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Gio24052012

Ultimo Aggiornamento15:22:44

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Roma-Juve, sfida mondiale. Otto campioni del 2006 all'Olimpico

IL MESSAGGERO - Spesso certe esclamazioni del tipo, «che giocatori» o «incredibile, che partita», vengono usate, forse meglio dire abusate, da alcuni neotelecronisti. Si vende un prodotto e si cerca di valorizzarlo, almeno a parole. Ovvio. Stavolta i presupposti per ricorrere a certe espressioni ci sono. Eccome. Roma-Juventus, una partita da big, una parata di stelle. Una sfida mondiale, visto che sono otto in totale i giocatori che hanno giocato e vinto il campionato del Mondo in Germania, più due fisioterapisti (Aldo Espostio nella Juve e Silvano Cotti nella Roma) e un preparatore atletico, Vito Scala.

Roma-Juve, inoltre, significa tornare al passato, alle vecchie e sempre belle sfide con Torino. Una rivalità che parte da lontano, senza stare a rivangare i famosi anni ottanta. Un confronto di maglia, di culture, di tifoserie. Uno scontro anche politico, Viola e Sensi ne sapevano qualcosa. Ora gli attuali dirigenti si beccano molto meno. Come detto, domani, Roma-Juve, vuol dire campioni del Mondo a confronto, e torniamo all’aspetto tecnico. In più la strana sfida tra brasiliani. Tanti pezzi da novanta in campo, l’uno contro l’altro. Amici e rivali da sempre.

La novità è il confronto tra Spalletti e Ferrara. Un tecnico stagionato (e non si direbbe) da una parte e un novizio del ruolo dall’altra. Per Ferrara è la prima contro la Roma, per Spalletti è la 18esima panchina contro la Juventus e cercherà di centrare la sua prima vittoria in campionato: i precedenti parlano di quattordici sconfitte e tre pareggi. Tutto questo in uno scenario come quello dello stadio Olimpico, teatro spesso di grandi sfide.

Tra l’altro la Roma non batte la Juve in casa da quel famoso 4-0 dell’8 febbraio 2004, con Totti che indicò a Tudor la mano con il quattro, mettendosi poi l’indice sul naso, come a dire zitti e andate a casa. Roma aspetta da cinque anni quel momento. Totti vede l’ennesima sfida con Buffon, amico d’azzurro della notte di Berlino 2006. Il capitano arriva a questa partita come uno degli uomini più in forma della Roma. Dieci gol in cinque partite ufficiali, non sono pochi. Appena superato Boniperti, juventino, dopo Genoa-Roma. Davanti troverà di nuovo Cannavaro, tornato a trentasei anni a fare il leader della difesa della Juventus, ancora capitano azzurro e in più Pallone d’Oro 2006.

Che dire poi del solito duello con Del Piero, che la Roma ha castigato parecchie volte. Centosettantanove reti in A, (meno cinque da Batistuta) Francesco, centosessantotto Alex. Tra i giallorossi gli altri campioni del Mondo, De Rossi e Perrotta: uno sta cercando la forma migliore, l’altro al rientro dopo lo strappo muscolare rimediato in ritiro. Tra l’altro Perrotta, insieme con Brighi, sono due ex juventini. Nella Juve altri due azzurri importantissimi per Lippi ora e al Mondiale di Germania, cioè Iaquinta e Camoranesi. Il primo poi, pupillo da sempre di Spalletti, che lo ha lanciato nell’Udinese e lo ha voluto sempre nella Roma, senza mai riuscire ad esaudire questo suo desiderio. Si perderà la sfida contro gli amici connazionali, Doni. Giocherà sempre un brasiliano, Artur, ma non è nemmeno troppo sicuro. Ci può stare la sorpresa Julio Sergio, altro brasiliano però.

Mentre la Roma ha una tradizione legata ai calciatori brasiliani, insolitamente di stampo verdeoro anche l’attuale squadra bianconera, con le presenze di Amauri (mezzo italiano), Diego e Felipe Melo, questi ultimi non al top. Mentre a Roma ci sono Juan e J.Baptista, più Taddei fuori dalla Seleçao, così come Cicinho, infortunato. Campioni del Mondo contro campioni del Mondo, verdeoro contro verdeoro. Tanta roba.