vedere d più in campo l'attaccante ceco".

Furio Focolari (Radio Radio Mattino – 104,5): “Quando Nainggolan dice che il calcio è un hobby, dice una sciocchezza. Lui è una mosca bianca, i calciatori sono dei professionisti incalliti. Lui è un personaggio particolare, anche sulla Lazio e la protesta Var lui dice una bugia pro domo sua. Domani Schick dal primo minuto? Mi sorprenderebbe molto. Quello visto fino ad ora io non lo metterei in campo in una gara così delicata. Ma Di Francesco ne sa più di me”.

Xavier Jacobelli (Radio Radio Mattino – 104,5): “L’esperienza ci ha insegnata che dopo la sosta per le nazionali gli allenatori attendono la vigilia delle partite per decidere. Se Di Francesco farà giocare Schick per tenere a riposo Dzeko, per me fa bene. Potrebbe essere la carta in più di questo finale di stagione. Nainggolan? Quello che conta è che sia tornato ai livello di rendimento che gli competono, grazie anche al fatto che il Mondiale si avvicina. Mi aspetto un gran finale di stagione da parte di Nainggolan”.

Nando Orsi (Radio Radio Mattino – 104,5): “E’ impossibile pensare che la testa non sia un po’ al Barcellona. Al di là di come finirà questo campionato io non boccio Schick. E’ stato sfortunato con gli infortuni, ha giocato in un ruolo non suo, è giovane e c’è stata molta pressione su di lui. Secondo me ha molte attenuanti. A Bologna la Roma affronta una partita che può diventare complicata, anche perché io sono convinto che i giallorossi un po’ penseranno alla Champions.Fare il calciatore non è un hobby come dice Nainggolan, è una professione, perché si ha dei doveri nei confronti di chi ti paga. Il belga per me è il più importante della Roma, quando lui sta bene la squadra ne risente in positivo. Se avesse sempre la testa a posto sarebbe uno tra i più forti al mondo. Fa male a sindacare su quanto fa la Lazio sulla vicenda del Var”

Roberto Pruzzo (Radio Radio Mattino – 104,5): “Serve far giocare Schick con più continuità per valutare bene se tenerlo o meno. Domani l’ideale sarebbe una vittoria con il minimo sforzo. Il Bologna ogni tanto ne azzecca qualcuna di partita, e quindi l’attenzione deve essere sempre alta. Nainggolan? Se riesce a fare il calciatore anche divertendosi, chi sta meglio di lui? Spero che Di Francesco possa far coesistere di più Dzeko e Schick da qui alla fine della stagione”.